Madrid 2013

Giovani ed Edc

E' un rapporto molto forte quello che lega Edc ai giovani e fin dal suo sorgere nel 1991, quando Chiara Lubich invitò le nuove generazioni a “spendere le proprie energie per questo programma” affidando loro in particolare “l’approfondimento culturale”, quel passaggio dall’esperienza di vita di EdC ad una “teoria” da poter diffondere, nel settore economico, teologico, sociologico e filosofico. Oggi sono molte le risorse che è possibile offrire ai giovani che intendano approfondire la conoscenza di Economia di comunione e farne argomento di studio.

In questa sezione sono raccolte tutte le news che riguardano la formazione ed i giovani.

Dono e gratuità: strumenti per costruire una nuova economia

Intervista a Anouk Grevin, docente della Summer School di EdC Madrid 2013

di Ana Moreno Marín

anouk grevinAnouk Grevin è docente presso l'Università di Nantes. Con i suoi studi sul dono e la gratuità, ci invita a fare una rivoluzione a 360° per osservare realtà che normalmente non si vedono. Nel suo ambito di ricerca, le nuove forme di gestione e il loro impatto sul benessere dei lavoratori.

Anouk, tu studi le dinamiche del dono e della gratuità, ma che cos'è il dono?

Il dono è sempre presente nella nostra vita, anche nel mondo economico. Pensate al nostro modo di lavorare: non ci limitiamo a svolgere un'attività meccanicamente, ma costantemente diamo noi stessi: la nostra intelligenza, il nostro impegno, la volontà di cooperare con gli altri. Queste cose si possono solo offrire liberamente, e senza di esse non si può fare un buon lavoro. Il dono e la gratuità non sono solo le ore ‘extra’ che non vengono retribuite.

Il dono è insito nel lavoro e quando manca, il lavoro non funziona. Il problema è che un dono deve essere ricevuto come tale. Ma entrare in questa dinamica dare-ricevere è molto problematico per la logica del business, perché il dono è sempre incerto, è un rischio, mentre le aziende vogliono garantire, misurare e gestire tutto.

Quanto spazio c’è oggi per il dono e la gratuità nel contesto socio-economico attuale?

Il dono e la gratuità hanno molto più spazio in questo contesto di quanto noi pensiamo. Le aziende sono alla ricerca di prestazioni, innovazione, intelligenza collettiva, flessibilità... Elementi necessari per collaborare con molti partner diversi, garantendo la massima qualità, la sicurezza e il rispetto di una serie di regole con costi minimi e senza indugio. Pensi che questi obiettivi possano essere raggiunti senza un di più dalle persone? I manager lo sanno, e cercano di "comprare" questo coinvolgimento con incentivi finanziari. Considerando che il dono è una dinamica di reciprocità, se le persone non vengono riconosciute nel loro lavoro, non possono sentirsi felici ed alla fine rimangono esauste in posti di lavoro che non hanno più significato.

Perché l'Economia di Comunione mette in evidenza l'importanza del dono e della gratuità?

L'Economia di Comunione mette in luce questa meravigliosa intuizione che il dare è la chiave della felicità. Tutti lo abbiamo sperimentato, ma l'EdC ci ricorda che questo è anche vero nella vita aziendale. Invece di tenere quella logica fuori dall'attività economica, l'EdC ci invita a scoprire quanto sia potente la logica del dono e della gratuità. Una società è un corpo collettivo, è un'avventura che deve essere vissuta con gli altri e per gli altri; pertanto, il successo è legato alla capacità di creare relazioni. Imparare a costruire una cultura del dare e della reciprocità è, a mio parere, ciò di cui hanno più bisogno molte aziende e la nostra società di oggi.

Come possono i partecipanti della Summer School avere un assaggio di questo concetto?

In una Summer School di EdC, gli studenti e gli insegnanti studiano una nuova teoria economica, ma soprattutto sperimentano come vivere la comunione. Non è solo una scuola di economia, ma anche una scuola di comunione. Lo fanno attraverso lezioni, workshop, discussioni informali... Ogni momento della giornata può essere l'occasione per costruire rapporti di comunione. Questa è la parte più emozionante della Summer School. E’ unica, costruita dagli stessi partecipanti e non può essere dimenticata una volta sperimentata. Mi piace lo slogan di quest'anno: "Meet, share, create, change".  Credo davvero che conoscendo gli altri, con la condivisione -che significa anche dare e ricevere fino a diventare uno- siamo in grado di creare una nuova economia e contribuire a cambiare il mondo e noi stessi.

Uno dei principali problemi che hanno i giovani è quello di accedere al lavoro e/o le condizioni di lavoro precarie. I concetti che tu studi hanno relazione diretta con questo?

Sì, è un grande problema in molti paesi, soprattutto per i giovani. Ma penso che i giovani sono anche in grado di cambiare il mondo e l'economia. Hanno grandi potenzialità e con grandi ideali saranno in grado di creare nuove opportunità e di inventare nuove forme di lavoro, nuove imprese, nuovi prodotti e processi organizzativi. Recenti studi sul suicidio nelle grandi aziende in Francia, ad esempio, hanno dimostrato che queste persone erano manager con eccellenti condizioni di lavoro, ma il loro lavoro non aveva più un senso. Mentre lavorare per costruire un'economia migliore è una forza meravigliosa che può aiutare a superare molti ostacoli. Ed essere in comunione con coloro che condividono questo ideale è una risorsa chiave per affrontare situazioni difficili.

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