Workshop School EdC

Giovani ed Edc

E' un rapporto molto forte quello che lega Edc ai giovani e fin dal suo sorgere nel 1991, quando Chiara Lubich invitò le nuove generazioni a “spendere le proprie energie per questo programma” affidando loro in particolare “l’approfondimento culturale”, quel passaggio dall’esperienza di vita di EdC ad una “teoria” da poter diffondere, nel settore economico, teologico, sociologico e filosofico. Oggi sono molte le risorse che è possibile offrire ai giovani che intendano approfondire la conoscenza di Economia di comunione e farne argomento di studio.

In questa sezione sono raccolte tutte le news che riguardano la formazione ed i giovani.

Loppiano, Workshop-School: seconda giornata

Cronaca del secondo giorno di Workshop-School, sabato 30 giugno

dalla nostra inviata Amelia Stellino

120629_Loppiano_WS_05_LBDecisamente “stimolante” l’avvio del secondo giorno di Workshop-School, sabato 30 giugno, con la lettura, in apertura di mattinata, di una “lettera al direttore” apparsa proprio quel giorno su Avvenire dal titolo: Buone letture e buona impresa; in particolare colpisce la semplicità e l’immediatezza con cui a volte le storie delle persone, intrecciandosi nella condivisione di parole ed idee, fanno cambiare direzione alla vita.

Prende poi la parola Luigino Bruni che nel suo tema devo trattare delle caratteristiche dell’imprenditore Edc trattare che che ha trattato il tema di quali sono le caratteristiche dell’imprenditore EdC. Luigino inizia affermando come ogni imprenditore, nel far nascere qualunque impresa, e specialmente all’inizio,  metta in campo aspetti che hanno a che fare con le sue idealità, aspetti che vanno oltre l’interesse su gli utili; inoltre ogni impresa è fatta prima di tutto di persone.

Quindi un imprenditore EdC è innanzitutto un imprenditore. In tal senso ha propensione al rischio e sa vivere costantemente con l’incertezza, è capace di orientare ed aggregare persone verso uno scopo comune, è capace di innovare anticipando i bisogni perché punta al mutuo vantaggio con i clienti.

Ma l’imprenditore EdC, oltre a queste caratteristiche, deve possederne anche altre: sente la necessità di voler cambiare il mondo e in questo senso mette120629_Loppiano_WS_06_dibattito gli utili in comune non per semplice filantropia ma in quanto crede che i poveri hanno pari dignità; è promotore ed animatore di un nuovo movimento culturale; rinuncia ad una gestione individualistica dell’impresa ed è un costruttore non paternalistico di comunità; non gli bastano i contratti ma, credendo ad un destino comune, dà vita a dei patti che sono riportati negli atti costitutivi e nelle carte etiche; determina una governance nuova dove la sua autorità è forte ma fragile, ed in quanto “sognatore ragionevole” prova a vivere le beatitudini.

Soprattutto l’imprenditore EdC deve sentire la vocazione ad essere tale ed in questo senso essere leader di se stesso comprendendo che la vita e le relazioni che essa contiene sono più importanti dell’impresa in se stessa.

L’intervento si conclude con un dibattito aperto con i partecipanti in sala in cui sono esposte domande, pensieri ed  idee.

120629_Loppiano_WS_07_tavola_rotondaI lavori proseguono con la tavola rotonda coordinata da Benedetto Gui che vede la partecipazione di tre imprenditori EdC che rispondono di volta in volta alle sue esortazioni su un’economia che sia un sogno condiviso di un’intera comunità.

In particolare Carlo Tedde, presidente del Consorzio Solidarietà, raccontando l’esperienza della propria vita imprenditoriale risponde alla domanda sulla possibilità di intravedere un’economia che sia non solo “materiale” ma capace di generare benessere tramite elementi non tangibili quali le relazioni; Ornella Seca di Assicurazione Etica, racconta il suo punto di vista su una visione alternativa rispetto ad un’economia strumentale, ritenendo possibile cambiare le modalità relazionali con i propri dipendenti; Livio Bertola, che affrontando il tema della contrapposizione in economia tra individualismo e relazioni, parla della bellezza di ascoltare l’altro e di mettere in pratica “l’arte di amare”.

La mattina si conclude con la relazione di Anna Maria Leonora, sociologa presso l’Università di Catania, che riporta i risultati di una ricerca sul Ruolo delle comunità territoriali per le imprese EdC. Partendo da alcune domande di fondo sull’economia di comunione, Anna Maria delinea i contorni comuni tra l’EdC ed altre espressioni 120629_Loppiano_WS_09_gruppidell’economia civile e gli aspetti originali che la differenziano, soprattutto nella possibilità di condividere uno stile di vita tra imprenditori e contesto territoriale che mette è capace di trasformare la comunità territoriale in una realtà del “noi”.

Il confronto con gli imprenditori in vari ambiti paralleli del workshop caratterizza le attività del pomeriggio: servizi alla persona con Maria Teresa Fumi di Risana; le imprese artigianali con Pietro Comper; i principali aspetti tributari e civilistici degli enti commerciali e non commerciali con Cecilia Mannucci e l’accesso al credito con Steni Di Piazza.

La serata si conclude con una passeggiata per tutta la cittadella di Loppiano per conoscerne la realtà di vita.

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