In ascolto della vita

Spighe di grano rid modIn questa categoria sono disponibili gli editoriali di Luigino Bruni della serie "In ascolto della vita" a commento del libro di Isaia, pubblicati su Avvenire dal 26 giugno 2016

 

Parole per il tempo di tutti

In ascolto della vita/29 - Il profeta è maestro della luce perché sa la notte

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire l'08/01/2017

Lago Albano rid«La marea umana frangendosi ai piedi della torre continuamente lambita dalla sua miseria, seguita a ripetere la sua domanda: shomèr ma-millàilah? ‘Quanto manca al giorno?’. Il tono dell’oracolo è sconcertante per la sua inaudita cortesia: ‘se vi piace interrogare, tornate …’. Non importa sapere. Quel che importa, quel che fa vivere, è che non perdiamo quella angelica trepidazione, il bisogno, la voglia di sapere a che punto sia o quando finirà la notte o che cosa significhi notte. La peggiore delle sciagure è che cessino il venire e il domandare.»

Guido Ceronetti, Il libro del profeta Isaia

Nessuna epoca ha conosciuto una produzione e una moltiplicazione di parole come la nostra. Le culture antiche, contadine e analfabete, proprio perché non sapevano né scrivere né leggere, perché conoscevano poche parole, intuivano che la parola, le parole, contenevano in sé un misterioso potere, lo rispettavano e lo temevano. Non sapevano né leggere né scrivere ma sapevano parlare. Non sapevano scrivere poesie, ma le sapevano raccontare, le sapevano vivere.  Il nostro tempo che inondato dalle parole ha smarrito il senso della parola, non ha gli strumenti per riconoscere i profeti, e li confonde con i creatori e venditori di chiacchiere. Per riconoscere e comprendere i profeti – e solo Dio sa quanto ne avremmo bisogno – dovremmo semplicemente reimparare a parlare.

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Chi non grida più perde Dio

In ascolto della vita/28 - Il buono che resiste dà radici al futuro, e salva tutti

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 31/12/2016

jacob y el angel 299x300«Quando troverai sopra un albero o per terra un nido con uccellini o uova e la madre che sta a covare, non prenderai la madre sui figli, lascia andar via la madre. Perché tu sia felice e goda lunga vita» (Deut. 22,6-7) – è la stessa promessa fatta a chi "onora il padre e la madre". Si narra che Rabbì Elishà ben Avujà una volta vide un uomo salire in cima a una palma, di sabato, e prendere dal nido la madre insieme con i piccoli. E lo vide scendere illeso. Un altro uomo, invece, dopo il sabato, salì sulla palma, prese i piccoli, e lasciò volar via la madre. Scese, un serpente lo morse e lui morì. Disse Elishà: «Non c'è giustizia, non c'è Giudice». E abiurò. E come fece Elishà a mostrare che aveva perso la fede? Non costruì una filosofia atea: in un giorno di sabato sradicò un ciuffo d'erba.

Paolo de Benedetti, Uomini e profeti, Radio3

Un’anima profonda della cultura dell’Occidente è il risultato dell’incontro e della tensione vitale tra l’umanesimo greco e quello biblico. Tra il genio filosofico dei greci, indagatore della verità in una libertà assoluta e sciolta da qualsiasi riferimento al passato, alla tradizione o a testi sacri, e l’ethos biblico, più orientato alla vita che alla verità, che guarda avanti, ma non è libero né sciolto dal legame con l’inizio, perché ancorato a un primo Patto e a una promessa imprescindibili.

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Altri angeli sulla stessa grotta

In ascolto della vita/27 - L’attesa è la condizione ordinaria della vita buona

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 24/12/2016

Notte stellata Corea ridSe noi acconsentiamo, Dio depone in noi un piccolo seme e se ne va. Da quel momento, a Dio non resta altro da fare, e a noi nemmeno, se non attendere. Dobbiamo soltanto non rimpiangere il consenso che abbiamo accordato, il sì nuziale. Non è facile come sembra, perché la crescita del seme, in noi, è dolorosa"

Simone Weil, Attesa di Dio

L’attesa è la condizione ordinaria della vita buona. Ogni anno riviviamo l’Avvento, perché pur sapendo che quel bambino è già venuto, sappiamo anche che deve tornare. Il popolo d’Israele credeva e sapeva che Abramo aveva incontrato il Signore, che era apparso ai patriarchi, ad Agar. Mosè parlava con lui faccia a faccia, e tutti i profeti avevano conosciuto la voce, visto il cielo e gli angeli. Eppure continuavano ad attendere l’Immanuel, quel Dio-con-noi, che era già venuto, e che doveva tornare.

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Benedetto il tempo deluso

In ascolto della vita/26 - A ogni casa e a ogni comunità serve sempre aria nuova

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/12/2016

Albero bucato ridAhimè, che cosa sono alle volte le nostre idee! Appena la nostra maschera. Io posso esprimere idee generosissime, poniamo, sulla condizione dei poveri; e le mie idee sono generose: ho tuttavia una ricca e bella casa, e i poveri non li vedo che sulla strada. Qual è il mio amore, nel caso? Per la povertà e per i poveri? Ma no, certo: altrimenti sarei tra di loro, uno di loro: le mie idee sono per la povertà, ma il mio amore è per la mia casa"

Giuseppe de Luca, Introduzione alla storia della pietà

Ogni comunità vive della tensione vitale tra interno ed esterno. Tra l’esigenza di preservare la propria identità e il bisogno di accogliere chi bussa alla porta. Aprire per far entrare aria fresca che vivifichi la casa, chiudere per trattenere il tepore creato dall’intimità dei rapporti tra gli abitanti. In genere è la paura di perdere il buon calore a prevalere, e le comunità si trasformano progressivamente in club privati di uguali che consumano beni relazionali tra di loro, dentro steccati protettivi che col tempo diventano veri e propri muri.

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Il necessario è troppo poco

In ascolto della vita/25 - Imparare a vivere il tempo della maturazione del seme

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire l'11/12/2016

pescadorCerco la parola. / La nostra lingua è impotente, / i suoi suoni all’improvviso – poveri. / Cerco con lo sforzo della mente / cerco questa parola – ma non riesco a trovarla. / Non riesco.

Wislawa Szymborska, Cerco la parola

Nascosto nel cuore dell’umanità c’è sempre stato il desiderio profondo di una terra della gratuità. Una terra dove ogni uomo, ogni donna, ogni povero abbia pane, acqua, latte, miele, senza che l’accesso a questi beni fondamentali della vita sia mediato dal possesso del denaro. Perché sappiamo, sentiamo, che più profondo della legge del dare e dell’avere della moneta e della finanza c’è un legame di fraternità più vero delle diseguaglianze economiche e sociali, che ci chiama, e attende che lo scopriamo e lo riconosciamo.

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Le ferite feconde del parto

In ascolto della vita/24 - La novità compresa dell’ "uomo dei dolori" genera gioia

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 04/12/2016

Pietà postmoderna ridCanto l’uomo che è morto, non il Dio che è risorto. Canto l’uomo infangato, non il Dio che è lavato. Canto l’uomo impazzito, non il Dio rinsavito’

Roberto Roversi e Lucio Dalla

I canti del servo sono la vetta del libro di Isaia e uno dei brani più alti della letteratura spirituale di tutti i tempi. È un testo profetico e poetico mirabile, capace di raccogliere le attese e le speranze della storia che lo ha preceduto e di prefigurare un uomo e un Dio che ancora non c’erano. Parole improbabili, versi che nessuno aveva mai scritto, che non potevano essere scritti. E invece li abbiamo.

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Chiamati a fondare tende

In ascolto della vita/23 - Oltre i fallimenti, «secondo giorno» di ogni vocazione

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 27/11/2016

Maschere CoreaTerminato il Vangelo secondo Marco, Espinosa si accinse a leggere un altro dei tre Vangeli restanti; il padre dei Gutre gli chiese di ripetere quello che aveva già letto, per capirlo bene. … Il giorno seguente, il padre parlò con Espinosa e gli domandò se Cristo si era fatto uccidere per salvare tutti gli uomini. Espinosa gli rispose: «Sì. Per salvare tutti dall’inferno.» … Il padre e i due figli avevano seguito Espinosa. Genuflessi sul pavimento di pietra gli chiesero la benedizione. Poi lo maledissero, gli sputarono addosso e lo spinsero fino in fondo al cortile. Il capannone era senza il tetto; avevano staccato le travi per costruire la Croce.’

J.L. Borges, Il vangelo secondo Marco

Le nostre parole più importanti hanno la capacità di diventare storia, carne, di incarnarsi nella nostra vita.

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La maledizione delle risorse

In ascolto della vita/22 - Ci acceca ridurre i profeti a «professionisti dell’impero»

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 20/11/2016

Albero Seoul ridPerché i poeti nei tempi della povertà?’

Friedrich Hölderlin, Pane e vino

 “Stattene pure nei tuoi incantesimi, nelle tue infinite magie! forse potrai giovartene, forse potrai far paura! Coloro che sezionano il cielo ti aiutano, quelli che scrutano le stelle, che ogni mese ti pronosticano che cosa ti capiterà… Così sono diventati per te gli aruspici con i quali ti sei affaticata fin dalla giovinezza. Uno dopo l’altro barcollano, nessuno ti viene in aiuto.” (Isaia 47, 12-15).

Il Secondo-Isaia, in questo bellissimo capitolo di profezia poetica, annuncia la distruzione di Babilonia. La sua superbia e il suo imperialismo (“Tu che pensi nel tuo cuore: io e nessun altro”: 47,8) la stavano conducendo alla rovina. Alla radice di questo imminente crollo non c’è solo la hybris tipica di tutti gli imperi, né soltanto l’idolatria che nei capitoli precedenti il profeta aveva messo al centro della sua disputa.

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E mai nessuno tocchi Adamo

In ascolto della vita/21 - Non si può essere gelosi del nome e della presenza di Dio

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 13/11/2016

Porta Appia Antica ridUna volta il Baalschem evocò Sammael, il signore dei demoni, per una cosa necessaria. Questi gli gridò: ‘Come osi evocarmi? Tre volte soltanto m’è avvenuto finora: nell’ora dell’albero, nell’ora del vitello, nell’ora della distruzione del tempio’. Il Baalschem ordinò ai discepoli di scoprire le fronti. Allora Sammael vide su ogni fronte il segno dell’immagine secondo cui Dio crea l’uomo, e fece ciò che gli veniva richiesto. Ma prima di andarsene disse: ‘Figli del Dio vivente, permettetemi di stare qui con voi ancora un poco a contemplare le vostre fronti’”

Martin Buber, Storie e leggende cassidiche

 L’Ulisse di Omero e quello di Dante dicono, assieme, vocazione e destino dell’uomo occidentale. Richiamo invincibile della terra e della casa e, allo stesso tempo, bisogno altrettanto invincibile di ripartire verso nuovi mari sconosciuti. Il mare da solcare per tornare a casa, lo stesso mare che seduce e chiama per nuove partenze.

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Le consolazioni della profezia

In ascolto della vita/20 - Fedeli al popolo e a Dio, anche quando sembra vinto

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/11/2016

Fiore cigno ridNon sono mio contemporaneo, nessun poeta lo è. Sono vostro contemporaneo, ogni poeta lo è

Giovanni Casoli, Tutto è intimo

Nahamù nahamù ‘ammì: «Consolate, consolate il mio popolo» (Isaia 40,1). Con queste parole inizia la seconda parte del libro di Isaia. Un’opera di un autore rimasto senza nome, che si riconosce nella scuola del primo Isaia e che la tradizione biblica ha voluto inserire dentro lo stesso rotolo. Un autore diverso, vissuto circa due secoli dopo il primo profeta "figlio di Amos’", ma non inferiore al primo per forza profetica e poetica.

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Questo è il posto di Dio

In ascolto della vita/19 - E’ nel mondo che si manifesta, e qui lo incontriamo

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 30/10/2016

Albero statua crop ridForse un tratto del volto crocifisso si cela in ogni specchio; forse il volto morì, si cancellò, affinché Dio sia tutti. Chi sa se stanotte non lo vedremo nei labirinti del sogno e non lo sapremo domani

J. L. Borges, L’artefice

Il valore della vita dei profeti non sta nella nostra capacità di imitarla. Sono i falsi profeti che si presentano come modelli da imitare, ma i profeti veri sanno che se mostrano sé stessi come la realizzazione etica delle parole che annunciano, finiscono per diventare degli idoli, e così oscurare, come in una eclisse, il loro ideale. I profeti sono preziosi se e in quanto inimitabili e diversi da noi. Isaia non ha salvato il suo popolo tramite l’imitazione dei suoi discepoli, che, se si fossero limitati a questo, avrebbero soltanto ridimensionato il suo messaggio e tradito la sua memoria. I segni e i gesti profetici sono potentissimi quando compiuti dai profeti, ma diventano parodie o commedie quando li compiamo noi per imitarli.

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Le levatrici d'Egitto

Le levatrici dEgitto ridUn economista legge il libro dell’Esodo

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Raccolti nel volume Dehoniane gli articoli sull' Esodo della serie "Le Levatrici d'Egitto"

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Le imprese del patriarca

Le imprese del patriarca ridMercato, denaro e relazioni umane nel libro della Genesi

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Raccolti nel volume Dehoniane gli articoli sulla Genesi della serie "L'albero della vita"

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