n-30Notiziario EdC

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Economia di "Comunione - una cultura nuova"
n.30 - dicembre 2009

 

 

 

 

 

L’ EdC e le sfide del millennio

L’ EdC e le sfide del millennio

di Alberto Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

Nel 2000 l’Organizzazione delle Nazioni Unite ha elencato gli obiettivi per il terzo millennio: lotta alla fame ed alle morti per parto, AIDS ed altre pandemie, una scuola per tutti i bambini e le bambine del mondo, la sostenibilità ambientale divenuta ovunque un paradigma, liberi commerci e sistemi finanziari non discriminatori.

Solo gli ultimi due obiettivi sembrano legati all’economia, ma in effetti tutti dipendono dalla carenza di strutture sociali e di lavoro: buona parte dei viaggi della speranza dei nostri tempi sono affrontati per portare i figli in paesi in cui cibo, salute ed istruzione sono garantiti a tutti.

n28_pag._03_alberto_ferrucciRiuscire ad estendere queste garanzie a tutto il mondo è un obiettivo difficile da realizzare se non si diffonde una nuova cultura: noi crediamo che la cultura insita nel Carisma dell'Unità aiuterebbe studiosi e politici a formulare proposte concrete per esso: la sfida è individuare la strategia per far giungere questa cultura alla intera umanità.

Quando anche proposte concrete venissero formulate, non ci si potrebbe però illudere che sarebbero di facile attuazione: la crisi finanziaria ci ha lasciato in eredità una economia con le borse in crescita grazie al denaro a costo zero, in cui sembrano sbiadire i buoni propositi di realizzare una economia e finanza più rispettose dell’uomo.

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Dare dignità ad una vocazione

Dare dignità ad una vocazione
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

«Occorre che l'economia di comunione
non si limiti ad esemplificazioni
nel realizzare imprese nuove
ispirate ad essa,
con qualche commento
di chi è più o meno esperto,
ma occorre che diventi una scienza
con la partecipazione
di economisti preparati
che sappiano delinearne
teoria e pratica,
confrontandola con altre
correnti scientifiche economiche,
suscitando non solo tesi di laurea,
ma scuole da cui molti
possano attingere.

Una scienza vera che dia dignità
A chi deve dimostrarla con i fatti
E significhi una vera vocazione
Per chi vi si impegna
In qualsiasi modo».

Chiara Lubich, Mariapoli Araceli, 7 maggio 1998

La Summer School

La Summer School

di Benedetto Gui
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Benedetto_Gui_La proposta di una scuola estiva dell'economia di comunione era stata lanciata pensando ad un piccolo gruppo di giovani che fossero per professione studiosi di discipline economiche (studenti di corsi di dottorato, titolari di borse di ricerca, insegnanti universitari all'inizio della loro carriera) per presentare e discutere in modo sistematico le riflessioni  teoriche sviluppate in questi anni attorno al progetto Economia di Comunione.

Ma evidentemente a condividere il desiderio di trascorrere quattro giorni di studio e di dialogo attorno al progetto EdC c'erano molte altre persone, studenti universitari degli ultimi anni, lavoratori, dirigenti, imprenditori, docenti; e non solo under 35. Non volendo dire di no a chi mostrava tanto interesse per questo appuntamento di  riflessione tra lo scientifico e il culturale, ci siamo ritrovati in più di 90, con ben 13 brasiliani, 8 argentini, 2 filippini - alcuni di questi già in Italia, ad esempio studenti di Sophia, ma altri venuti per l’occasione - e poi 8 slovacchi, vari altri europei, un palestinese e ovviamente molti italiani. Abbastanza vario era anche il rapporto dei partecipanti con il Movimento dei Focolari (qui si andava da persone pienamente impegnate ad altre meno coinvolte, fino ad alcuni che erano ai loro primi contatti con il Movimento).

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Le relazioni dell’EdC

Una delle grandi parole dell’EdC, della sua prassi e della sua cultura, è senza alcun dubbio relazione. Beni relazionali, reciprocità, gratuità, comunione, sono tutte parole che dicono modi di intendere le relazioni umane. L’EdC può infatti essere anche vista come una diversa cultura della relazione.

Le relazioni dell’EdC 1

di Luigino Bruni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009


Ma dove si trova la peculiarità della relazionalità che si vive all’interno dell’EdC e le ordinarie relazioni economiche?

N30_Luigino_Bruni_ridDa un certo punto di vista, l’intera vita economica è una rete di relazioni, una rete sempre più fitta, globale, complessa. Consumare un caffè nel bar sottocasa, fare una telefonata, acquistare un libro via internet, spedire una lettera ad un amico, sono operazioni possibili grazie alla cooperazione di centinaia, migliaia, decine di migliaia, a volte milioni di persone. La relazione più tipica dell’economia, soprattutto dell’economia di mercato, è infatti quella cooperativa; ma la domanda diventa presto: quale cooperazione e quindi quale relazione?
Innanzitutto dobbiamo ricordare che l'uomo moderno ha realizzato la più vasta e ampia cooperazione che la storia del pianeta terra abbia mai conosciuto nel corso dell’evoluzione dell’homo sapiens. Da un certo punto di vista è infatti innegabile che la società di mercato ha moltiplicato in modo esponenziale le relazioni tra le persone, allargando e arricchendo le reti di cooperazione.

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La crisi di senso dell’economia

Due sono i tipi di crisi che è possibile identificare nella storia delle nostre società: “dialettica” l’una, “entropica” l’altra.

La crisi di senso dell’economia

di  Stefano Zamagni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

Dialettica è la crisi che nasce da un conflitto fondamentale che prende corpo entro una determinata società e che contiene, al proprio interno, i germi o le forze del proprio superamento. Esempi storici e famosi di crisi dialettica sono quelli della rivoluzione americana, della rivoluzione francese, della rivoluzione d’Ottobre in Russia nel 1917.

Entropica, invece, è la crisi che tende a far collassare il sistema, per implosione, senza modificarlo. Questo tipo diZamagni_rid crisi si sviluppa ogni qualvolta la società perde il senso – cioè, letteralmente, la direzione  –  del proprio incedere.

Perché è importante tale distinzione? Perché sono diverse le strategie di uscita dai due tipi di crisi. Non si esce da una crisi entropica con aggiustamenti di natura tecnica o con provvedimenti solo legislativi e regolamentari – pure necessari – ma affrontando di petto, risolvendola, la questione del senso.

Ecco perché sono indispensabili a tale scopo minoranze profetiche che sappiano indicare alla società la nuova direzione verso cui muovere mediante un supplemento di pensiero e soprattutto la testimonianza delle opere. Così è stato quando Benedetto, lanciando il suo celebre “ora et labora”, inaugurò la nuova era, quella delle cattedrali.

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Comunione attraverso la rete

Il sito internazionale di Economia di Comunione www.edc-online.org cresce!

Comunione attraverso la rete

di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

Lo scorso 13 agosto il nostro sito web ha compiuto un anno da quando è andato online nella sua forma N30_Antonella_Ferruccirinnovata. È stato un piccolo traguardo che abbiamo festeggiato con chi in questo tempo ha concretamente collaborato a rendere questo sito uno strumento potente di diffusione della Economia di Comunione.

Si, perché in questo anno tanti sono stati i rapporti costruiti ed i risultati raggiunti insieme. Abbiamo cominciato timidamente avendo come base un sito rinnovato ma che sostanzialmente riproponeva i contenuti del sito precedente. Poi, poco per volta, hanno cominciato ad arrivare le prime notizie dagli Usa, dalla Slovacchia, dalla Sicilia… Gli eventi si sono susseguiti e così le prime registrazioni al sito. Registrazioni che, va detto, non è che dessero particolari vantaggi. Ma sembravano quasi degli atti di affetto e di apprezzamento per queste pagine che stavano “fiorendo”.

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Aziende che si incontrano sul Web

Il sito Business to Business dell'Economia di Comunione

Aziende che si incontrano sul Web

di John Mundell
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

Per rispondere alle esigenze giunte da varie nazioni e permettere alle aziende che aderiscono ad EdC di john_mundell1dialogare tra di loro e con i giovani che desiderano conoscere e sperimentare questo nuovo modo di vivere il lavoro, è ultimamente nato negli Stati Uniti, accanto al sito internazionale www.edc-online.org, il sito web www.edc-info.org, a cui hanno già aderito 156 aziende che operano in Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Croazia, Lussemburgo, Portogallo, Serbia e Stati Uniti.

Il sito è gestito da Ed e Eileen Johnstone e permette la comunicazione B2B (Business to Business, da azienda ad azienda) per lo scambio di conoscenze ed esperienze e per favorire rapporti commerciali e di produzione tra le aziende EdC: ultimamente esso è stato messo a disposizione di tutto il progetto EdC a livello internazionale.

Naturalmente questo comporta il passaggio da una fase sperimentale ad una procedura di ammissione rigorosa, per tutelare, per quanto possibile, i partecipanti da indebite intromissioni che nel web purtroppo non sono rare.

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Fiducia e partecipazione nelle aziende EdC

Essere imprenditori EdC significa diventare responsabili di un sogno: quello di sollevare situazioni di povertà vicine e lontane

Fiducia e partecipazione nelle aziende EdC

di Maria Gabriella Baldarelli
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Gabriella_BaldarelliIl desiderio di costruire o “convertire” imprese coerentemente con il progetto EdC ha notevoli ripercussioni all’interno della governance aziendale, in cui il ruolo del manager lascia spazio, in queste aziende, ad una figura corale, in cui ognuno ha il suo ruolo “attivo” ed è coinvolto nella gestione dell’azienda. Infatti il manager dell’azienda EdC è colui che coinvolge e incentiva le persone che gestisce attraverso l’ascolto e la condivisione delle esperienze umane ed aziendali. Ciò contribuisce a far scaturire al meglio la creatività  e  l’autocontrollo.

Inoltre l'azienda EdC, acquisisce la capacità di condividere, con coerenza e fiducia, la propria esperienza aziendale con altre aziende, interne o esterne al progetto, per riuscire a sopravvivere ed a svilupparsi. Infatti  la governance di un'azienda, che ha alla base la comunione come valore portante, permette non solo di trasmettere la fiducia e quindi creare un capitale di relazioni all'interno dell'azienda a tutti i livelli, ma permette soprattutto di diffondere fiducia all'esterno, anche nel momento in cui si trova di fronte a scelte che ne orientano il futuro.

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Amare il nemico

Amare il nemico

di Germán M. Jorge
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

Mi chiama al telefono il responsabile dello stabilimento di produzione di cemento che è il nostro principale N30_Germnconcorrente in zona e mi chiede se possiamo vendere loro una certa quantità di cemento perché gli altri fornitori non gli facevano più credito.
Era noto che stavano attraversando un momento molto difficile dal punto di vista finanziario, per la separazione della società familiare e le conseguenze che questo fatto stava generando.

Io sapevo che la situazione era grave e sentivo dentro che era arrivato il momento che avevo tanto atteso: avevo l'occasione di cambiare la storia; questo concorrente giocava molto forte contro di me nel mercato e aveva detto ad altri colleghi che il suo errore era stato quello di lasciarmi alzare la testa.

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L’allevamento di lumache

L’allevamento di lumache

di Genevieve Sanze
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Genevieve_SanzeIn Africa l'Economia di Comunione non si esprime in molte aziende, ma lo spirito che l’ha fatta nascere sta diffondendo una cultura nuova, anche grazie ai più piccoli: durante la guerra nella Costa d'Avorio, una bambina di otto anni ad un’incontro delle Gen 4 racconta questa esperienza: aveva ricevuto in dono dallo zio una banconota da cento franchi CFA, circa venti centesimi di Euro, con cui pensava di comperarsi qualcosa di buono da mangiare, ma arrivando a casa aveva trovato la mamma afflitta perché non aveva niente da mettere in tavola: tutti in famiglia di conseguenza erano molto nervosi.

Pensava, di andare a comperarsi qualcosa da mangiare, ma come Gen 4 aveva imparato che bisognava "dare sempre" e fare felice anche il fratello, e così si diceva: "perché non provo?". Decideva così di portare quei pochi soldi alla mamma, la quale correva subito felice a comperare qualcosa al mercato per preparare un pasto per tutta la famiglia; così tutti potevano mangiare qualcosa e tornava la serenità.

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Verso una gestione di comunione

Percorsi di cultura e struttura organizzativa nelle imprese di EdC

Verso una gestione di comunione

di Giampietro Parolin e Elisa Golin
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

"… siamo infatti convinti che occorre informare dei valori in cui si crede ogni momento della vita sociale, e quindi anche economica, che così diventa anch'essa luogo di crescita umana e spirituale.
L'Economia di Comunione, quindi, non si presenta tanto come una nuova forma di impresa alternativa a quelle già esistenti. Piuttosto essa intende trasformare dal di dentro le usuali strutture d'impresa, siano esse società per azioni, cooperative od altro, impostando tutti i rapporti intra ed extra aziendali alla luce di uno stile di vita di comunione. Il tutto nel pieno rispetto degli autentici valori dell'impresa e del mercato
."

Chiara Lubich - Laurea Honoris Causa in Economia - Piacenza 1999

N30_Parolin_GolinL’EdC porta una cultura – la “cultura del dare” - che si va sempre più formando e arricchendo nella teoria economica come nella vita delle persone e delle imprese che la fanno propria. Dal lancio del progetto, nel 1991, questa cultura ha spinto gli studiosi a concepire un nuovo modo di pensare l’economia e la gestione aziendale. Parallelamente le imprese hanno sperimentato nella vita aziendale le categorie tipiche del progetto. Parole come gratuità, reciprocità, fraternità hanno cominciato a diventare esperienze concrete mostrando semi di una gestione di comunione.

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L’arte di gestire le crisi nelle Organizzazioni a movente ideale

L’arte di gestire le crisi nelle Organizzazioni a movente ideale

di Alessandra Smerilli
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Alessandra_SmerilliLe motivazioni intrinseche hanno un valore molto importante nella vita civile e anche nella vita economica e nelle organizzazioni. Se c’è, però, un luogo nel quale la gratuità gioca un ruolo tutto speciale è quello delle “organizzazioni a movente ideale” (OMI), un’espressione che oggi viene usata per indicare quelle organizzazioni – associazioni, ONG, imprese sociali o le imprese di economia di comunione, ecc. – nelle quali il movente ispiratore (o che ha ispirato la loro costituzione) non è primariamente il profitto, né elementi esclusivamente strumentali, ma un movente ideale, una missione o una “vocazione” che, in vari modi, nasce dalle motivazioni intrinseche dei suoi promotori.

Anche le imprese di Economia di Comunione (EdC) possono essere definite OMI, anzi ne rappresentano una sorta di ideal-tipo, dato il ruolo chiave della idealità nella loro identità.

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La cultura EdC in Brasile

La cultura EdC in Brasile

di Andréa Cruz
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30__Andra_CruzIn quale modo questo articolo si propone di parlare della cultura EdC in Brasile? Perchè, in senso lato, tutto è cultura: sia la concretizzazione del progetto, cioè le aziende con l’intera rete di rapporti e di relazioni che sorgono dalla vita delle organizzazioni, la comunione con le persone in difficoltà economiche e poi, naturalmente, l’aspetto della produzione culturale, gli studi che si pongono in dialogo con molteplici approcci teorici sviluppati dai pensatori classici e contemporanei di varie discipline.

È di quest’ultimo tipo di cultura che cercheremo di parlare in queste poche righe.
Innanzitutto un’avvertenza: non si può parlare di un Brasile unico, perchè il Brasile contiene in sé tanti “Brasile”. Lo sguardo che questo articolo si propone è quello che parte dal Centro di studi, ricerca e documentazione, “Filadélfia” - la cui sede si trova nella Mariapoli Ginetta, per giungere fino a Vargem Grande Paulista, nello stato di San Paolo.

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Lavorare in comunione in momenti di crisi

Lavorare in comunione in momenti di crisi

di Silvano Gianti
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Silvano_GiantiNon sfuggono alla crisi che attanaglia l’economia mondiale le aziende del levante ligure. Soltanto nel comprensorio del Tigullio sono quasi settecento i lavoratori di quattordici aziende, di tutti i settori, compreso quello nautico, in cassa integrazione.
E' di questi ultimi tempi la proposta di un nuovo patto territoriale voluto dal presidente della Provincia di Genova e dall’assessore allo sviluppo economico nel corso degli “stati generali” con enti locali, istituzioni e parti sociali promossi dalla stessa Provincia alla Società Economica. Durante l’incontro, gli amministratori hanno proposto “un metodo concreto per costruire una piattaforma di iniziative condivise, partendo dall’analisi della situazione per rispondere alla crisi nel Tigullio, conseguenza della crisi globale dovuta a politiche economiche sbagliate e lontane dall’economia reale fondata sul lavoro”.

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Notizie dal Polo Lionello

Notizie dal Polo Lionello

di Carla Pagliarulo
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Carla_PagliaruloA cento giorni dalla sua nomina, abbiamo intervistato la presidente del Consiglio di Amministrazione del Polo, Eva Gullo: “Siamo all’inizio di questa avventura e gli incontri tra noi del Consiglio di Amministrazione sono una conquista, per le distanze da superare e i numerosi impegni di ciascuno. Ma c’è gioia profonda di rivedersi, senso di responsabilità per l’incarico ricevuto e impegno nel fare tutta la nostra piccola parte per un progetto che trascende tutti noi. Serve investire tempo per generare un vero rapporto di comunione tra noi e valorizzare il contributo di ciascuno, così da essere insieme agli abitanti del Polo, un’unica realtà. Partendo da qui è possibile sviluppare sempre più profondamente la comunione tra gli imprenditori presenti al Polo, tra azionisti e imprese, anche del territorio italiano e le sue istituzioni, avendo sempre presente quello che Chiara Lubich ci ha detto: ‘l’EdC è nata per arrivare un giorno a dare questo esempio: un popolo dove non c’è l’indigente, non c’è il povero’”.

 

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L’Economia di Comunione e la Giustizia Globale

Il progetto di EdC rappresenta una novità in campo economico, ma anche politico e filosofico. Esso infatti affronta temi cruciali che sono al centro della filosofia politica contemporanea

L’Economia di Comunione e la Giustizia Globale

di Vittorio Pelligra
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Vittorio_Pelligra_3L'opera più importante nell’ambito della filosofia politica del 900 è sicuramente Una Teoria della Giustizia (1971), del filosofo americano John Rawls. Costituendo il punto di riferimento per tutti coloro che si occupano, anche indirettamente, di questioni di filosofia politica, la teoria rawlsiana ha naturalmente attirato verso di sé una quantità di critiche e tra queste, due in particolare, mi paiono degne di nota. Vorrei discuterne qui, soprattutto perché pongono in relazione la Teoria della giustizia con problemi di grande rilevanza sia teorica che pratica. Tale discussione ci consentirà anche di iniziare a definire uno sfondo ampio nel quale leggere alcune delle caratteristiche, a mio avviso, più interessanti, del progetto di Economia di Comunione.

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La Loppiano Prima diventa caso di studio

La Cooperativa Loppiano Prima, alla Conferenza Internazionale su "Pensiero Sociale Cattolico ed Educazione al Management"

La Loppiano Prima diventa caso di studio

di Caterina Ferrone
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Caterina_FerroneIn occasione del convegno “The Good Company” organizzato a Roma nel 2006 dall’Università Pontificia San Tommaso di Roma in collaborazione con l’Università Cattolica “Saint Thomas” del Minnesota, USA, alcuni docenti decidevano di realizzare per gli studenti universitari americani un libro di “Etica Aziendale” in cui presentare casi di eccellenza utili ad affrontare il legame tra fede religiosa e gestione aziendale.

A tal fine venivano proposte due aziende EdC, una americana, la Mundell Associates, che opera nel settore ambientale, ed una italiana, la Cooperativa Loppiano Prima; quest'ultima era nata vent’anni prima del lancio del progetto EdC e da Chiara stessa definita “prodromo delle aziende EdC”, era cresciuta assieme alla cittadella internazionale di Loppiano, che vuole essere una viva attuazione del carisma dell’unità e del messaggio del Vangelo.

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Undici nuove tesi di laurea

Undici nuove tesi EdC

di Antonella Ferrucci
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

n28_pag._11_antonella_ferrucciSono 11 le nuove tesi di Laurea che presentiamo in questo numero. Fra queste, 5 sono lauree di primo livello, 1 è una tesi quadriennale vecchio ordinamento, 4 di specializzazione e 1 è una tesi di dottorato. Quest’ultima è anche la prima tesi su EdC discussa in Russia. è presente anche, per la prima volta, una tesi polacca. Le tesi descritte sembrano avere quasi un unico filo conduttore, quello dei beni relazionali e del nuovo tipo di governance che diventa esplicito per chi vive radicalmente EdC. Due diverse tesi analizzano il particolarissimo caso aziendale rappresentato dal Consorzio Tassano. Una tesi affronta l’originale approccio che EdC ha nei confronti della povertà, rispetto agli altri modelli economici.

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La stella polare dell’impresa EdC

Percorsi di cultura e struttura organizzativa nelle imprese di EdC

La stella polare dell’impresa EdC

di Giuseppe Argiolas
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

N30_Giuseppe_ArgiolasSe prendiamo in considerazione l’evoluzione delle teorie del management, emerge con chiarezza quanto esse siano state e siano influenzate, nella costruzione teorica e nella pratica operativa, da una ben precisa prospettiva culturale. Se in ogni periodo storico è emerso un “modello manageriale” dominante, non sono mancate le eccezioni che hanno proposto soluzioni innovative e, in qualche modo, alternative.

Il contesto storico in cui viviamo, proprio perché caratterizzato da profonde criticità, può costituire un momento privilegiato per mettere in discussione il modello attualmente dominante, o più precisamente per una ricerca autentica di ciò che l’impresa può e deve essere nelle sue relazioni con tutte le persone ed organizzazioni che sono, in diversi modi, ad essa collegate.

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Cosa suggeriscono le imprese sociali all’EdC

Negli ultimi anni è cresciuto l’interesse per il tema della “social entrepreneurship”, che ha trovato nel premio Nobel per la pace 2006 Muhammad Yunus uno dei suoi leader carismatici (nell’ultimo libro Yunus sostituisce il termine “microcredito” con “social business”).

Cosa suggeriscono le imprese sociali all’EdC

di Luca Crivelli
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

crivelliPur coscienti delle differenze tra la visione nordamericana di imprenditorialità sociale e quella europea (incarnata in particolare dal network EMES), quanto sta avvenendo sulle due sponde dell’Atlantico non può non suggerire alcune interessanti piste di riflessione anche a noi che, su vari fronti, siamo impegnati nel realizzare un’economia di comunione (in questo testo non viene considerata esplicitamente l’esperienza dell’America Latina, non perché essa non sia significativa ma per la poca conoscenza delle caratteristiche dell’esperienza da parte dell’autore).

Il punto di partenza è rappresentato, in entrambi i contesti, da una penuria di risorse, che si rende manifesta a partire dagli anni ‘80: negli Stati Uniti sono le donazioni filantropiche a non essere più sufficienti per garantire il funzionamento del settore non profit; in Europa è piuttosto la crisi dello Stato-Provvidenza a portare ad una riduzione dei fondi disponibili per l’erogazione di servizi sociali.

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Dialogo con i lettori

Dialogo con i  lettori

Il dono di un lavoro
da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.30 - dicembre 2009

La mia famiglia ha avuto diverse crisi finanziarie e solo grazie al contributo ricevuto da EdC per le tasse universitarie ho potuto continuare a studiare, ed adesso mi serviva un lavoro ...Nel giugno 2008 mi iscrivo malgrado le difficoltà ad un concorso federale per un posto a Salto, la mia città, che prevedeva esami nella capitale: avevo partecipato anche ad un altro concorso e  gli esami venivano fissati proprio lo stesso giorno. Così avrei dovuto sostenere al mattino un esame a Salto e nel pomeriggio nella capitale a 110 km di distanza.

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L'alba della mezzanotte

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