Scuola di Economia Civile (SEC)

corsi avanzati, corsi specialistici, laboratori di Economia Civile

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Corsi avanzati, corsi specialistici, laboratori di Economia Civile...

La missione di SEC è diffondere nel mercato, nelle organizzazioni e nelle imprese il paradigma economico-relazionale dell'Economia civile, centrato sulla reciprocità, sul bene comune e sulla persona che ne promuove la ricerca con efficienza ed equità.

SEC si rivolge con una particolare attenzione agli imprenditori e ai dirigenti delle imprese, delle organizzazioni senza scopo di lucro, di quelle a movente ideale, della pubblica amministrazione, offrendo un'esperienza di apprendimento capace di generare metodi e modalità di governo fondati sui principi dell'Economia civile

Un secondo ambito co-essenziale della SEC è il mondo della scuola, nel quale la 130920 SEC 06 ridscuola si rivolge a insegnanti e studenti, forti della convinzione che senza una nuova cultura economica e del lavoro è difficile immaginare un futuro sostenibile.

SEC intende diventare un riferimento nazionale per la diffusione dell'economia civile e un interlocutore internazionale qualificato, offrendo corsi in cui la conoscenza e l'apprendimento scaturiscono dalla continua ricerca e sviluppo della comunità internazionale dei docenti, dall'esperienza sul campo di operatori qualificati, dal confronto con la realtà portata nei corsi stessi.

SEC propone un contesto didattico che si sostanzia nel dialogo e nell'interazione attiva tra docenti e partecipanti, con attenzione all'apprendimento di ciascuno, sviluppato tra approfondimenti teorici, laboratori concreti, casi portati dai partecipanti stessi, insieme all'esperienza di imprenditori ed esperti.

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Per informazioni:

Scuola di Economia civile srl
Polo Lionello Bonfanti - Località Burchio
50064 Figline e Incisa Valdarno (FI)
tel. +39 055 83.30.400 - cell. +39 380 1509545 - fax +39 055 83.30.444

e-mail: segreteria@scuoladieconomiacivile.it 
web: www.scuoladieconomiacivile.it
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Una tradizione italiana dal respiro internazionale

Anouk Grevin è la prima docente "non italiana" a intervenire nell'ambito di un modulo SEC

di Licia Paglione

Con il V modulo del Corso Avanzato in Economia Civile svoltosi nello scorso Anouk Grevin ridfine-settimana, la SEC si è aperta ad una comunità manageriale e scientifica di maggiore larghezza, accogliendo tra i docenti la prima “non italiana”, la francese Anouk Grevin, esperta di ricerca orientata ad interventi consulenziali in risoluzione di malesseri aziendali dell’Università di Nantes: una tradizione di pensiero tipicamente italiana qui si intreccia a tradizioni di pensiero manageriali differenti, “contaminandole” fruttuosamente ed arricchendosi da tale contaminazione.

Abbiamo chiesto un parere in merito a Silvia Vacca, presidente del CdA della SEC:

L’offerta formativa della SEC, profondamente legata ad una tradizione italiana di pensiero, può essere a suo avviso di interesse per una comunità manageriale e scientifica più ampia, di livello internazionale?

Silvia Vacca ridSì. In genere il management, di cui di certo non è l’Italia a detenere un primato conoscitivo, ma piuttosto il mondo anglosassone, è visto come una abilità tecnica, orientata alla massimizzazione dell’efficienza. La prospettiva civile dell’economia può dare a questa abilità un’“anima”, all’interno di una visione d’impresa orientata alla ricerca del bene comune, all’attenzione al territorio, ai bisogni che esso esprime, al valore dei rapporti… La capacità che la SEC può avere nell’attirare la comunità manageriale internazionale risiede nella possibilità di esprimere questo “plus”, che può aiutare a stimolare nella vita aziendale aspetti motivazionali ‘altri’ rispetto alla massimizzazione dell’efficienza e a definire obiettivi più ampi della ricerca di profitto fine a se stesso, recuperando una dimensione culturale più complessa, centrata su una visione antropologica integrale”.

Vincenzo Visetti è dirigente del personale della Federazione trentina delle cooperative, gli chiediamo:

In che senso la valorizzazione di quest’“anima” arricchisce il vostro lavoro manageriale?

Come responsabile del personale, condivido e vedo come necessaria la richiesta di riconoscimento del lavoro svolto dalla persone impegnate nelle nostre organizzazioni. È una richiesta che deve essere ascoltata, anche nella considerazione che ciò ha ricadute importanti a livello organizzativo. Inoltre non è scontato in azienda considerare quanto il lavoro, come attività umana, abbia capacità di generare quei beni che sempre più si scoprono come fondamentali per il benessere umano: i beni relazionali. Per noi, organizzazioni civili, il fatto che ciò avvenga, all’interno della nostra realtà, ma anche con altre organizzazioni con cui siamo in rete, deve essere considerato indicatore di maggior successo”.

Su questo stesso aspetto, Giacomo Vannacci, funzionario della pubblica 140509 SEC V Modulo 01 rid ridamministrazione, ritiene che la prospettiva dell’Economia Civile aiuti a rifocalizzare l’essenza del lavoro, ciò che lo rende gratificante e produttivo.

I temi trattati durante il modulo hanno riguardato aspetti della vita lavorativa che viviamo ogni giorno e intuiamo come importanti. Sentirseli presentare, in modo chiaro e sistematizzato, aiuta a prenderne una più profonda coscienza. Valorizzare dimensioni relazionali o motivazionali ‘altre’ rispetto a quelle che una certa prospettiva manageriale considera, a volte chiede di uscire da una visione del lavoro improntata al mero adempimento della propria mansione. In questa logica siamo spinti a travalicare i limiti stabiliti dai mansionari per aprirci ad una dinamica di dono che si rivela generativa di un miglioramento organizzativo, oltre che di benessere dei lavoratori”.

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