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L’abolizione della leva della pubblicità dell’azzardo è la prima incrinatura del muro del profitto

Comunicato stampa del movimento Slotmob a commento delle reazioni suscitate dalla proibizione della pubblicità sull'azzardo nel  "decreto dignità" varato dal governo

di Movimento Slotmob

pubblicato il 02/07/2018

Slotmob 2018 rid 300Bandire la pubblicità dell’azzardo così come già avviene con quella del tabacco rappresenta un elementare atto di giustizia. Non ci stupisce che la decisione annunciata con il cosiddetto decreto dignità varato dal governo, stia alimentando la forte reazione da parte di settori economici e dell’informazione che hanno finora goduto dell’assenza di regole in materia. La norma favorisce la libertà di stampa dall’influenza diretta e indiretta dei ricchi inserzionisti.

Parlare di proibizionismo in questo caso è del tutto fuori luogo e fuorviante.

La vera anomalia è stata, finora, l’assenza di una tale normativa che poteva essere approvata dal precedente parlamento portando in aula le proposte già avanzate in maniera traversale. Così come siamo rimasti increduli davanti all’ostinato silenzio di esponenti del mondo dello spettacolo e dello sport nei confronti delle istanze pubbliche che li invitavano a smettere nel prestare il loro volto per pubblicizzare l’azzardo.

Come movimento Slot Mob ribadiamo che il vero obiettivo da raggiungere è quello di sottrarre l’intero settore dell’azzardo alle imprese strutturalmente orientate al profitto.

Uno Stato realmente attento al bene comune deve saper gestire l’offerta di tale settore in maniera non ossessiva e incentivante per arrivare a ridurre un fenomeno che, come tutti possono vedere, divora i territori e ostacola una sana e reale economia che crea ricchezza da redistribuire tra tutti.

Non si tratta di un risultato impossibile da raggiugere, ma ciò crea la necessità di trovare altre entrate fiscali diverse da quelle dell’azzardo. Per questo motivo occorre un vero dibattito sulle scelte di politica economica per impedire che le casse pubbliche dipendano patologicamente dal sistema dell’azzardo (circa 10 miliardi di euro).

Senza tale svolta radicale, tutta l’attenzione sulla questione “azzardopoli” in Italia rischia di ridursi in una istanza moralistica destinata ad estinguersi. Ci troviamo, pertanto, davanti ad un caso esemplare che permette di comprendere i rapporti di forza esistenti nel nostro Paese e la possibilità reale di capovolgerli.
Come movimento di democrazia economica e per la giustizia sociale siamo persuasi che tale scelta non può essere scollegata da una visione complessiva della dignità umana integrale.

La nostra decisa opposizione al sistema di sfruttamento dell’azzardo di massa si associa, perciò, in questo stesso momento storico,alla necessità di una società aperta all’accoglienza dei migranti. Persone che da diverse parti del mondo sono approdate in un Paese ricco di umanità, capace di resistere alla logica dell’idolatria del denaro che lucra sulla vita dei più fragili e istiga ad erigere muri e barriere.

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