Scuola di Economia Biblica

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La Scuola di Economia Biblica propone corsi di approfondimento della Bibbia attraverso attuali prospettive di lettura e di interpretazione curate dall’economista Luigino Bruni, che da anni pubblica i suoi commenti ai libri biblici nella terza pagina domenicale di Avvenire, raccolti da Edizioni Dehoniane in diversi libri. Ha lo scopo di creare uno spazio e un tempo idonei alla riflessione personale e condivisa – se si vuole – per un approccio non teologico ma laico e antropologico sulla vita, sulle relazioni e sulla fede. E’ rivolta a “gente curiosa” e la grande diversità dei partecipanti delle scorse edizioni conferma l’interesse suscitato: i suoi corsi sono proposti a tutti coloro che sono interessati alle tematiche trattate nella Bibbia in relazione all’economia ed in particolare:

  • • a chi ama la Bibbia e vuol approfondire una dimensione più laica (che non è teologia o tecnica esegetica) per cercare fondazioni antropologiche, economiche e sociali delle relazioni umane;
  • • a chi lavora e vuole ritrovare un nuovo senso al suo agire;
  • • a docenti di scuola o università, di ambiti diversi, interessati alla teologia, alla filosofia, alla religione, alle scienze sociali, all’economia.

In sintesi: un’ esperienza particolare e molto ricca per far scoprire il tesoro che è nella Bibbia, un tesoro che prima di essere religioso è assolutamente umano.

«Perché la Bibbia – come spiega Luigino Bruniparla soprattutto dell’uomo e poi dopo un po’ anche di Dio».

Per informazioni: scuoladieconomiabiblica@gmail.com

Isaia, un profeta compagno di viaggio

Dal 14 al 16 giugno scorsi il Polo Lionello Bonfanti ha ospitato la terza edizione del corso di Economia Biblica sul libro di Isaia.

di Maria Gaglione

180614 16 Loppiano Isaia 03 rid 300Luigino Bruni, questa volta, rilegge il libro del profeta Isaia. Il suo commento al più grande dei profeti è raccolto nel testo “Dialoghi della notte e dell’aurora”: un viaggio poetico e impegnativo che attraversa il Primo, Secondo e Terzo Isaia. “Opera collettiva eccedente il genio del suo primo autore, il testo che è giunto fino a noi è frutto di molte mani” si legge nell’introduzione.

«Profeta del nostro tempo, Isaia è un incontro decisivo» racconta l’economista, appassionato studioso della Bibbia, accogliendo i 50 partecipanti venuti da tutta Italia. «Isaia è un dono per tutti. Il suo è un canto aurorale, una stella mattutina. Nel corso dei secoli, molti hanno 180614 16 Loppiano Isaia 06 rid 350cominciato o ricominciato a credere, a sperare, ad amare insieme ad Isaia». Tra questi molti ci siamo anche noi, guidati dalle riflessioni di Bruni e dai dialoghi con lui, ci immergiamo nella meditazione del libro di Isaia, che tra i profeti svetta nella sua immensità. Questo esercizio prezioso ci accompagna per tre giorni, insieme in aula, in gruppo o da soli, tra gli uffici del Polo e le finestre che lasciano passare l’immagine di una collina dalle mille sfumature verdi.

180614 16 Loppiano Isaia 05 rid 350Fin dall’inizio del libro, Isaia insegna ad affrancarsi dai sacrifici inutili e sciocchi, a sgomberare il campo dall’idea errata di un Dio affamato di sacrifici che agisce dentro una logica economico-retributiva. «I profeti non sono equilibrati o educati. Sono sempre di parte, esagerati – dice Bruni. Senza l’eccesso e l’imprudenza dei profeti, le istituzioni diventano tristi uffici di burocrati, il potere solo sopruso, i poveri non si vedono più e restano abbandonati nelle periferie».

«Ho scelto questo corso non conoscendo bene contenuti e modalità, mi sono quindi 180614 16 Loppiano Isaia 01 ridaffidata e fidata - mi racconta Maddalena, giovane insegnante di Senigallia. E posso dire di essere davvero grata di tutto ciò che sto vivendo e ascoltando. Prima di tutto mi colpisce la passione delle persone che partecipano, interessate ad ascoltare, comprendere, domandare, condividere. C’è una gran voglia di crescere! Questo per me è incoraggiante. Ci permette di mantenere il nostro cuore di carne e non lasciarlo indurire come la pietra. E poi la chiarezza, simpatia e schiettezza del professor Bruni ci permettono di seguire e tenere alte la concentrazione e l’interesse. Spero davvero ci sia la possibilità di proseguire questa bella occasione di crescita, scambio, formazione e d’Incontro

180614 16 Loppiano Isaia 04 rid 350La lettura si intensifica. «Forgeranno le loro spade in vomeri, le loro lance in falci. Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra»: righe luminose per descrivere una vocazione ancora inespressa dell’umanità. Pagina dopo pagina e un particolare silenzio raccoglie i partecipanti per non perdere neanche un dettaglio di uno dei cantici più belli di tutta la Bibbia: Shomèr ma-millàilah? Sentinella quanto manca al 180614 16 Loppiano Isaia 07 rid 350giorno? Preghiera dell’attesa e della speranza nel tempo della notte, questa pagina è anche rivelazione della vocazione profetica e quindi dei carismi. Il profeta è sentinella della notte. Sa che la notte non è per sempre, è certo dell’alba per vocazione. Non può dare risposte che non ha, ma non si rifiuta di ascoltare le domande dei viandanti.

180614 16 Loppiano Isaia 09 ridMentre sto lavorando a queste righe, mi scrive Davide, studente di economia che ho conosciuto al corso. Commenta il canto della sentinella: «Nel cuore di ogni uomo sono presenti queste domande e così erano presenti anche nel cuore dei partecipanti. Probabilmente è stato il motore comune che ci ha spinto lì, a cercare risposte, sul nostro giorno, sulla nostra notte, che altro non sono che la nostra vita e le nostre debolezze. Il corso è stata una luminosa occasione per assaporare come la Parola sia in grado di parlare, se interpellata, e di come all’interno della Parola stessa sono racchiuse le paure, i dubbi e le domande che ognuno porta con sé. E poi Loppiano offre un sano ristoro al corpo e alla mente, dove oltre alla Bellezza che si manifesta agli occhi, si ha la netta sensazione di essere in un posto che ha qualcosa di speciale e armonioso, un posto dove le persone vivono alla luce della speranza che quella notte e quel giorno siano veramente vicini al compimento».

La critica al potere. Il “resto” fedele che crede e spera. I profeti ruffiani, la lotta 180614 16 Loppiano Isaia 08 ridall’idolatria. Il secondo Isaia, profeta dell’esilio e il messaggio di salvezza. I canti del servo: capitoli che superano tempo e spazio per diventare canto di tutti i crocifissi della terra e del cielo. L’innocenza delle vittime e il senso della sofferenza, il dono di sé, libero e intenzionale. E ancora la gratuità che umanizza i nostri rapporti e genera la gioia. Infine, il terzo Isaia con il suo canto di fraternità universale racconta una storia di salvezza ed esorta a vedere già il non ancora, a scorgere la salvezza in mezzo alla desolazione.

Il sabato mattina è tempo degli arrivederci. Ciascuno dei corsisti è stato un dono l’uno per l’altro e la presenza di suor Emanuela è stata un dono nel dono. Monaca di clausura, era tra i partecipanti grazie ad un permesso speciale. Donna di profondità e bellezza rare, ha avuto per tutti una parola, un gesto. Sorriso limpido, ci saluta con un grazie sincero e un biglietto con una frase del libro, diversa per ognuno.

Apro anche io il mio biglietto e su un post-it leggo: «Forse i doni più grandi li facciamo, e li riceviamo, quando nei calvari della vita ci ritroviamo sotto croci non scelte e continuiamo a camminare, muti, compagni dei crocifissi». Verità scomoda, mi toglie il fiato per un istante. Sotto la croce dei condannati, i cirenei abbracciano i crocifissi: sulle spalle la croce non è più o mia o tua. La croce 180614 16 Loppiano Isaia 02 riddiventa “nostra”, per un pezzo di strada, a volte per sempre. Sotto la croce si pratica il silenzio e si consuma la vita che è luce e buio, insieme. Isaia ce l’ha insegnato. E i profeti, che abitano con noi la notte, continuano a gridarci che l’alba arriverà: non c’è alba più bella di quella che ci sorprende in compagnia dei profeti onesti. Quelli di ieri, quelli di oggi. Magari immensi. Magari come Isaia.

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