n-29Notiziario EdC

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Economia di "Comunione - una cultura nuova"
n.29 - settembre 2009

Rapporto sulla destinazione

degli aiuti Edc 2009

 

 

 

L´EdC dopo 18 anni

L´EdC dopo 18 anni

Di Alberto Ferrucci
Da Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

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Il 29 maggio 2009 il progetto EdC  è diventato maggiorenne e ci sembra un segno che in questo stesso anno, con la enciclica "Caritas in Veritate", la Chiesa Universale lo abbia riconosciuto come proprio. Chiara, che diciotto anni fa lo annunciava consegnandocelo, oggi lo ammira dal cielo "già" nel suo dover essere, come una delle perle del suo Carisma. Adesso tocca a noi, portarlo avanti giorno per giorno "verso" il suo dover essere, consapevoli che esso non è solo per noi e che fin dal primo giorno è stato pensato per l'umanità di questo millennio, che,  in crisi, ogni giorno di più lo attende.

Per diffondere il progetto occorre saper elaborare, trasmettere ed avvalorare i suoi messaggi con la concretezza dell'esperienza di chi già lo applica: occorrono quindi  esperienze concrete, elaborazione teorica e mediatica e la disponibilità dei media: per questo ci impegniamo a tenere sempre aggiornato il sito web: www.edc-online.org, traducendone i contenuti in tempo reale attualmente in cinque lingue.

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"Dare"


“Dare”

da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

«“Cultura del dare”… queste parole non sono forse l’antidoto a quella cultura dell’avere che oggi domina e proprio Chiara_Lubichnell’economia? Certamente sì.
Esse significano quella tipica cultura che il nostro Movimento porta in sé ed irradia nel mondo: la cultura dell’amore
».

«Dare, dare, attuare il “dare”. Far sorgere, incrementare la cultura del dare. Dare quello che abbiamo in soprappiù o anche il necessario, se così ci suggerisce il cuore. Dare a chi non ha, sapendo che questo modo di impiegare le nostre cose rende un interesse smisurato, perché il nostro dare apre le mani di Dio ed Egli, nella sua Provvidenza, ci riempie sovrabbondantissimamente per poter dare ancora e ricevere di nuovo e così poter venire incontro alle smisurate necessità di molti».

«La causa dell’Economia di Comunione però non domanda solo l’amore ai bisognosi, ma verso chiunque perché così la spiritualità dell’unità esige. E perciò vuole che si amino tutti i soggetti dell’azienda.
Diamo sempre; diamo un sorriso, una comprensione, un perdono, un ascolto; diamo la nostra intelligenza, la nostra volontà, la nostra disponibilità; diamo le nostre esperienze, le capacità. Dare: sia questa la parola che non può darci tregua
».

Chiara Lubich

Chiara Lubich, Quattro aspetti dell'Economia di Comunione, intervento al convegno "Dieci anni di EdC", Castel Gandolfo (RM), aprile 2001

Con l’EdC, oltre la crisi

Con l’EdC, oltre la crisi

di Luigino Bruni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

Il 2008 e il 2009 verranno ricordati come gli anni della crisi economica globale, una crisi che ha radici Luigino_Bruninella trasformazione del sistema economico, non più basato sull’economia reale ma sempre più su quella finanziaria. Ne è emerso un sistema fragile, vuoto, che accentra la ricchezza nelle mani di pochi e scarica i costi sulla collettività. È la manifestazione più drammatica di un processo che ha portato negli ultimi due secoli a sostituire la ricerca personale del benessere privato alla ricerca collettiva del bene comune, ad ogni costo.

Crediamo infatti che la crisi in atto sia di natura non solo e non tanto economica, ma soprattutto culturale, morale, che riguardi il nostro stile di vita e il nostro rapporto con i beni e con gli altri. Con l’avvento e lo sviluppo della società industriale e tecnologica, infatti, ci siamo progressivamente illusi di poter “immunizzarci” dai rapporti personali e dalle “ferite” che questi inevitabilmente procurano, puntando sempre di più ad accumulare denaro come mezzo di soddisfazione dei bisogni, come segnale di “status”, e come “medium” delle relazioni. Da qui l’indebitamento a catena e la corsa folle ai consumi, ma anche l’affidamento delle proprie “sicurezze” al denaro. Non ci siamo accorti, così, che prendendo le distanze dai rapporti umani siamo divenuti immuni alla felicità stessa, che si può vivere solo nell’incontro drammatico con gli altri. C’è necessità di un cambiamento soprattutto nella cultura: mai come in questo ultimo anno esso è invocato, necessario e atteso.

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I progetti

I progetti

di Francesco Tortorella

da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

n28_pag._09__francesco_tortorellaPovertà, miseria, esclusione sono concetti che non identificano un’unica situazione, ma assumono connotazioni diverse in ogni contesto, in ogni epoca, per ogni persona. Ci sono situazioni di sofferenza dovute all’età o alla malattia, altre dovute alla mancanza temporanea di reddito sufficiente, disagi dovuti a calamità e altri dovuti alla carenza di istruzione.

Ci sono situazioni di povertà dalle quali è possibile riscattarsi – acquisendo una formazione professionale o ottenendo un credito per avviare un lavoro in proprio – e situazioni, invece, che possono essere alleviate ma non completamente superate – una disabilità permanente, una malattia cronica, una pensione insufficiente -. Povertà temporanee e povertà strutturali vanno affrontate in maniera diversa, con interventi diversi e adeguati a ciascuna situazione.

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La formazione di uomini nuovi

La formazione di uomini nuovi


di Benedetto Gui
da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

Chiara Lubich ha più volte affermato che «senza uomini nuovi non si fa una società nuova». E siccome Studenti_Sophia_ridl’obiettivo ambizioso dell’EdC è quello di contribuire a trasformare la società, occorre iniziare a formare “uomini nuovi” capaci di vivere la cultura del dare, persone rinnovate che sappiano scegliere ogni giorno la comunione come stile di vita, anche nell’attività economica.

Per questo, una parte degli utili messi in comune dalle imprese che aderiscono al progetto è destinata ogni anno ad attività di formazione alla cultura del dare e della comunione. Esse coinvolgono persone di ogni cultura e fascia sociale, in tutto il mondo, in vario modo partecipi dell’esperienza EdC: persone indigenti, giovani studenti, famiglie, operai, imprenditori, ecc.. È un investimento nel rafforzamento della cultura della gratuità e della reciprocità, e per far sì che anche in futuro molte persone indigenti possano trovare sostegno in una comunità viva, che vive un’economia di comunione.

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La collaborazione con l’AMU

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di Leo Andringa
da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

Sempre più stretta, operativa e feconda è la collaborazione tra EdC e AMU che, iniziata già una decina di anni fa, a partire dal 2006 si è significativamente rafforzata.

Cos’è l’AMU
L’Associazione Azione per un Mondo Unito Onlus (AMU) è stata costituita nel 1986 con lo scopo di promuovere progetti di cooperazione nei Paesi del sud del mondo e diffondere ovunque la cultura delN29_Pag._16_Amu_1 dialogo e dell’unità tra i popoli. Ispirandosi al principio ed ai valori della fraternità universale su cui si fonda l'esperienza del Movimento dei Focolari, l’AMU si impegna a realizzare, insieme alle popolazioni coinvolte, attività sostenibili che pongano le premesse per un effettivo sviluppo, nel rispetto della realtà sociale, culturale, ed economica locale, ed in spirito di dialogo ed ascolto reciproco.  I settori d’intervento finora attivati in diversi paesi dell’America Latina, Africa, Asia ed Europa dell’Est riguardano la formazione professionale, lo sviluppo dell’agricoltura e dell’artigianato, la cura e prevenzione delle malattie, l’istruzione di base, il sostegno alle necessità primarie (casa, alimentazione e salute) ed altre attività di sviluppo sociale e formazione umana.

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Sintesi dei dati EdC 2009

Sintesi dei dati EdC 2009

di Leo Andringa
da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

Presentiamo in questa sezione una sintesi globale dei dati del progetto EdC nel 2009. Nelle sezioni successive, invece, verranno illustrati distintamente prima i dati relativi agli utili messi in comunione dalle imprese e poi quelli relativi ai contributi personali dei membri del Movimento dei Focolari.

I dati sulle entrate si riferiscono ai fondi pervenuti nel periodo ottobre 2007-settembre 2008; i dati sulle uscite si riferiscono ai fondi impiegati nel periodo ottobre 2008 – settembre 2009.

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La destinazione degli utili delle imprese EdC

La destinazione degli utili delle imprese EdC

da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

Presentiamo in questa sezione una sintesi dei dati relativi agli utili messi in comune dalle imprese che aderiscono all’EdC, destinati agli scopi tipici del progetto nel 2009.

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La destinazione dei contributi personali

La destinazione dei contributi personali

da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

Esaminiamo in questa sezione l’impiego dei contributi personali destinati da membri del Movimento dei Focolari o da persone che sostengono il progetto EdC a persone in situazioni di difficoltà in tutto il mondo. Questa seconda fonte di risorse per i progetti EdC sottolinea nel concreto che l’Economia di Comunione va oltre la comunione di utili delle imprese. Questa comunione di beni spontanea e personale dà visibilità all’elemento portante del progetto: “siamo poveri, ma tanti”, che interpella non solo gli imprenditori, ma ogni persona, a vivere nell'apertura alla condivisione ed alla Provvidenza.

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L’EdC e le sfide aperte

L’EdC e le sfide aperte

di Luigino Bruni
da "Economia di Comunione - una cultura nuova"  n.29 - settembre 2009

N29_Luigino_Bruni_2Questo secondo rapporto EdC nasce soprattutto da una esigenza di reciprocità e di comunione con tutti i vari attori del progetto: con gli imprenditori che donano annualmente generosamente e fiduciosamente i propri utili, con le tante persone che con la loro comunione dei beni rendono possibile la realizzazione dei progetti EdC, con l’AMU e i suoi interlocutori privati e istituzionali, e con tutti coloro che chiedono al mondo EdC di essere sempre più capace di dar conto della comunione che vive e promuove.

Sappiamo di essere ancora lontani da un rapporto che esprima l’intera realtà EdC, sempre più articolata e complessa nella varie regioni del mondo. In questo rapporto e in quello precedente del 2008 i dati forniti sono stati relativi soprattutto alle entrate e all’impiego degli utili donati, e ai progetti che stiamo sostenendo. Dal prossimo anno vorremmo aggiungere al rapporto un secondo elemento co-essenziale, vale a dire i dati relativi alle imprese. Da circa un anno abbiamo lanciato un “nuovo censimento” delle imprese EdC in modo da avere dati aggiornati da pubblicare.

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