Luigino Bruni

Mercato, denaro e relazioni umane nel libro della Genesi

Le imprese del patriarca 450Luigino Bruni

Dehoniane, Bologna, maggio 2015
Collana P6 - Lapislazzuli

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Finalmente raccolti in volume le riflessioni sulla Genesi della serie "L'albero della vita".

Il primo angelo della Bibbia viene inviato a consolare una serva, Agar, cacciata dalla sua padrona. La prima volta che compare la parola «mercato» è quando Abramo compra dagli Ittiti una tomba per la moglie Sara. Il «profitto» fa il suo esordio nell’episodio in cui Giuseppe viene venduto dai fratelli.

Un economista legge il libro dell’Esodo.

Le levatrici dEgitto 450Luigino Bruni

Dehoniane, Bologna, ottobre 2015
Collana P6 - Lapislazzuli
Prefazione di Giovanni Casoli

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Raccolti in volume le riflessioni sull'Esodo della serie "Le levatrici d'Egitto".

Il libro dell’Esodo si apre sotto il segno delle donne che salvano la vita. La madre di Mosè disobbedisce all’ordine di gettare il figlio nel Nilo, lo nasconde e, quando non può più tenerlo nascosto, costruisce un cesto di papiro, ve lo pone dentro e lo affida alle acque del fiume. Un’altra donna, la figlia del faraone, trova il cesto che galleggia sull’acqua e quando vede che contiene un bambino ne ha compassione.

L’alba della mezzanotte/23 – Accettare la verità è riconciliazione, non rassegnazione

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 24/09/2017

170917 Geremia 23 1 ridCassandra: «Sbaglio, o colpisco nel segno come un arciere? O forse sono un falso profeta, che bussa alle porte per spendere ciarle? Sii mio testimone, e giura che sto riconoscendo le scelleratezze di questa casa, antiche per fama! (…) Ancora una volta il terribile travaglio di vaticinare verità mi vortica dentro, sconvolgendomi con i suoi preludi dolorosi»

Eschilo,Agamennone

Quando nella vita abbiamo coltivato una grande illusione, la gestione della delusione è sempre molto complicata ed estremamente dolorosa. Se poi il tempo dell’illusione è stato vissuto in buona fede e per molti anni, quando si intravvede arrivare il possibile giorno della delusione, quasi sempre preferiamo restare illusi. Perché chiamare l’illusione con il suo vero nome significa dover pronunciare parole troppo dolorose per poterle dirle fino in fondo: fallimento, (auto)inganno, immaturità, manipolazione. E invece basterebbe capire che la delusione è la sola fioritura buona dell’illusione, e viverla come un passaggio benedetto per portare buoni frutti, e poi concludere nella verità il nostro viaggio sotto il sole. Nella lotta tra illusione e delusione – e di autentica agonia si tratta, soprattutto nelle persone giuste e oneste – l’esito dipende decisamente da chi ci ritroviamo accanto nell’agone.

Più grandi della colpa/16 - Dentro ogni vita può esplodere la compassione. E il bene

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/05/2018

Piu grandi della colpa 16 rid«Il Baalschem disse a uno dei suoi discepoli: ‘L’infimo degli infimi che ti venga in mente, io l’amo di più di quanto tu ami il tuo unico figlio'»

Martin Buber, Storie e leggende chassidiche

Aruspici, maghi, indovini, sono una nota ricorrente nella Bibbia. Sono una forma di falsa profezia  molto diffusa nell’antichità e duramente combattuta dai profeti, che ha rappresentato una tentazione costante e molto seducente per Israele (alla quale spesso ha ceduto). Espressione di una religiosità popolare arcaica che non è mai scomparsa, che nei nostri giorni alimenta un business fiorente. La fede biblica non è minacciata dall’ateismo, ma dalla sostituzione di YHWH con dèi naturali e più semplici - ieri e oggi, nella fede e nella vita, dove l’eterna tentazione è convincersi che siamo qualcosa di più piccolo e banale di quella realtà complessa e bellissima che invece siamo.

Quante "calorie etiche" e "zuccheri di giustizia" hanno i prodotti che acquistiamo ogni giorno? Lo scopriremo grazie al laboratorio Into the LABel, organizzato dai giovani della Costituente giovani Edc presso la Coop di Figline Valdarno, il prossimo 29 settembre

di Maria Gaglione

Costituente Giovani 01 ridDedichiamo una sempre maggiore cura alle etichette dei prodotti alimentari e cosmetici per conoscerne calorie e proprietà chimiche, ma siamo meno interessati oggi di trenta anni fa alle "etichette morali" delle merci, agli "zuccheri di giustizia" e alle "calorie etiche". A partire da queste riflessioni di Luigino Bruni, economista e coordinatore internazionale del progetto Economia di Comunione, i giovani della Costituente EdC proporranno, durante LoppianoLab 2018, un laboratorio sul consumo responsabile e di democrazia economica.

Il laboratorio sul consumo responsabile organizzato dalla Costituente Giovani Edc Italia alla Coop di Figline Valdarno:

L’alba della mezzanotte/12 - L’insufficienza della prudenza e la teologia delle mani

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 09/07/2017

Lavorazione ceramica 01 rid«Il lavoro fisico costituisce un contatto specifico con la bellezza del mondo e un contatto di una pienezza tale che nulla di equivalente può trovarsi altrove»

Simone Weil,Attesa di Dio

Per capire la profezia e i profeti biblici ci sarebbe bisogno di una laicità che non abbiamo più. Non c’è, infatti, nulla di più laico di un profeta, perché anche quando parla di Dio dice soltanto e sempre vita, storia, lacrime, speranze, quotidiano, lavoro. I discorsi dei profeti erano sugli uomini e sulle donne, che tutti attorno potevano e dovevano capire anche senza essere esperti di teologia. È questa la loro laicità, se proprio vogliamo usare un termine che sarebbe stato per loro totalmente incomprensibile, perché ciò che per noi è laico per loro era semplicemente la vita, tutta la vita. La prima e spesso decisiva difficoltà per comprendere la Bibbia e i profeti si trova nella stessa parola: "Dio". Quando noi incontriamo questa parola, inevitabilmente incontriamo un concetto ricoperto da millenni di cultura, di cristianesimo, di teologia, di filosofia, e poi dalla modernità, i suoi ateismi, la scienza, la psicanalisi, e così ci diventano incomprensibili il Dio dei profeti e la parola di costoro, che avrebbero bisogno della povertà del Sinai, dei mattoni d’Egitto, dell’essenziale libertà della tenda dell’arameo errante – ecco perché i migliori ascoltatori della Bibbia sono sempre stati e ancora sono i bambini: occorrono la loro libertà e povertà per entrare in questo Regno.

L’alba della mezzanotte/25 – Il rischio dell’incontro e la scalata morale del mondo

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/10/2017

171008 Geremia 25 rid«Del Giordano le rive saluta,
di Sïonne le torri atterrate...
Oh mia patria
sì bella e perduta!
Oh membranza sì cara e fatal!
»

T. Solera e G.Verdi, Nabucco/Nabucodonosor

Possiamo immaginare mille volte il finale di una storia, averne un’idea certa perché la fine era già inscritta nei tanti segni che avevamo trovato e interpretato. Ma quando quel finale arriva davvero è sempre diverso. Sapevamo che Marco sarebbe diventato grande, e quando un giorno ci accorgemmo che quel nostro "bambino" bellissimo non c’era più, furono emozioni e lacrime tutte diverse, e bellissime. Abbiamo previsto e detto infinite volte che le nostre azioni scellerate ci avrebbero condotto alla fine, ma il giorno che portammo davvero i libri in tribunale, fu tutto diverso, con dolori e lacrime vere che non avevamo saputo vedere. Avevamo preparato fin nei dettagli il nostro ultimo giorno in comunità, ma quando chiudemmo davvero per l’ultima volta la porta della stanza dietro di noi e varcammo il portone per sempre, ciò che accadde nel profondo del cuore fu totalmente nuovo; né potevamo sapere il sapore dell’ultimo pane mangiato con i compagni, né quella nostalgia di cielo che ci ha accompagnato per tutta la vita. Non lo sapevamo, non lo potevamo sapere, non lo dovevamo sapere per poter provare a spiccare quel volo impossibile. Ci possiamo e dobbiamo preparare, accogliere con mitezza l’idea del suo arrivo certo, ma quando l’angelo della morte arriverà davvero non sarà come lo avevamo sognato, e ci sorprenderemo che vivendo avevamo anche imparato a morire. Ma non potevamo saperlo, altrimenti non sarebbe stato il dono più grande.

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Terzo appuntamento con il libro: "Le nuove virtù del mercato"

pubblicato su Cittanuova.it 16/4/2012

Le_nuove_virtu_cover Un incremento delle relazioni a dir poco esponenziale quello creatosi grazie al mercato moderno e non più ristretto ad un esiguo 5 per cento della popolazione. Ma in questo cambio a farne le spese  è stata anche la natura dei contatti. Progressivamente abbiamo assistito ad un passaggio dai legami comunitari a quelli più contrattuali. Non è esatto dire, allora, che il mercato moderno si basa sulla competizione. Alla base c'è la cooperazione che agisce. Ce lo spiega Luigino Bruni nel terzo appuntamento con il libro Le nuove virtù del mercato nell'era dei beni comuni, 2012.

«La capacità di cooperare in vista di un bene comune, una capacità che possiamo anche chiamare la virtù della cooperazione, è infatti la caratteristica più tipica quando pensiamo alla funzione civilizzatrice del mercato.

L’alba della mezzanotte/7 - Gli idoli non intimoriscano né siano alibi di presunzioni

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 04/06/2017

170604 Geremia 7«Come potevo allora unirmi a questo selvaggio idolatra nell’adorazione del suo pezzo di legno? Ma che cos’è adorare? Credi davvero, Ismaele, che il magnanimo Dio del cielo e della terra - pagani e tutti quanti inclusi - possa mai essere geloso di un insignificante pezzo di legno nero? Impossibile! Allora, che cos’è adorare?»

Herman Melville, Moby Dick

La profezia è una radicale critica delle religioni e dei culti. Di ogni religione e di ogni culto, che hanno una intrinseca tendenza a trasformarsi in pratiche idolatriche. Anche e soprattutto della rivelazione biblica, una critica sistematica e tremenda, per evitare che la parola biblica diventi una semplice religione - una fede che diventa solo religione è già culto idolatrico. La Bibbia è molto più di un libro sacro di una religione, anche perché ha accolto e custodito nel suo seno i libri dei profeti, che, insieme a Giobbe e Qohelet, le hanno impedito di diventare un oggetto idolatrico. I profeti, allora, svuotando il mondo religioso dagli idoli, cercano di liberarci il paesaggio dai nostri manufatti religiosi per crearci un ambiente nel quale, forse, possiamo ascoltare solo una nuda voce. Sono i grandi liberatori dagli dèi che riempiono la terra e le nostre anime.

L’alba della mezzanotte/27 – Oltre la seduzione della fede utile e del mutuo consumo

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/10/2017

171022 Geremia 27 rid«Un popolo che crede ancora in se stesso ha ancora il suo proprio Dio. Proietta il suo piacere di sé, il suo sentimento di potenza in un essere al quale possa rendere grazie. Chi è ricco vuole offrire; un popolo su-perbo ha bisogno di un Dio per sacrificare… Laddove declina la vo-lontà di potenza, c’è ogni volta anche una involuzione fisiologica, una décadence. La divinità della décadence diventa il Dio dei fisiologica-mente regrediti, dei deboli.»

Friedrich Nietzsche, L’Anticristo

In certi momenti decisivi, la fede e la speranza diventano, di fatto, la stessa cosa. Ciò accade quando la domanda: ‘tu credi?’, ci appare troppo piccola e incapace di cogliere la ricchezza del mistero del nostro cuore. Quando perdiamo la fede semplicemente perché volevamo diventare adulti e la prima fede bambina non è riuscita a crescere insieme al nostro amore e al dolore nostro e degli altri, la fede può ritornare a casa presa per mano dalla speranza. La speranza è più resiliente della fede, perché anche sotto un cielo diventato disabitato possiamo sempre sperare che le parole buone che ci avevano detto che nel mondo c’era un amore più grande, fossero vere - che ne fossero vere alcune, che ne fosse vera almeno una. Anche quando non riusciamo più a credere in Dio possiamo sempre continuare a sperarlo, possiamo sperare che nel giorno in cui abbiamo smesso di pregare abbiamo commesso l’errore più grande, ma quel giorno non potevamo saperlo. E questa speranza, umile e mite, diventa già una nuova preghiera vera, e riempie di vita e di bellezza l’umanissima e inquieta attesa del non-ancora.

Capitali narrativi/4 - Fatti e atti che fondano e salvano non sempre sono eclatanti

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 03/12/2017

171203 Capitali narrativi 4 rid«C’è bisogno di un amore infinito per rinunciare a sé e divenire finito, incarnarsi per amare così l’altro, e l’altro come altro finito»

Jacques Derrida Donare la morte

I capitali narrativi sono plurali. Non tutte le storie di cui si compongono hanno lo stesso valore. Solo alcune sono capaci di portare il peso della nuova costruzione. Il 'grano’ e la ‘zizzania’ si trovano in tutti i campi della terra, compresi quei campi speciali dove crescono i nostri ideali. All’inizio occorre far crescere tutte le piante del campo, perché - come dice la grande metafora evangelica - se i contadini intervenissero per estirpare la zizzania strapperebbero via anche le spighe buone e preziose.

L’alba della mezzanotte/16 – Riconoscere e arricchire la famiglia profetica della terra

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/08/2017

170806 Geremia 16 rid«Una volta Rabbi Mosche di Kobryn disse: ‘Vedo che tutte le parole che ho detto non hanno trovato neppure uno che le abbia accolte nel suo cuore. Le parole che vengono dal cuore vanno in verità al cuore; ma se non ne trovano alcuno, allora all’uomo che le ha dette Dio concede la grazia che esse non errino senza dimora, ma ritornino tutte nel cuore da cui sono uscite’… Qualche tempo dopo la sua morte un amico disse: ‘Se egli avesse avuto a chi parlare vivrebbe ancora’»

Martin Buber, Storie e leggende chassidiche

Anche se ogni profeta ha la sua personalità unica e il suo nome proprio, la profezia è un’esperienza collettiva. Forma una comunità, una tradizione, e chi arriva continua la stessa corsa, combatte le stesse battaglie, dà nuove parole alla stessa voce. Ogni profeta vero è generato dai profeti che lo hanno preceduto e nutre i profeti che verranno dopo di lui. Questa catena generativa spirituale è la radice della fedeltà alla parola, perché ogni profeta sa che sta scrivendo un capitolo di un libro che verrà completato da altri/e, e se a quel capitolo mancano parole, o se ne contiene di parziali e di emendate, chi continuerà la scrittura si troverà tra le mani un materiale adulterato, non avrà a disposizione parole necessarie per scrivere le proprie, e il finale sarà più povero e sbagliato.

In occasione del Premio Nobel per l'Economia a Richard H.Thaler, teorico del "Nudge", ripubblichiamo l'articolo di Luigino Bruni sul tema per la Rubrica "Oltre il mercato"

di Luigino Bruni

pubblicato su Città Nuova n.02/2016 di febbraio 2016

Mosca nel gabinetto ridPerché, nonostante tutta l’informazione sull’alimentazione, sugli stili di vita, sulle conseguenze dei nostri comportamenti per il presente e il futuro del pianeta, continuiamo ad inquinare molto con auto e riscaldamenti, ma anche a mangiare male, troppo, e a non fare abbastanza attività fisica? È, infatti, più  semplice capire perché non riusciamo a rinunciare all’aria condizionata e all’auto privata. È un tipico caso dove il beneficio privato (comfort) prevale sul beneficio pubblico (riscaldamento del pianeta).

Intervista su TRS Radio a "Il posto delle parole"

Una casa senza idoli ridSabato 18 novembre nell'ambito della trasmissione di Livio Partiti "Il posto delle parole", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Una casa senza idoli" (Dehoniane, €12,50, 136 p).

Ascolta Intervista:

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Nei momenti di passaggio individuali e collettivi ci sono libri particolarmente preziosi che aiutano a comprendere in profondità la natura delle crisi, danno parole alle emozioni e illuminano zone buie. Qoèlet, vetta altissima della tradizione sapienziale biblica, è uno di questi, e si configura come una profonda ed efficace cura delle due principali malattie di tutte le fedi, religiose e laiche: l’ideologia e la ricerca di facili consolazioni attraverso risposte banali a domande difficili e tremende del vivere.

Intervista su TRS Radio a "Il posto delle parole"

Una casa senza idoli ridSabato 18 novembre nell'ambito della trasmissione di Livio Partiti "Il posto delle parole", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Una casa senza idoli" (Dehoniane, €12,50, 136 p).

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Intervento su Radio 1 a "Il cielo sopra S.Pietro"

Logo Giornata Dei Poveri 2017 ridDomenica 19 novembre nell'ambito della trasmissione "Il Cielo sopra San Pietro" si discuteva a proposito della Prima Giornata Mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco: qui riportiamo l'intervento di Luigino Bruni

Ascolta Intervista:

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Intervista su Radio 24 a Economia in pagine

Logo Radio24Sabato 26 agosto nell'ambito della trasmissione di Gianfranco Fabi "Economia in pagine", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Elogio dell'auto-sovverssione" (Città Nuova Editrice, €13,00, 120 p).

La necessità di un continuo cambiamento sia nelle organizzazioni che nella vita di tutti i giorni, ma anche nell'economia. Senza cambiamenti non si progredisce, non si ricostruisce e quindi ci si avvia al declino. Bisogna rigenerare ogni giorno un senso affinché si possa credere nel futuro creando ideali, ma senza sfociare nelle ideologie che soffocano l'ideale e l'organizzazione che nasce da questo ideale. Quando si raggiunge il successo bisogna trovare un modo per rinnovarsi, perché senza spirito di rinnovo il successo finisce in fallimento.

 Ascolta Intervista:

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Intervista su Radio 24 a Economia in pagine

Logo Radio24Sabato 26 agosto nell'ambito della trasmissione di Gianfranco Fabi "Economia in pagine", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Elogio dell'auto-sovverssione" (Città Nuova Editrice, €13,00, 120 p).

La necessità di un continuo cambiamento sia nelle organizzazioni che nella vita di tutti i giorni, ma anche nell'economia. Senza cambiamenti non si progredisce, non si ricostruisce e quindi ci si avvia al declino. Bisogna rigenerare ogni giorno un senso affinché si possa credere nel futuro creando ideali, ma senza sfociare nelle ideologie che soffocano l'ideale e l'organizzazione che nasce da questo ideale. Quando si raggiunge il successo bisogna trovare un modo per rinnovarsi, perché senza spirito di rinnovo il successo finisce in fallimento.

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Loppiano attende la visita di Papa Francesco il prossimo 10 maggio. Intervista di Adriana Masotti a Luigino Bruni. Radio Vaticana - 7 maggio 2017

pubblicato su Radio Vaticana il 07/05/2018

Logo radiovaticanaNata nel 1964, la cittadella internazionale del Movimento dei Focolari conta oggi circa 850 abitanti di 65 nazioni. Ogni anno accoglie migliaia di visitatori ed è divenuta punto d'incontro tra popoli, culture e religioni. La componente internazionale e multiculturale fa di Loppiano un "laboratorio di fraternità" con oltre quarant'anni di esperienza. Prima nata delle 25 cittadelle dei Focolari sparse nel mondo, "Loppiano è un gesto profetico" - dice ai nostri microfoni l'economista Luigino Bruni, membro del Movimento:

Ascolta Intervista:

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