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Se l'azzardo sponsorizza l'Italia

Da uno dei fondatori del movimento Slotmob un'analisi spietata del patto scellerato FIGC - azzardo che Edc sottoscrive in pieno

di Gabriele Mandolesi

Intralot FIGC 01 ridE' notizia recente che il gruppo Intralot-Gamenet, tra i primi operatori dell'azzardo in Italia, ha siglato un accordo per diventare "premium sponsor" della nazionale di calcio italiana, con tanto di conferenza stampa e foto di rito con l'allenatore della selezione.

La notizia fa venire i brividi per tante ragioni, ma ci da l'opportunità di fare analisi e riflessioni sulle strategie messe in atto dalle lobby del settore.

Il cuore della questione sta nella comunicazione: sono anni che le big dell'azzardo investono milioni in campagne di comunicazione che cercano di addolcire la percezione dell'azzardo. Ci dicono che è un gioco, che è divertente, che favorisce lo sviluppo della persona e la socialità. Adottando la loro prospettiva, che mossa geniale sponsorizzare l'Italia! Unisce la nazione, ci rappresenta nel mondo con una storia fatta di successi sportivi, per anni è stato un vanto. Se si legge con attenzione il comunicato stampa emerge con chiarezza questo aspetto:

"Questa partnership nasce come un progetto culturale fondato su valori autenticamente condivisi, nella convinzione che lo sport sia il modo migliore per parlare a tutti gli italiani e costruire una cultura del gioco consapevole e responsabile."

Progetto culturale, valori autenticamente condivisi, cultura del gioco consapevole e responsabile. Eccolo qua, il raggiro comunicativo in tutto il suo splendore. Se lo sport è sudore, fatica, disciplina, rinunce, conoscenza di se stessi, dei propri limiti, rispetto degli avversari e dei compagni di squadra, anche l'azzardo nel suo sfruttare i deboli, lucrare sui malati, alienare le persone con slot machine studiate dai neurologi per creare dipendenza si fonda sui valori sani del gioco!

Andiamo avanti con il comunicato:

"Grazie a questo accordo sarà possibile avviare dei percorsi per dare forza a diversi progetti di utilità sociale e di interesse pubblico, tra cui l’accessibilità diffusa allo sport, il sostegno dei giovani talenti e la lotta contro le varie forme di illegalità che possono colpire il mondo del calcio e del gioco."

Strategia numero 2: collegarsi a progetti sociali per avvicinare l'azzardo alla faccia pulita della ricerca, della cultura, dello sport. Vale la pena ricordare che Gamenet sostiene Telethon alla quale, come si legge sul sito, ha donato oltre 6 milioni di Euro. Questo è un tema che divide da sempre, ma il rischio di accettare il denaro dell'azzardo per finalità sociali è molto alto, soprattutto per il terzo settore in crisi di liquidità. Dovremmo quindi sperare che si continui ad azzardare il più possibile per avere più finanziamenti? E' forse giusto che soldi macchiati di povertà vengano "ripuliti" per attività sociali? Dovremmo gioire per delle somme che, se raffrontate ai fatturati e agli utili di queste aziende, sono spiccioli?

Arriviamo poi alla perla del comunicato stampa:

Crediamo molto in questa collaborazione – afferma Guglielmo Angelozzi, amministratore delegato del Gruppo GAMENET-. Sostenendo gli Azzurri puntiamo a ribadire, innanzi tutto, il nostro orgoglio di essere italiani e la nostra vicinanza al mondo dello sport e del calcio, di cui la Nazionale rappresenta senza dubbio la massima espressione. Lo sport e il calcio sono per tutti un terreno di incontro e di dialogo ed un’occasione per affermare ogni giorno i valori che, come gruppo, condividiamo con gli Azzurri: spirito di squadra, onestà, responsabilità, rispetto e ricerca dell’eccellenza.”

A proposito dell'orgoglio di essere italiani, vorrei ricordare che Gamenet è posseduta dal fondo di investimento Triantlic Capital Partners ( i cui fondatori sono tutti ex Lehman Brothers) con sede in Lussemburgo (paradiso fiscale) e, come spesso accade, i Monopoli di Stato probabilmente non sanno chi sono gli effettivi proprietari. Questo brutto vizio di società controllanti in paradisi fiscali e dell'anonimato dei proprietari purtroppo non è nuovo al settore. Vedi Sisal.

Allora attrezziamoci, perchè questa è una battaglia culturale che ci richiede di essere vigili contro l'inganno dell'azzardo in ogni senso. E via lo sponsor dalla nazionale.

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