Notiziario EdC

Cover 41Economia di Comunione - una cultura nuova

Inserto redazionale allegato a Città Nuova

n.13-14/2015 - 10-25 luglio 2015

 

 

 

La nuova bomba di Nairobi

Editoriale

di Alberto Ferrucci

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

Lasciando la commissione centrale di EdC per nuovi incarichi a servizio dell’Opera di N41 Pag03 Alberto Ferrucci Autore ridMaria e della Chiesa, alla chiusura del congresso di cui era stata l’anima e l’ispiratrice, Geneviève Sanze ci ha confidato: «Non temo più che l’economia di comunione si esaurisca, perché è ormai diventata cultura: per queste trecento persone giunte qui da tutto il mondo, l’economia di comunione è ormai un modo di vita».
Il congresso di Nairobi è stato così speciale da far dire a Maria Voce, che lo aveva aperto con un suo messaggio usando l'espressione dei brasiliani al primo annuncio del 1991, che a Nairobi era scoppiata una nuova bomba.

Gli imprenditori e studiosi dell’EdC sono giunti a Nairobi superando il disagio di lunghi viaggi, situazioni ambientali inusuali ed il timore di azioni terroristiche che aveva indotto a spostare il congresso nella cittadella del Movimento; qui hanno avuto il dono di incontrare molti giovani africani, guidati dagli imprenditori della commissione panafricana, giunti per la scuola che ha preceduto il congresso, a volte con viaggi di vari giorni, portando i loro sogni da realizzare con una nuova economia.

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Creativi. Per l’altro

Cambiare le cose prendendosi cura di una persona alla volta

di Alberto Sturla

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

N41 Pag04 Alberto Sturla ridNei giorni fra il 26 e il 31 maggio scorsi ho avuto l’opportunità di partecipare al quinto congresso internazionale dell'Economia di Comunione. Ho preso parte ai lavori da semplice curioso, ma mentre scrivo mi rendo conto che in effetti era giusto che qualcuno rappresentasse la Liguria, regione da cui provengo e che ospita alcune realtà EdC significative a livello nazionale e internazionale.

In primo luogo è stato affascinante sperimentare la diversità delle aziende aderenti: dalla società per azioni alla piccola impresa agricola, dalla banca alla cartoleria. Non esistono dimensioni economiche minime per l’EdC. Si tratta di una "vocazione" che impegna l'imprenditore lì dove si trova, con i mezzi che ha a disposizione. A questa diversità strutturale si aggiunge quella creativa, con cui si esprime l'impegno verso i poveri e la comunità. Si vede come gli imprenditori non interpretino questo impegno in modo uniforme, ma lo declinino in modo originale a seconda dei contesti.

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Ubuntu uguale condividere

La cultura di comunione ci aiuta a guardare attorno, senza restare chiusi nella nostra povertà

di Geneviève A. M. Sanze

da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

N41 Pag 05 Genevieve Sanze Autore rid dx«Io sono ciò che sono in virtù di ciò che tutti, nessuno escluso, siamo»
Un antropologo propose un gioco ai bambini di una tribù del Sud Africa. Mise un cesto di frutta vicino a un albero e disse ai bambini che il primo arrivato avrebbe vinto tutta la frutta. Al suo segnale tutti i bambini scattarono contemporaneamente... prendendosi per mano! Poi si sedettero a godere la loro ricompensa. Quando l'antropologo chiese loro perché avevano fatto così, risposero Ubuntu, cioè: come può uno di noi essere felice se gli altri sono tristi?

Questa tendenza alla solidarietà comunitaria esprime l’essenza della cultura africana. Siamo in grado di condividere gioia, dolore, beni, difficoltà. Anche se il singolo può avere un ruolo significativo, non c’è spazio per l’individualismo egoista. Questo può essere il dono del nostro continente all’umanità, alla società moderna globale oggi caratterizzata da egoismo, paura dell'altro, tendenza a chiudersi.

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Vita della comunità di Glolé

Un giorno ci siamo chiesti cosa fare per il nostro piccolo villaggio. Vedevo che la Parola di vita vissuta poteva darmi delle direttive…

di Gilbert Gba Zio

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

N41 Pag 06 Gilbert Gba Zio Autore ridVivo in Costa d’Avorio in un villaggio che si chiama Glolé. Quando ho lasciato la scuola, ho sentito dentro di me una chiamata di Dio. Siccome non capivo i passi da compiere, andavo sempre in Chiesa, ascoltavo la parola di Dio che mi chiedeva di fare qualche cosa. Ma cosa? Durante questa ricerca ho conosciuto il Movimento dei Focolari.
Io, che non combinavo niente, ho capito a un certo punto che occorreva decidersi nella vita. Vedevo che la Parola di vita vissuta poteva darmi delle direttive. Grazie a questa nuova vita del Vangelo, mi sono sposato in chiesa con Martine, insieme ad altre otto coppie. La festa è stata magnifica!

Così si è formato un piccolo gruppo, ci riunivamo di frequente per fortificare i nostri legami di comunione.

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Per una economia africana fedele alla sua vocazione

Stralci dal messaggio al congresso di Nairobi

di Maria Voce

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

«Sono profondamente felice che l’Economia di Comunione si ritrovi in Africa per il suo N41 Pag 08 Maria Voce Autore rid dxquinto congresso mondiale…. Le tante culture africane hanno una loro via all’economia e al lavoro, molto legate alla vocazione dell’Africa, alla comunità e alla condivisione. Vi invito ad approfondire insieme la vostra e nostra vocazione comunitaria perché si sviluppi un’economia africana che sia veramente fedele alla sua vocazione antica e profonda, cioè capace di mettere insieme spirito imprenditoriale e condivisione, quindi economia e comunione.

Essendo l’EdC espressione del carisma del Movimento dei Focolari, anche oggi essa si arricchisce muovendosi insieme all’intero Movimento. Dalla nostra recente Assemblea Generale sono emersi alcuni principi di azione per i prossimi anni, particolarmente adatti anche all’EdC.

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Impariamo a vedere l'albero che cresce

Ci sono più innovazioni di quelle che vediamo. Dobbiamo accompagnarle a fioritura

di Luigino Bruni

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

N41 Pag 09 Luigino Bruni Autore ridPer questo convegno a Nairobi abbiamo scelto la parola “generatività”. Generare è legato a una parola economica importante: innovazione. Non tutti sanno che innovazione è una parola della botanica. La si usa per i germogli e i nuovi rami. Le innovazioni hanno bisogno di radici, terreno buono e una pianta viva. Sono vita che fiorisce, generatività in atto. E quelle innovazioni che diventano cibo, giardini, parchi, richiedono anche il lavoro e la pazienza del contadino o del giardiniere, che le accompagnano e accudiscono. È così che il germoglio diventa fiore, la vigna produce buon vino, la pianta di fico torna a generare frutti dopo anni di sterilità, e non muore.

Per comprendere cosa stia accadendo alla nostra economia e società, avremmo bisogno di tornare al significato botanico del termine innovazione.

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I sogni si realizzano assieme

170 giovani di 25 Paesi per la prima scuola EdC pan-africana (Nairobi 22-26 maggio 2015)

di Anouk Grevin

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

Da molti segnali si capiva che sarebbe stata una scuola davvero speciale: avevamo visto N41 Pag 10 Anouk Grevin Autore ridaumentare le iscrizioni, senza poter contenere né il numero massimo di partecipanti («nessuno deve perdere una tale opportunità», dicevano), né l’età di chi si iscriveva («in Africa l’età non conta»). Alcuni hanno affrontato fino a quattro giorni di pullman per partecipare. Abbiamo visto arrivare giovani assetati di speranza per le loro terre e desiderosi di formarsi seriamente per diventare a loro volta “apostoli dell’EdC”.
Nonostante il numero dei partecipanti, ci siamo subito sentiti un’unica famiglia. La scuola è diventata un laboratorio, uno spazio di dialogo e di lavoro sui progetti dei giovani e sulle sfide dell’Africa.

Già dal primo giorno, un panel con sette giovani africani ci ha fatti entrare nelle problematiche di questo continente, mettendo in luce potenzialità e ricchezze delle culture africane.

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Un’impresa non basta

Gli imprenditori EdC allargano i loro orizzonti. La parola alla vicepresidente AIPEC

di Ornella Seca

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

N41 Pag 12 Ornella Seca Autore ridPrometto di spendere la mia vita come apostolo di un’Economia di Comunione e così contribuire a un mondo più giusto e fraterno”. Questo il testo del patto firmato dai presenti al termine del 5° Congresso Internazionale EdC alla Mariapoli Piero (Nairobi, Kenya). Un’emozione inaspettata mi ha avvolta quando Luigino Bruni ha letto il testo prima in inglese, poi in italiano: circondata da tutto il mondo, sentivo che la decisione di firmare muoveva le corde più profonde del mio essere.

Mi sono guardata intorno, si stavano per concludere i giorni più significativi e belli di questa avventura nell’Economia di Comunione e ho visto volti di tutti i colori, ma con lo stesso sguardo, con lo stesso sorriso. Mi sono vista riflessa in un vetro e anch’io ero così, unico fattore comune la felicità, quella che nasce nell’intimo.

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Lo stile di un’azienda EdC

Quali strumenti sono necessari per creare in un’impresa il giusto stile di vita?

di Giuseppe Argiolas

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

Il fatto che l’impresa sia costituita da persone e inserita in un particolare contesto le N41 Pag 13 Giuseppe Argiolas Autore ridimprime una caratteristica fondamentale: l’unicità. Così ogni impresa di comunione è per l’Economia di Comunione come un figlio, una figlia, un fratello, una sorella. Per quanto i figli e i fratelli possano assomigliare ai genitori o possano assomigliarsi tra loro, non sono mai esattamente uguali, neanche se gemelli. Allora, quando ci accostiamo a un’impresa, qualunque impresa, e a maggior ragione a un’impresa di comunione, dovremmo farlo con la stessa cura, rispetto, stupore, oserei dire la stessa sacralità con cui ci si accosta ad una “rarità”.

La più rilevante innovazione che, a mio avviso, accomuna le imprese EdC risiede proprio nel coniugare due parole apparentemente antitetiche: economia e comunione. La prima richiama l’impresa a svolgere le proprie attività in un’ottica di economicità, cioè dando soluzione ai problemi dei clienti traendone un profitto soddisfacente; la seconda implica impostare su dialogo, fiducia e reciprocità ogni relazione che essa intesse al suo interno e all’esterno.

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Le vere ricchezze e povertà

La miseria, specchio di relazioni malate. I cinque “capitali” essenziali per la vita

di Luca Crivelli

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

N41 Pag 14 Luca Crivelli Autore ridTolstoj affermava: «Tutte le famiglie felici si somigliano, ogni famiglia infelice è invece infelice a modo suo». Per il grande scrittore e filosofo le povertà sarebbero tante, mentre la ricchezza una sola. Non sono d’accordo: povertà e ricchezza sono due facce della stessa medaglia. Le povertà sono tante, ma altrettante le ricchezze. Il mondo occidentale, con i suoi indicatori quantitativi, di ricchezze riesce ormai a vederne solo una: il Pil. Ma in Africa, accanto ai tanti volti della povertà, ho potuto contemplare le ricchezze più varie.
Come sottolinea il drammaturgo keniota Ngugi wa Thiong'o, per decolonizzare la nostra mente e imparare nuovamente a chiamare le povertà per nome, è essenziale riappropriarci del linguaggio degli antenati. Nel mondo antico un individuo poteva essere nello stesso tempo ricco e povero: molto agiato nel profilo materiale e povero per la ristrettezza di vedute e la mancanza di magnanimità.

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La ricchezza della comunione

La povertà, con le sue privazioni materiali, può essere interpretata anche come isolamento, esclusione sociale. Combatterla significa allora portare la persona alla partecipazione

di Lorna Gold

da  pdf "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 (2.34 MB) - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

Ogni cultura propone una propria definizione di ricchezza e povertà, e la cultura di N41 Pag 15 Lorna Gold Autore ridcomunione non è da meno. Se normalmente con il concetto di “ricchezza” si intende esprimere sinteticamente l’idea dell’aspirazione al progresso degli individui e delle nazioni, e con quello di “povertà” lo stato di inferiorità che ci si vuole lasciare alle spalle, la comunione offre una chiave interpretativa unica. Nonostante possiedano poco, infatti, coloro che vivono in comunione dispongono di un grande patrimonio di ricchezza sia in termini di beni immateriali che materiali.

Si tratta del paradosso evangelico che rivela una logica economica di distacco spirituale dai beni, che, se vissuta per amore, provoca una circolazione di beni, talenti, idee, buona volontà, che genera l’abbondanza. Nella cultura di comunione, infatti, troviamo la fenomenale capacità di generare ricchezza condivisa.

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Rapporto Edc 2016

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È uscito il Notiziario Edc n.41

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