Notiziario EdC

Economia di Comunione una cultura nuova rivista diretta da Alberto Ferrucci

Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.

Cover_32Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.

Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.

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vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)

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Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione" disponibile adesso online.

Buddismo ed EdC in dialogo

Buddismo ed EdC in dialogo

di Benedetto Gui

da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.31 - maggio 2010

N31_Pag._05_Benedetto_Gui_“C’è il pericolo di mettersi a rimpiangere il passato” mi sussurra Teresa Ganzon, anche lei invitata a portare la voce dell’Economia di Comunione al IV Simposio Buddista-Cristiano tenutosi nel mese di febbraio vicino a Chiang Mai, nel nord della Thailandia.

Dopo una prima ricca giornata di dialogo sul tema del crollo dei valori, nel corso della seconda giornata, dedicata al tema della sofferenza dell’uomo contemporaneo, qualche venatura di pessimismo sul futuro iniziava a diffondersi in sala. A rovesciare la situazione è un ospite americano, appartenente ad una chiesa protestante, che invita tutti a guardare avanti: “Il passato è alle nostre spalle. Dobbiamo ora capire insieme come affrontare i nuovi problemi”. è la svolta. Nissho Takeuchi, un leader spirituale molto ascoltato dai manager giapponesi interviene ringraziando: “Ha ragione. Il compito di tutti noi portatori di valori spirituali non è difendere la nostra religione dalle nuove tendenze culturali, dando colpe alle altre. Dobbiamo fare un’analisi attenta delle nostre responsabilità e collaborare tra di noi per stare a fianco dell’umanità, che comunque va avanti”.

Questo atteggiamento di fondo avrebbe poi caratterizzato anche l'ultima giornata del simposio, su “Crisi economica e disparità nella Chiang_mai_03ricchezza”.
Le quattro relazioni proposte da esponenti buddisti hanno messo in luce come in economia il buddismo abbia da portare un suo specifico messaggio, la cui parola chiave è ‘felicità’ (una parola che solo negli ultimi anni è stata fatta oggetto di nuovo interesse da parte della scienza economica occidentale).
Il buddismo, infatti, si prefigge di aiutare gli esseri umani ad essere felici. Ma il percorso che propone è molto diverso da quello che pone al centro la ricerca del denaro e del successo: il buddismo insegna a liberarsi dall’assillo delle passioni e dalla concentrazione su se stessi, e al tempo stesso ad aprirsi alla compassione verso gli altri.

Non è un caso – osserva Muhehiro Niwano della Rissho Kosei Kai - se l’unica nazione al mondo ad aver adottato, come misura di successo, la “Felicità Nazionale Lorda” (invece dell’usuale Prodotto Nazionale Lordo), è il Bhutan, dove l’influenza buddista è fortissima.
Non si tratta – sottolinea Niwano – di ergere una barriera contro la modernizzazione, ma solo di consentire agli esseri umani di mantenere o riguadagnare la propria ricchezza spirituale mentre si beneficia della ricchezza materiale.

Chiang_mai_05_Ben_Tess_ridMolto significativo in tal senso è il caso di Minamata, una località marinara del modernissimo Giappone, che ha fatto tragicamente parlare di sé a causa di una malattia mentale, prima sconosciuta, dovuta all’ingestione del mercurio scaricato in acqua dagli impianti industriali e assorbito dal pesce della baia. Gli abitanti di questa cittadina venivano evitati e, di fatto, discriminati per la paura e la ripugnanza che il solo nome di Minamata evocava. Il bisogno di uscire da questa situazione di estremo disagio ha fatto sì che proprio lì abbia preso il via un originale esperimento sociale di recupero della qualità della vita basato sulla collaborazione tra i cittadini, sulla ricostruzione del tessuto sociale e sulla sottolineatura di valori spirituali in alternativa a quelli consumistici.

Una testimonianza non meno significativa è quella presentata da Phrakhru Piphitsutatorn, rappresentante, invece, del buddismo thailandese, nel quale svolge un ruolo importante la vita monastica. Di fronte alle difficoltà economiche e sociali della popolazione rurale della provincia di Trad, impoverita dall’emigrazione dei giovani verso le città, il monaco Phra Subin ha dato vita ad una rete di iniziative di economia comunitaria che ha coinvolto oltre 100 villaggi. Il primo passo è stato una raccolta di risparmi destinata a concedere prestiti a tassi convenienti. In seguito ci sono state altre forme di collaborazione: “banche del riso”, acquisti collettivi per ridurre i costi dell’intermediazione commerciale, produzione di fertilizzanti biologici (meno costosi e inquinanti di quelli chimici), e così via.  È interessante osservare come in questo modo Phra Subin sia andato oltre il ruolo tradizionale dei monaci, da sempre testimoni dello spirito, ma non coinvolti negli affanni della vita materiale.

Infine una parola sulla presentazione da parte nostra dell’Economia di Comunione. L’accoglienza, sia delle idee generali del progetto, sia Chiang_mai_04dell’esperienza della banca rurale filippina Kabayan è stata molto positiva. Più ancora che in altre circostanze mi sono reso conto di come l’ideale dell’unità che ispira l’EdC possa mettere in luce le molte incoraggianti esperienze di economia al servizio della fioritura umana che uomini e donne di buona volontà stanno promuovendo in ogni parte del mondo, contribuendo a che questi rivoli di novità si uniscano nel trasformare dal di dentro la prassi e la cultura economica attuale. Ancora una volta ho sentito che l’Economia di Comunione è un pezzo di quella inondazione di speranza di cui hanno bisogno miliardi di cittadini del mondo.

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