Scuola di Economia Civile (SEC)

corsi avanzati, corsi specialistici, laboratori di Economia Civile

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Corsi avanzati, corsi specialistici, laboratori di Economia Civile...

La missione di SEC è diffondere nel mercato, nelle organizzazioni e nelle imprese il paradigma economico-relazionale dell'Economia civile, centrato sulla reciprocità, sul bene comune e sulla persona che ne promuove la ricerca con efficienza ed equità.

SEC si rivolge con una particolare attenzione agli imprenditori e ai dirigenti delle imprese, delle organizzazioni senza scopo di lucro, di quelle a movente ideale, della pubblica amministrazione, offrendo un'esperienza di apprendimento capace di generare metodi e modalità di governo fondati sui principi dell'Economia civile

Un secondo ambito co-essenziale della SEC è il mondo della scuola, nel quale la 130920 SEC 06 ridscuola si rivolge a insegnanti e studenti, forti della convinzione che senza una nuova cultura economica e del lavoro è difficile immaginare un futuro sostenibile.

SEC intende diventare un riferimento nazionale per la diffusione dell'economia civile e un interlocutore internazionale qualificato, offrendo corsi in cui la conoscenza e l'apprendimento scaturiscono dalla continua ricerca e sviluppo della comunità internazionale dei docenti, dall'esperienza sul campo di operatori qualificati, dal confronto con la realtà portata nei corsi stessi.

SEC propone un contesto didattico che si sostanzia nel dialogo e nell'interazione attiva tra docenti e partecipanti, con attenzione all'apprendimento di ciascuno, sviluppato tra approfondimenti teorici, laboratori concreti, casi portati dai partecipanti stessi, insieme all'esperienza di imprenditori ed esperti.

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Per informazioni:

Scuola di Economia civile srl
Polo Lionello Bonfanti - Località Burchio
50064 Figline e Incisa Valdarno (FI)
tel. +39 055 83.30.400 - cell. +39 380 1509545 - fax +39 055 83.30.444

e-mail: segreteria@scuoladieconomiacivile.it 
web: www.scuoladieconomiacivile.it
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Concluso il seminario “L’Italia dell’Economia civile”

Misurare il valore civile dell’impresa per generare benessere per tutti.

di Stefania Tanesini

150612 13 Loppiano Sec 04 ridUn nuovo protagonismo sociale e la sinergia tra stato, società civile e mondo economico sono la chiave per creare benessere per tutti. E’ quanto ha auspicato il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti, intervenendo il 13 giugno scorso al Polo Bonfanti, a conclusione del seminario “L’Italia dell’Economia Civile”, primo appuntamento nazionale che ha fatto il punto e tracciato le linee prospettiche a 3 anni dalla nascita della Scuola di Economia Civile.

La formazione, le competenze, le politiche sociali, l’occupazione e l’alternanza scuola-lavoro non devono essere separati – ha spiegato il ministro –  ma far parte di un progetto comune che punti ad aumentale il livello di benessere e la qualità della vita dei cittadini”. Per questo respinge uno modello economico “unico” di riferimento e incoraggia invece  l’azione di “una pluralità di forme e di soggetti”.

E di economia al servizio del benessere pubblico si è parlato in questa due giorni che ha 150612 13 Loppiano Sec 02 ridvisto 60 tra dirigenti, economisti, studenti e manager lavorare fianco a fianco per stabilire non solo un Bes aziendale,  ma quei criteri e valori in base ai quali l’operato di un’azienda possa dirsi etico e civile e abbia ripercussioni sull’ambiente, sul territorio e sulla collettività che la circonda. “Sono convinto i luoghi più belli dell’universo siano quelli dove la gente crea e produce assieme, perché “l’azione collettiva, creativa e generativa è di una bellezza immensa” ha affermato l’economista Bruni, fra i promotori dell’evento.
Bellezza che è spesso difficile da misurare, proprio come alcune non misurabili ma che costituiscono a pieno titolo il valore etico aziendale; stiamo parlando dei beni relazionali, dei rapporti all’interno dell’impresa o di alcuni aspetti dell’impatto sociale che generano benessere non solo per l’impresa stessa, ma per l’ambiente che la circonda. Un pool di economisti quali Stefano Zamagni, Luigino Bruni, Enrico Giovannini, Pierluigi Sacco, Nicolò Bellanca hanno aperto il tema e stimolato la riflessione nelle diverse sessioni di lavoro.

Luigino Bruni ha ricordato che “L’impresa opera in un territorio, non è isolata e quindi la misurazione del benessere va fatta nei luoghi, nei territori e non solo al suo interno”.

Enrico Giovannini ha sostenuto la validità e la misurabilità degli indicatori del Bes anche 150612 13 Loppiano Sec 01 ridper le aziende; essi sono: ambiente; sicurezza personale; salute; benessere soggettivo; benessere economico; paesaggio e patrimonio culturale; istruzione e formazione; ricerca e innovazione; lavoro e conciliazione dei tempi di vita; qualità dei servizi, relazioni sociali; politica e istituzioni. Per l’ex ministro del Lavoro un’impresa non vale in base al profitto, ma in base al tasso di benessere che riesce a creare.

Stefano Zamagni ha evidenziato le tre dimensioni irrinunciabili nel calcolo, ovvero la partecipazione agli utili dei dipendenti, il superamento gerarchico che parte dalla dirigenza, passando per i manager e scende verso i dipendenti, e il ruolo dell’imprenditore che ritiene fondamentale nel cambiamento delle regole del gioco.

Pierluigi Sacco ha messo in luce l’importanza della dimensione culturale dentro l’impresa, troppo spesso trascurata, per tutti i suoi dipendenti perché dove c’è bellezza, si lavora meglio.

E’ stata poi la volta delle buone pratiche già in atto: Cesare Vitali di Banca Etica, Claudia Benedetti di Federcasse e Luca Raffaele di Next Economia hanno illustrato sistemi di misurazione del valore etico già funzionanti: si tratta di metodologie ideate e strutturate dalle organizzazioni stesse, ma anche dell’aspetto reputazionale che viene dall’esterno dell’impresa.  Esempi molto diversi tra loro che hanno stimolato a proseguire la ricerca nei lavori di gruppo interattivi in cui i partecipanti hanno cercato nuove soluzioni rispetto alla misurazione del valore civile d’impresa.

A conclusione è l’economista Bruni a tirare le fila: è importante misurare i valori 150612 13 Loppiano Sec 03 ridimmateriali per l’azienda stessa, ma anche per la politica e per la società civile. “Infine è importante per noi – sottolinea – abbiamo bisogno di sapere se pensiamo di essere etici o se lo siamo veramente. L’etica delle buone intenzioni non ci basta più: bisogna anche portare frutto”.

I lavori proseguiranno dunque dando vita a cantieri di ricerca e sperimentazione e pur coscienti che è impossibile misurare tutto, la proposta di lavoro riguarda due ambiti: la misurazione del manager sussidiario e del benessere e malessere sul posto di lavoro nelle imprese a movente civile. L’auspicio è quello di fare della Scuola di Economia Civile un laboratorio permanente su tematiche innovative riguardanti l’impresa.

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