Sul confine e oltre

Moletto Cascais 150In questa categoria sono disponibili gli editoriali di Luigino Bruni della serie "Sul confine e oltre", pubblicati su Avvenire dal 22 gennaio  2017

 

 

La grande libertà della festa

Sul confine e oltre/13 - La vita è più del lavoro e molto più del consumo

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 16/04/2017

Sul confine e oltre 13 rid«Vivete! Vivete la meravigliosa vita che è in voi! Nulla deve andar perduto per voi. Cercate continuamente nuove sensazioni. Non abbiate paura di nulla... Un nuovo edonismo! Di questo ha bisogno il nostro secolo. Potreste esserne il simbolo visibile. Nulla è vietato alla vostra persona. Il mondo è vostro, per una stagione...»

Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray

La religione capitalistica vuole abolire la festa. Le ha dichiarato una vera e propria guerra, che si accompagna ad una esplosione di offerta di divertimenti e di svago, che non hanno nulla, o troppo poco, dell’esperienza della festa. È questa un’altra espressione della ormai nota ‘distruzione creatrice’ del capitalismo del XXI secolo, che prima ha eliminato la festa e poi ci vende merci per cercare di sostituirla. Ma non ci riesce, perché la gratuità non si vende né si compra. E così i suoi divertimenti ci lasciano solo un grande vuoto e una grande nostalgia di festa vera, di cui i primi indigenti sono soprattutto i bambini e i ragazzi. Solo una civiltà che conosce i tempi diversi e gli spazi liberi della gratuità può essere una cultura della festa.

Leggi tutto...

Il tempio infinito della cura

Sul confine e oltre/12 - Il «ritmo» altro di tempo e relazioni che cambia la vita

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 09/04/2017

Sul confine e oltre 12 rid«Questo pomeriggio, tornando giù dalla cava con l’asino carico di breccia, non sei stata avvicinata da un uomo? Non gli hai dato un pezzo di pane?’, riprese a domandare il carabiniere. ‘E’ un peccato quello di cui mi accusa? Fare la carità è un peccato?’. ‘Non ti sei accorta – riprese il carabiniere - che quell’uomo era un soldato nemico?’. ‘Era un nemico? Che cosa vuol dire?. ‘E che aspetto aveva?’, domandò il carabiniere. ‘Un aspetto di un uomo’, rispose Caterina»

Ignazio Silone, Una manciata di more

 Ora et labora non è soltanto l’immagine e il messaggio del monachesimo. È anche il respiro della nostra civiltà, che si è costituita scandendo tempi diversi, componendo una sinfonia nella varietà dei ritmi, nell’alternanza di suoni e di silenzio. Le parole e lo spirito del lavoro sono diversi da quelli della preghiera, alleati e amici perché ad un tempo vicini e lontani, intimi e stranieri. Quando, in quegli antichi monasteri, si tornava dalla vigna e si entrava nel coro, si lasciava un tempo per trovarne un altro.

Leggi tutto...

L’utilità divorante dell’inutile

Sul confine e oltre/11 - Riti che consumano la vita e il senso del lavoro

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 02/04/2017

Sul confine e oltre 11 rid«La generosità, la nobiltà sono scomparse e, con esse, la contropartita spettacolare che i ricchi ricambiavano ai miserabili»

Georges Bataille, La nozione di dépense

Le molte, troppe persone che lavorano poco, male, o niente, non sono il solo sintomo della grave malattia del mondo del lavoro. Un altro suo grave segno di malessere, ancora poco visibile, sono quei lavoratori che lavorano troppo, che dissipano enormi energie nei nuovi riti delle imprese, nuove vittime sacrificali immolate ai nuovi dèi.

Leggi tutto...

L’epoca del dono parziale

Sul confine e oltre/10 - Sfidati a ritrovare il linguaggio della reciprocità

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 26/03/2017

«Sul confine e oltre 10 new ridL’obbligo di reciprocità nello scambio non è una risposta a specifici poteri legati agli oggetti, ma una concezione cosmica che presuppone una circolazione eterna delle specie e degli esseri»

M. Mauss, Saggio sul dono

All’origine dell’ethos dell’Occidente c’è il dono con le sue ambivalenze. Molti miti dell’inizio associano la storia umana al rifiuto degli uomini di stare e rimanere in una condizione di armoniosa reciprocità di doni. I racconti di Prometeo e Pandora (“tutto dono”), o quelli di Adamo ed Eva, ci dicono con linguaggi diversi che gli esseri umani sono incapaci di edificare la propria civiltà sul dono libero. Ma ci dicono anche che esiste un rapporto profondo tra dono e disobbedienza, tra gratuità e autorità, tra libertà e gerarchia.

Leggi tutto...

Violiamo il grande tabú

Sul confine e oltre/9 - Per un mercato guidato anche dalla «mano visibile»: il dono

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/03/2017

Sul confine e oltre 09 rid«Anche se il mondo in cui viviamo è meno violento di qualsiasi mondo del passato, questo è solo uno dei suoi aspetti. L’altro aspetto evidenzia esattamente il contrario: uno spaventoso aumento di violenza e minaccia di violenza. Il nostro mondo risparmia più vittime e contemporaneamente uccide più vittime di quanto sia mai avvenuto in passato»

René Girard, Violenza e religione

La gratuità è il principale tabù del capitalismo. La teme come il pericolo più grande, perché se la lasciasse correre liberamente nei suoi territori, ne verrebbe contagiato e il suo "veleno" ne decreterebbe la morte, oppure – ed è la stessa cosa– lo trasformerebbe in qualcosa di sostanzialmente diverso. Scorgere il tabù della gratuità dentro la nostra economia (e società) è difficile perché è coperto da un altro tabù: quello del riconoscimento della sua esistenza. Per capire, allora, il rapporto profondo tra gratuità e capitalismo dobbiamo violare questo primo tabù, iniziando, semplicemente, a parlarne.

Leggi tutto...

Ma il futuro è «senza merito»

Sul confine e oltre/8 - Dilaga la socialità a buon mercato e ci tradisce

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 12/03/2017

Sul confine e oltre 08 rid«Questa è la caratteristica di un animo grande e nobile: non ricercare un utile dai benefici fatti, ma badare al beneficio in se stesso»

Seneca, De Beneficiis

Sine merito: senza merito. Era questo il nome con cui tra Medioevo e Modernità venivano chiamati i primi Monti di pietà, quelle proto-banche popolari create e promosse dai francescani dell’Osservanza. Per sottolineare la loro natura di istituzioni umanitarie o filantropiche, si negava la presenza del merito. Qualche secolo prima, Bernardo di Chiaravalle descriveva la passione di Cristo come: donum sine pretio, gratia sine merito, charitas sine modo: dono senza prezzo, grazia senza merito, amore senza misura. Per dire dono escludeva il prezzo, per dire amore eliminava la misura, per dire grazia negava il merito. Merito prezzo misura, da una parte; dono grazia carità, dall’altra.

Leggi tutto...

Onnipotente è la moneta

Sul confine e oltre/7 - Il sacro strumento compra tutto. Ma fino a quando?

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 05/03/2017

Sul confine e oltre 07 rid«In un mondo dove con la moneta si compra tutto, la moneta diventa tutto»

Giacomo Becattini, Da una conversazione privata

Fin dall’aurora delle civiltà, il denaro ha avuto la tendenza invincibile a entrare nel territorio del sacro. I custodi del sacro hanno cercato di contenere il denaro dentro i suoi argini, ma in alcuni momenti della storia la moneta e il sacro sono diventati alleati, e hanno dato vita a culti idolatrici e a molte varianti di "mercati delle indulgenze". Nel nostro tempo l’esondazione della moneta ha generato un culto economico molto più radicale e pervasivo di quello delle età precedenti. Ma questa nuova patologia religiosa non sta generando anticorpi e riformatori capaci di capire la gravità di questo nuovo mercato globale, e reagire con efficacia.

Leggi tutto...

Gli dei facili dei mercati

Sul confine e oltre/6 - Le «canzonette» dell'analfabetismo spirituale

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 26/02/2017

Sul confine e oltre 06 rid«Le mie parole sono troppo difficili per te, per questo ti suonano troppo facili»

Yehudah ha-Levi, Kuzari

La legge aurea del mutuo vantaggio è alla base di molta vita buona degli esseri umani. Il mercato è una rete di scambi di interessi reciproci, ma anche le associazioni e persino le comunità e le famiglie possono essere descritte come un intreccio di relazioni mutuamente vantaggiose. Nei processi educativi, nelle azioni tese alla riduzione delle vulnerabilità economiche e sociali, se ci muoviamo dentro il registro del mutuo vantaggio abbiamo più speranze di dar vita a pratiche rispettose della dignità della persona, più responsabili, meno paternalistiche. Per questa ragione, sono sempre stati molti i sapienti di ogni tempo ad aver individuato nella reciprocità (non nell’altruismo né nell’interesse individuale) la prima regola della vita comunitaria e sociale. Ci sono però dei luoghi del vivere dove cercare il mutuo vantaggio non è bene, perché soddisfare i reciproci interessi porta solo e semplicemente allo snaturamento e alla degenerazione di quei rapporti. Uno di questi ambiti è quello della spiritualità.

Leggi tutto...

La salvezza non è un’impresa

Sul confine e oltre/5 - Nel tempo della «meritocrazia spirituale» dei leader

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 19/02/2017

Sul confine e oltre 05 rid«La spiritualità al lavoro sembra essere un nuovo e significativo paradigma manageriale che i dirigenti aziendali potranno sfruttare al fine di migliorare le proprie organizzazioni aumentando, fra gli altri, i livelli di impegno organizzativo, soddisfazione e performance dei propri dipendenti

Sofia Lupi, La spiritualità nelle organizzazioni

Nel ‘mercato della spiritualità’ sta rivivendo l’antica ‘Legge di Gresham’: la moneta cattiva scaccia la moneta buona. Questa legge scattava ogni volta che nelle piazze giravano due tipi di moneta: quella buona e quella falsa non facilmente riconoscibile come tale. La moneta cattiva infestava le piazze, e nel giro di poco tempo quella buona scompariva dalla circolazione.

Leggi tutto...

I tristi imperi del merito

Sul confine e oltre/4 - Una "carestia di gratitudine" riempie il mondo di dannati

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 12/02/2017

Sul confine e oltre 04 rid«La sventura è di per sé inarticolata. Gli sventurati supplicano in silenzio che vengano loro fornite parole per esprimersi. Vi sono epoche in cui non sono esauditi

Simone Weil, La persona e il sacro

Il merito è il grande paradosso del culto economico del nostro tempo. Il primo spirito del capitalismo fu generato dalla radicale critica di Lutero alla teologia del merito, ma quella "pietra scartata" oggi è diventata la "testata d’angolo" della nuova religione capitalista, che sta nascendo dal cuore di Paesi edificati proprio su quell’antica etica protestante anti-meritocratica. La salvezza per "sola gratia" e non per i nostri meriti fu posta al centro della Riforma protestante. Fu anche una ripresa, dopo un millennio, della polemica di Agostino contro Pelagio (Lutero era stato monaco agostiniano). La critica anti-pelagiana era essenzialmente un superamento dell’antichissima idea che voleva che la salvezza dell’anima, la benedizione di Dio, il paradiso, potessero essere guadagnati, acquistati, comprati, meritati dalle nostre azioni. La teologia del merito voleva imprigionare anche Dio dentro la logica meritocratica, costringendolo a punire e premiare sulla base di criteri che i teologi gli attribuivano.

Leggi tutto...

Gli idoli non sono sazi mai

Sul confine e oltre/3 - Questo mercato divora vita e rende un po’ di denaro

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 05/02/2017

Sul confine e oltre 03 rid«Il capitalismo è una religione puramente cultuale, la più estrema forse che mai si sia data. Tutto, in esso, ha significato soltanto in rapporto immediato con il culto; non conosce nessuna particolare dogmatica, nessuna teologia»

Walter BenjaminIl capitalismo come religione

Il capitalismo dei secoli XIX e XX è stato animato da uno spirito ebraico-cristiano, spirito di lavoro, di fatica, di produzione. Ma non capiamo più lo spirito del nostro capitalismo se continuiamo a cercarlo all’interno del cristianesimo o della Bibbia. La società di mercato negli ultimi anni assomiglia sempre più a una religione, ma i tratti che sta assumendo l’avvicinano alle città mediorientali di tremila anni fa, o a quelle greche e romane di alcuni secoli successivi. Ai loro spazi pubblici occupati da molte statue, da templi, steli, altari, edicole sacre, e ai loro spazi privati riempiti di amuleti, penati, e da una enorme produzione di idoli domestici. E ai loro molti sacrifici, attorno ai quali erano ordinate la vita, le feste, la morte. L’umanesimo ebraico-cristiano è stato, soprattutto, un tentativo di svuotare il mondo dagli idoli e liberarlo dai sacrifici, un tentativo solo in parte riuscito, perché è sempre stata troppo forte negli uomini la tendenza a costruire idoli per adorarli.

Leggi tutto...

Resistere al pifferaio magico

Sul confine e oltre/2 - Mentre trionfa e vacilla il mercato individualistico

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 29/01/2017

Su confine e oltre 02 rid«Vi è per tutte le passioni un tempo in cui esse sono soltanto funeste, in cui deprimono le loro vittime con il peso della stupidità – e un tempo più tardo, assai più tardo, in cui si sposano con lo spirito, si ‘spiritualizzano’»

F. NietzscheIl crepuscolo degli idoli

Una forma particolarmente importante di “distruzione creatrice” del capitalismo del nostro tempo è quella operata nei confronti della religione. L’economia di mercato è cresciuta e cresce grazie al consumo del territorio sacro, che, sconsacrato e trasformato in indifferenziato e anonimo spazio profano, è diventato nuovo terreno liberato per gli scambi commerciali. I mercanti sono tornati nel tempio, tutto il tempio sta diventando mercato, anche il sancta sanctorum è stato messo a reddito.

Leggi tutto...

Via dalla distruzione creatrice

Sul confine e oltre/1 - Tra mercato e gratuità, per trovare altre strade

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/01/2017

Su confine e oltre 01 rid«Non possiamo amare nulla se non in relazione a noi stessi. Soltanto l’interesse produce l’amicizia»

F. de La Rochefoucauld, Massime

 La solitudine nel nostro tempo cresce insieme al nostro desiderio di comunità, che cerchiamo di soddisfare con modalità e strumenti che finiscono, troppo spesso, per accrescere quel desiderio. La società di mercato ha bisogno di individui senza legami forti e radici troppo profonde, e ha i mezzi economici e politici per crearli sempre più così. Le persone con relazioni interpersonali significative, con una vita interiore coltivata, sono sempre consumatori imperfetti e difficili da gestire.

Leggi tutto...

Seguici su:

facebook twitter vimeo icon youtubeicon flickr

Rapporto Edc 2016

Cover Edc44 mod

Scarica il rapporto 
Vai alla versione online

L'Italia dell'Economia civile 2017

Logo SEC ridAlla sua terza edizione: L’Italia dell'Economia civile propone il seminario dal titolo:"Critica della ragione manageriale"

Polo Lionello Bonfanti - Figline e Incisa Valdarno (FI), 16-17 giugno 2017
Leggi tutto...

L'alba della mezzanotte

Logo Geremia Crop 150La serie di commenti di Luigino Bruni sul libro di Geremia, usciti su Avvenire

Vai alla serie completa

Logo LoppianoLab2017 rid mod

Gli imperi di sabbia

Gli Imperi di sabbia 200 ridLogiche del mercato e beatitudini evengeliche

di Luigino Bruni

Dehoniane,
collana Lampi
Bologna, Maggio 2016
vedi su Dehoniane

Leggi tutto...

Il mercato e il dono

Il mercato e il dono riddi Luigino Bruni

Università Bocconi Editore,
Milano, ottobre 2015

Collana: FRONTIERE
vedi su Egeaonline

Le levatrici d'Egitto

Le levatrici dEgitto ridUn economista legge il libro dell’Esodo

di Luigino Bruni, Dehoniane, 2015

Raccolti nel volume Dehoniane gli articoli sull' Esodo della serie "Le Levatrici d'Egitto"

Leggi tutto...

Aderisci a EdC

EoC Companies crop banner rid modRegistrando la tua azienda sul sito dedicato: edc-info.org/it/

Scopri di più...

Questo sito utilizza cookie tecnici, anche di terze parti, per consentire l’esplorazione sicura ed efficiente del sito. Chiudendo questo banner, o continuando la navigazione, accetti le nostre modalità per l’uso dei cookie. Nella pagina dell’informativa estesa sono indicate le modalità per negare l’installazione di qualunque cookie.