L'EdC, un sogno grande: la seconda giornata della EoC School

Un metodo didattico inconsueto: condividere la propria vita ed il propri sogni. Nella Mariapoli Piero (Nairobi, Kenya) continua la EoC School.

di Lili Mugombozi

150523 Nairobi EoC School 30 ridL’Edc, un sogno grande, ecco l’argomento intorno al quale si sono riuniti i giovani presenti alla Cittadella Piero, Kenya,  sabato 23 maggio nella seconda giornata della International EoC School: il numero di partecipanti è cresciuto, si sono aggiunti al gruppo i giovani dell’Argentina, dell’Ungheria, dell’Egitto ed altri ancora da vari paesi Africani.

Appena comincia la giornata, dopo il caloroso “welcome” a chi non era presente il giorno precedente, Steven, un giovane del Camerun, prende il microfono e dice ai suoi coetanei: “ho grande sogno, che non vorrei mai perdere di vista: mai smettere di sognare...se smetto di sognare è finita per me, e voi?" Tra le risate e applausi, osservando dal fondo della sala intuisco che questi giovani sono davvero in gamba. Sognano si, ma hanno dei progetti molto concreti e precisi in mente.

 “Un grande sogno nasce sempre e rimane strettamente legato ad una storia 150523 Nairobi EoC School 20 ridpersonale...poi le scelte che si fanno dovrebbero essere una conseguenza di quello che sogniamo. Questa scuola è veramente speciale, chi ha parlato ci ha donato non solo il suo sapere ma anche la propria vita intima, ci ha donato se stesso”, cosi mi confida Christian, un giovane della Repubblica del Congo, riflettendo sulle storie di vita personale di due dei loro docenti: Vittorio Pelligra, italiano e Lorna Gold, scozzese.  

In effetti è del tutto curioso il loro metodo d’insegnamento: raccontare la storia della propria vita. Colpisce l’assonanza delle vicende personali che li hanno portati col tempo a capire e diventare ricercatori  dell’EdC… Entrambi giovani, anzi giovanissimi, entusiasti della vita, credono fortemente nell’Ideale del Mondo Unito che condividono con tanti altri giovani del mondo intero e non solo. Un grande sogno dunque, niente meno che “il sogno di un Dio”, disse una volta Chiara Lubich, proprio a loro, giovani. Un sogno che non perderanno di vista neanche quando si tratterà di fare scelte importanti della vita come quella della facoltà universitaria per avere un impatto sulla società che li circonda, per realizzare nel concreto, -non soltanto a parole- una società giusta, dignitosa per ogni 150523 Nairobi EoC School 16 ridessere umano.

Storie che hanno un fascino particolare e un grande impatto sull' audience che hanno di fronte, tanto da fare esclamare a Michel: “vorrei fare il mio Phd sull’Edc, come realizzare questo mio sogno?”. E aggiunge: “penso di non essere l’unico in questa sala”.

Nasce allora un dialogo profondissimo; docenti e studenti condividono sogni, frustrazioni, scoraggiamenti ma anche piccole e grandi storie di successi. Si spazia della crisi economica mondiale e il suo impatto sui Paesi in via di sviluppo, alle multinazionali all’ONU, dai grandi temi come il “climate change”, alle relazioni internazionali. Colpisce, per esempio, quanto i giovani provenienti della regione miniere del Katanga (RDC), si mostrino consapevoli del dramma che li colpisce da vicino, prova di quanto abbiano i piedi per terra! Il dialogo è continuato durante il ricchissimo momento degli scambi nei vari  gruppi di lavoro, momenti fondamentali del percorso di questi giorni.

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