Luigino Bruni

Meritocrazia, giustificazione etica della disuguaglianza

 pubblicato su Radio Articolo 1 il 09/04/2019

Intervista a Luigino Bruni nella puntata di "Piazza del Lavoro" del 9 aprile 2019

Affrontiamo con Luigino Bruni, storico del pensiero economico, il tema del talento ridotto a merito, l’oblio di parole come umiltà e mitezza, le ideologie sostituite dalla tecnocrazia. E i divari tra gli strati sociali crescono. Puntata a cura di Simona Ciaramitaro

Ascolta il programma: 

The Economy of Francesco

pubblicato su Vatican News il 14/05/2019

Intervista di Alessandro Di Bussolo a Luigino Bruni sulla genesi dell'evento: dal Papa sostegno totale e la sua presenza fisica

Sono attesi almeno 500 giovani, metà imprenditori sotto i 35 anni e metà studiosi di dottorato nelle università di tutto il mondo, compreso quelle ebraiche – spiega Bruni, sottolineando la presenza di molte donne nel Comitato preparatorio. “Economia è una parola femminile, e le donne hanno uno sguardo diverso su di essa rispetto ai maschi”. A Vatican News il docente della Lumsa Luigino Bruni conferma la genesi dell’evento.

Ascolta l'intervista: 

La terza edizione del prestigioso premio letterario per la sezione "Cultura del fare" è attribuito quest'anno a Luigino Bruni

La foresta e lalbero titolo23 novembre 2016,ore 18.30
Palazzo Altieri
Sala del trono
II piano sede Banco Popolare
Piazza del Gesù, 49
00186  Roma

Il Premio Letterario RES MAGNAE,  “Libri di qualità nello spirito del tempo”, si rivolge ad autori che “si siano particolarmente distinti per rigore analitico, senso introspettivo e slancio creativo, esprimendo un impegno saggistico e narrativo volto alla riflessione sull’uomo contemporaneo, con particolare riguardo alle dinamiche contraddittorie del nostro tempo”.

L’alba della mezzanotte/18 – L’umanità e il potere degli imperi visibili (e no)

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 20/08/2017

170820 Geremia 18 rid«Per i veri sapienti ogni luogo del mondo è un esilio. È immaturo l’uomo che considera dolce soltanto la sua patria. È già più forte colui per il quale ogni terra è come il proprio suolo natio. Ma perfetto è l’uomo per il quale l’intero mondo è come una terra straniera»

Ugo di San Vittore Didascalicon, XII secolo

‘Distruggere e demolire, abbattere e sradicare’, sentì risuonare Geremia il giorno della sua vocazione profetica. Ma insieme a queste parole ne udì altre due, diverse e complementari: ‘edificare e piantare’ (Geremia 1,10). Non basta annunciare scenari cupi di sventura per essere profeti non-falsi, perché la terra è piena di persone che dipingono, a volte persino in buona fede, un presente e un futuro disperati solo per raccogliere il consenso dei tanti disperati che si alimentano di disperazione. Geremia non illude i suoi concittadini promettendo un benessere e una pace immaginari; ma mentre profetizza questa verità amara e scomoda, sa dire parole di speranza vera e sublime.

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Secondo appuntamento con il libro: "Le nuove virtù del mercato"

pubblicato su Cittanuova.it il 10/4/2012

Filosofi morali scozzesi, scuola francese, napoletana e milanese, ma soprattutto lui Adam Smith. Per tutti costoro erano valori economici imprescindibili  la prudenza e l'indipendenza. Quel valore hanno oggi? Un po' di storia dell'economia con Le nuove virtù del mercato di Luigino Bruni a spasso  tra teoria e buone pratiche per il secondo appuntamento della rubrica.

Le_nuove_virtu_cover«Le due principali virtù che la visione classica dell’economia ponevano a base (magari senza esplicitarlo troppo) erano, e sono, l’indipendenza (virtù tipicamente di derivazione stoica) e la prudenza. La prudenza (che in un certo senso include l’indipendenza) era talmente importante in Smith che un autore contemporaneo di una certa rilevanza ha criticato la teoria etica ed economica di Smith proprio per aver visto basato il suo sistema sulla sola virtù delle prudenza, trascurando le altre (McLoskey 2006).

Un convegno oggi all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede per ricordare Chiara Lubich a 10 anni dalla sua morte

fonte: Ufficio  Informazione Focolari

Chiara Lubich 06 ridSi terrà oggi 3 maggio 2018 all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede il Convegno “Chiara Lubich e l’Economia di Comunione: il percorso di una profezia”, organizzato in collaborazione con il Movimento dei Focolari. Interverranno S.E. Mons. Giovanni Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato di Sua Santità, Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, Luigino Bruni, Professore ordinario di Economia all’Università LUMSA di Roma, Leonardo Becchetti, Professore ordinario di Economia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Simona Rizzi, Presidente del Consorzio Tassano Servizi Territoriali. L’incontro sarà moderato da Paola Severini.

Logo_virt_rid_ridQuarto appuntamento con il libro: "Le nuove virtù del mercato"

pubblicato su Cittanuova.it 23/4/2012

Le_nuove_virtu_cover È frutto inevitabile di una teoria e di una cultura economica tardo-ottocentesche l’idea che il mercato debba essere mosso dall'interesse personale. Al tempo occorreva una legge generale, analogamente a quanto è accaduto con la legge gravitazionale nella fisica moderna, che spiegasse tutte le altre leggi economiche. Arrivò, dominando il campo delle idee per oltre due secoli. Ma già da dieci anni la neuroeconomia ha spiegato come l'interesse personale sia un fattore marginale dell'agire economico dell'uomo. C'è un altro fattore che muove gli uomini e che solo Genovesi tenne presente nel Settecento: è la gratuità. Ce lo spiega Luigino Bruni nell'ultimo appuntamento con "Le nuove virtù del mercato" di Città Nuova.

L’alba della mezzanotte/29 – Generati per sempre: il mondo non sarà abbandonato

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 05/11/2017

171105 Geremia 29 rid«La Bibbia non è il mio testo sacro, anche se egualmente ne avverto la sacralità, che ricavo dalla sua capacità di assorbire l’urlo del mondo. L’urlo di dolore di Geremia è quasi tutto ululato. Giobbe ulula. Isaia anche. Quindi è uno strano testo sacro fatto di disperazioni, fallimenti e di un’implacabile fede in un Dio che non risponde»

Guido Ceronetti, da un’intervista del 2013

“La parola che il profeta Geremia disse a Baruc, figlio di Neria, quando egli scriveva queste parole in un libro sotto la dettatura di Geremia nel quarto anno di Ioiakìm: «Così YWHW, ha parlato per te, Baruc: ‘Poiché tu hai detto: «Guai a me, poiché il Signore aggiunge tristezza al mio dolore. Sono sfinito a forza di piangere e non riesco a trovare pace». Così ha parlato YHWH: …  Desideri qualcosa di grande per te? Non desiderarlo, poiché io manderò la sventura su ogni uomo. A te farò dono della tua vita come bottino, ovunque tu andrai”. (Geremia 45, 1-5).

L’alba della mezzanotte/9 - Il seme rompe la crosta, i petali colorano l’infiorata

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/06/2017

170618 Geremia 9 rid«Quasi tutte le idee lanciate da Geremia a quest’epoca si ricollegano alla legge; quasi tutte le immagini da lui utilizzate sono attinte dallo stesso patrimonio, ormai secolare, della profezia biblica. Tutto questo non è che un esercizio, un apprendimento»

André Neher, Geremia

«Così mi ha parlato YHWH: "Va a comprarti una cintura di lino e mettila attorno ai tuoi fianchi senza immergerla nell’acqua". Allora io comprai la cintura secondo la parola del YHWH e me la misi ai fianchi. Poi mi fu rivolta ancora la parola di YHWH: "Prendi la cintura che hai comprato (…) va all’Eufrate e nascondila là dentro la fenditura di una pietra"» (Geremia 13,1-4).

Capitali narrativi/3 - I grandi ideali collettivi germinano in aree sismiche

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 26/11/2017

171125 Capitali narrativi 3 rid«Ci sono le voci.
Ci accompagnano.
Ci mordono.
Ci sussurrano brevissime consolazioni…
Ci comandano
ci sgridano
quasi mai ci lodano
gridano nelle notti insonni.
Le voci…
Di chi sono queste voci?»

Chandra Livia Candiani, Fatti vivo

Le carestie di capitale narrativo sono tanto più severe quanto più avevamo amato le grandi narrazioni che vediamo svanire. Quando in quella buona novella avevamo messo tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente, vi avevamo bruciato i desideri impossibili, era diventata il pensiero dominante che non ci faceva dormire la notte perché volevamo sognare ad occhi aperti soltanto il nostro unico sogno vero.

L'esilio e la promessa/3 - Il compito di annunciare la dura prova e di seminare il futuro

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 25/11/2018

Ezechiele 03 rid«Il fatto paradossale è che il sacro si manifesta, e di conseguenza si limita e cessa di essere assoluto. È questo il grande mistero, il mysterium tremendum: il fatto che il sacro accetta di limitarsi»

Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri

Siamo cercatori instancabili di consolazioni. Ne abbiamo un tale bisogno che le barattiamo quasi sempre con le illusioni. La profezia è una grande generatrice di consolazioni vere, ma siccome non sono né scontate né in saldo, noi ci mettiamo in coda nei grandi magazzini dove abbondano le illusioni a buon mercato. Le consolazioni non illusorie dei profeti convivono infatti con una esigenza assoluta di verità, arrivano solo dentro questa verità offerta a prezzo-valore pieno.

“Figlio dell'uomo, prendi una tavoletta d'argilla, mettila dinanzi a te, incidici sopra una città, e disponi intorno ad essa l'assedio: rizza torri, costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli arieti” (Ezechiele 4,1-2). Dopo le prime visioni, Ezechiele ora riceve il comando di realizzare una sorta di plastico per rappresentare l’assedio di una città. E una volta terminata l’opera sotto gli occhi certamente sorpresi dei suoi connazionali non dice ‘questa è Babilonia’, come forse i suoi compagni esiliati si attendevano e speravano, ma “questa è Gerusalemme” (5,5). È proprio la città santa che sta per essere assediata dai babilonesi. Nessuna consolazione per chi, seguendo gli oracoli dei falsi profeti, voleva credere nella inespugnabilità della città di Davide, perché protetta dal suo Dio diverso.

Moralia Blog - Nel percorso del blog Moralia verso le elezioni del 4 marzo, è la volta della prospettiva di un economista.

di Luigino Bruni

pubblicato su: Il Regno il 13/02/2018

Mondo Moralia Il Regno ridIn ogni dibattito politico è fin troppo facile scivolare nel «benaltrismo»; quasi inevitabile però cadere in questa tentazione sotto elezioni, quando ogni commentatore aggiunge il suo «ben altro è importante» all’elenco dei desiderata e alle promesse dei vari partiti. Anch’io aggiungo dunque il mio elenco.

Qoèlet, il libro delle nude domande

Una casa senza idoli 450Luigino Bruni

Dehoniane,
Collana P6 - Lapislazzuli
Bologna, settembre 2017
EAN: 9788810559079
acquista su Dehoniane

Nei momenti di passaggio individuali e collettivi ci sono libri particolarmente preziosi che aiutano a comprendere in profondità la natura delle crisi, danno parole alle emozioni e illuminano zone buie. Qoèlet, vetta altissima della tradizione sapienziale biblica, è uno di questi, e si configura come una profonda ed efficace cura delle due principali malattie di tutte le fedi, religiose e laiche: l’ideologia e la ricerca di facili consolazioni attraverso risposte banali a domande difficili e tremende del vivere.

Occorre più creatività, e occorre un pensiero non ideologico che non porti a guardare i datori di lavoro come «padroni» cattivi e sfruttatori, e, dall’altra parte, che non guardi i lavoratori come pigri e fannulloni. L’innovazione, oggi, non è più una prerogativa degli imprenditori. Anche i lavoratori devono innovare, provare e osare di più.

di luigino Bruni

pubblicato su Toscana oggi il 20/09/2019

Distruzione creatrice. Questa è la notissima espressione che troviamo al centro dell’idea di concorrenza del grande economista austriaco J.A. Schumpeter. Il mercato crea e distrugge. Ma, e lo vediamo tutti i giorni, il mercato non crea e distrugge simultaneamente, negli stessi luoghi, negli stessi modi.

Oltre il mercato - I rischi del reddito di cittadinanza se si sgancia dal lavoro. Quest’ultimo è prezioso perché lega le persone attraverso i reciproci bisogni

di Luigino Bruni

pubblicato su Città Nuova n.12/2018

Virtù Disinganno Francesco Queirolo cappella sansevero ridHo recentemente visitato a Napoli la “Cappella del principe di San Severo”, col suo splendido “Cristo velato”. Nei lati ci sono imponenti statue che rappresentano alcune virtù, che in genere non vengono inserite nel classico elenco delle virtù cardinali e teologali. Tra queste mi ha colpito “la virtù del disinganno”, perché particolarmente preziosa e rara oggi. Il disinganno è anche una liberazione dalle illusioni, la cui offerta aumenta molto nei tempi di crisi morale.

L’alba della mezzanotte/13 – Come Dio nutre e cambia per sempre la nostra esistenza.

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 16/07/2017

170716 Geremia13 rid«ILa mia anima si rifugia sempre nel Vecchio Testamento e in Shakespeare. Là almeno si sente qualche cosa: là son uomini che parlano. Là si odia! là si ama, si uccide il nemico, si maledice ai posteri per tutte le generazioni; là si pecca.»

Soren Kierkegaard,citato in Scipio Slataper, Ibsen

Il libro di Geremia segna un nuovo stadio della coscienza umana, un salto nel processo di umanizzazione, una vera innovazione antropologica e spirituale. Tutto il suo libro, soprattutto le sue confessioni. E se le diamo il permesso di entrare nell’intimo della nostra coscienza, e siamo disposti a sostenerne i grandi costi, quell’antica innovazione può compiersi ancora, qui ed ora.

Fin dal primo capitolo del suo libro, Geremia ha alternato il contenuto della sua missione profetica con le sue confessioni intime, svelandoci la sua anima, le sue speranze, le sue angosce. Ora, al culmine del suo diario interiore, arriviamo ai capitoli 19 e 20, quando i fatti narrati e la sua poesia raggiungono una vetta assoluta.

Capitali narrativi/2 - A risorgere si impara e si può solo senza contratto

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/11/2017

171119 Capitali narrativi 2 rid«I grandi scrittori proiettano la loro ombra contemporaneamente in due direzioni. Nell’una fanno ombra ai predecessori, nell’altra agli epigoni»

Wislawa Szymborska, Come vivere in modo più confortevole

La ricerca più tenace e costante che gli uomini conducono sulla terra è la ricerca di consolazioni. È impossibile rinunciarvi, soprattutto nei momenti difficili dell’esistenza, quando il dolore del presente e l’incertezza del futuro generano la tentazione, invincibile, di costruirsi illusioni pur di non morire. Molte persone, anche grandi, interrompono il loro cammino etico e spirituale e regrediscono, perché cedono a queste terribile tentazione.

Una risposta concreta al dramma della disoccupazione offerta da AMU del Portogallo, con il sostegno di AMU internazionale e Economia di Comunione.
(2388M) Copyright 2018 © CSC Audiovisivi – All rights reserved

Logo Benedetta Economia 150 rid'Beati i poveri’, ‘Guai a voi ricchi’: dalla lettura del brano dell’evangelista Luca (Capitolo 6, 17-28) la sesta puntata di “Benedetta economia!” dedicata a povertà e ricchezza. La provocazione delle beatitudini in un mondo economico che sembra voler nascondere i volti, il valore e il senso della povertà. Il professor Luigino Bruni dialoga con Suor Giuliana Galli, una religiosa che ha saputo portare la sua esperienza di povertà in uno dei salotti buoni della finanza italiana. Per oltre 23 anni alla guida dei volontari del Cottolengo di Torino, Suor Giuliana Galli, dal 2008 al 2016, è stata membro del Consiglio di amministrazione della Compagnia di San Paolo, la fondazione bancaria che è il maggiore azionista del gruppo Intesa Sanpaolo. Oggi è presidente dell’Associazione Mamre, che si occupa di assistenza psicologica delle persone migranti. Con loro in studio anche Bruno Moro, 83 anni, ex dirigente della Usl di Treviso, ex sindaco di Preganziol (Treviso), una vita spesa all’insegna della sobrietà e dell’accoglienza. Valori al centro delle diverse esperienze comunitarie promosse e vissute dalla famiglia Moro, che oggi condivide spazi e risorse economiche con quanti vivono e lavorano nella biofattoria Rio Selva di Preganziol. Nella storia filmata la sfida dei soci che a Genova hanno dato vita alla trattoria sociale Vico Mele: dove mangiare può costare meno di 5 euro e dove lavorano persone in situazione di difficoltà sociale ed economica.

Pubblicato il 05 dicembre 2017 sul canale Youtube di TV2000

Logo Benedetta Economia 150 ridNon tutte le imprese, anche se costruite con spirito collaborativo, sono buone imprese. È uno degli insegnamenti che nella settima puntata di “Benedetta economia!” il professor Luigino Bruni trae dalla rilettura della Torre di Babele (Genesi 11, 1-9), la madre di tutte le imprese umane finite male, di tutte le imprese non benedette da Dio. Capire gli errori commessi dagli uomini di Babele, vuol dire capire gli errori che possono portare anche oggi le imprese verso il fallimento o verso scelte eticamente e socialmente sbagliate. Una deriva che ha segnato in questi ultimi anni anche alcune esperienze del mondo cooperativo italiano, chiamato oggi a rinnovarsi e a costruite nuove strade di futuro. È la convinzione di Johnny Dotti, storico imprenditore sociale, già Presidente del Gruppo Cooperativo Cgm, che con Luigino Bruni prova a delineare in questa puntata i caratteri di una buona impresa del terzo millennio: innovativa, creativa, generativa, capace di confrontarsi con la globalizzazione senza dimenticare il proprio legame con il territorio. È l’esperienza positiva dell’Antica fabbrica di confetti Pelino, l’azienda familiare di Sulmona raccontata in un filmato, che, anche negli anni più difficili della crisi, ha rinunciato alle ipotesi di delocalizzazione all’estero e ha rifiutato le offerte di acquisto di alcuni grandi marchi del settore dolciario. Ma la riflessione sulla Torre di Babele e sulle imprese senza etica, è anche l’occasione per parlare delle conseguenze sociali ed economiche della criminalità organizzata. In studio la testimonianza di Gennaro Del Prete, figlio di Federico Del Prete, fondatore del primo sindacato italiano degli ambulanti, ucciso dalla camorra nel febbraio del 2002.

Pubblicato il 10 dicembre 2017 sul canale Youtube di TV2000

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