Una impresa non basta!

Si è concluso ieri alla Mariapoli Piero (Nairobi, Kenya) il 5° congresso internazionale Edc: "straordinario", la parola più ricorrente nelle impressioni. L' impegno concreto degli imprenditori per i giovani.

di Lili Mugombozi

150531 Nairobi Congresso EdC 74 ridUna impresa non basta, si propongono i più di 300 imprenditori di 41 Paesi dei 5 continenti concludendo il Congresso Internazionale EdC Nairobi 2015 tra danze, canti, colori: “siamo un popolo di festa”, esclama Luigino Bruni.

Per guardare al futuro, l’ultima mattinata ha visto il Congresso rivolgere lo sguardo particolarissimo alle nuove generazioni. Dalle prime battute, Anouk Grevin coinvolge i presenti: “Quando nasce un bambino, tutta la comunità ne prende cura, il figlio che nasce è di tutti”, scoppia un’ applauso perché questa affermazione rappresenta uno dei valori più cari ai popoli africani ("per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio" ndr). Poi spiega: “con i giovani  che hanno frequentato la International EoC School, abbiamo vissuto dei sogni meravigliosi”.

Con tanto entusiasmo Anouk fa il giro della sala; le pareti sono tappezzate dai progetti dei giovani, i loro sogni, Anouk li legge. Con una creatività singolare e con una passione difficilmente descrivibile, questi giovani presentano i loro progetti: alcuni sono già in via di realizzazione, altri sono ancora soltanto “sogni”, ma per loro non importa!150531 Nairobi Congresso EdC 55 rid

Alla sua domanda: “vogliamo lasciarli soli?”. La risposta dalla sala è immediata, altrettanto appassionata e coinvolgente: alcuni imprenditori si succedono al microfono per esprimere il desiderio e l'impegno nel farsi primi sostenitori di questi sogni. John Mundell lancia un’ appello ai suoi amici: aprire le proprie aziende per introdurre le nuove generazioni al mondo di lavoro: “L’esperienza nelle imprese EdC fa sperimentare la ricchezza dei rapporti veri oltre la professionalità!”  

Le vicende di vita vissuta di imprenditori -soprattutto giovani- da varie parti del mondo fanno intravedere un futuro migliore: dall’Italia, all’Argentina, al Paraguay, fino alla presentazione di una tesi sull’EdC di una giovane brasiliana che sta per concludere gli studi all’Istituto Sophia.

150531 Nairobi Congresso EdC 72 ridSe oggi, lo sguardo è rivolto al futuro-presente, è anche un momento importante di impegni forti e vincolanti: “dobbiamo prometterci di non tornare mai più indietro – è l’augurio di Luigino BruniIn questi giorni abbiamo vissuto dei miracoli, le nostre storie di vita vanno annunciate a tutti. L’Edc non è un bene di consumo, ci sono tante persone nel mondo che aspettano. Dobbiamo continuare ad essere dei "produttori" di comunione e non solo dei suoi consumatori”.

Il documento finale è un richiamo forte. La promessa di spendere la propria vita per una economia di comunione.  A questo punto gli imprenditori vogliono lasciare un segno del loro impegno personale che si materializza in un “patto”, che liberamente chi se la sente sigilla con una firma.

A “chiudere” il Congresso è Genéviève Sanzé: “Si dice che le cose belle finiscono, ma 150531 Nairobi Congresso EdC 57 patto ridpenso che dobbiamo cambiare questa frase. Abbiamo vissuto un Congresso così fraterno, così gioioso, non può finire, ora incomincia veramente la nostra corsa, è il momento di uscire, ed andare verso il mondo”.

Una impresa non basta, in analogia con“una città non basta”,uno dei scritti più noti di Chiara Lubich, nutre la riflessione finale di questi cinque ricchissimi giorni, e accende la passione per vivere un grande sogno, vedere il mondo “invaso” delle imprese EdC. “Con un Dio che ti visita ogni mattina, se lo si desideri, una città è troppo poco ... punta più lontano: al tuo paese, al mondo. Che ogni tuo respiro sia per questo; per questo ogni tua azione...


150531 Nairobi Congresso EdC 56 firma patto ridIl testo del patto firmato dagli imprenditori EdC ieri 31 maggio 2015, alla Mariapoli Piero (Nairobi, Kenya)

 

Prometto di spendere la mia vita
come apostolo di un'Economia di Comunione
e così contribuire a un mondo più giusto e fraterno,
affinchè si realizzi il sogno più grande di Chiara (Lubich):
"Che tutti siano uno"

 

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