Luigino Bruni Vita 250Luigino Bruni

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Vai alle mie serie bibliche:

Più grandi della colpa - L'alba della mezzanotteIn ascolto della vita - Le nude domande - Un uomo di nome Giobbe - Le levatrici d'Egitto - L'albero della vita

Vai alle altre serie:

Capitali narrativi  Sul confine e oltre - Le voci dei giorni - Rigenerazioni - La grande transizione - Il nuovo lessico del ben vivere sociale


La forza debole che ci salva

Più grandi della colpa/13 - Non uccidere, salvare il nome, tagliare il lembo del mantello

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 15/04/2018

Piu grandi della colpa 13 rid«Caro male,
non ti chiedo ragioni
è questa la legge dell’ospitalità…
ti do riparo
proprio a te che mi scoperchi.
Non ti voglio bene male
ti so sapiente ti tengo d’occhio
e nido sono
di te che mi assapori
e poi sputi il nocciolo
»

Chandra Livia Candiani, Fatti vivo

Le forme del conflitto sono molte. Ogni epoca ne aggiunge di nuove, lasciando inalterate quelle ricevute in eredità. Anche la Bibbia ne conosce diverse. Il conflitto tra Caino e Abele, dove una frustrazione verticale (tra Caino e Dio che rifiutava le sue offerte) diventa violenza orizzontale (verso Abele). Il conflitto tra i fratelli maggiori e Giuseppe, dove l’invidia produce l’eliminazione dell’invidiato, venduto ai cammellieri in viaggio verso l’Egitto. O quello tra Abramo e suo nipote Lot, dovuta all’abbondanza di risorse in uno spazio comune troppo piccolo, che viene risolto per separazione, grazie alla generosità di Abramo che lascia a Lot la scelta della terra (“Sepàrati da me. Se tu vai a sinistra, io andrò a destra; se tu vai a destra, io andrò a sinistra”: Genesi 13,9).

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Umili, non umiliati

Le virtù del mercato - Troppo spesso nel passato si è fatta passare per umiltà ciò che in realtà erano vere e proprie umiliazioni. Ma la prima espressione di umiltà è quella di riscattare chi è stato umiliato.

di Luigino Bruni

pubblicato sul Messaggero di S.Antonio il 09/04/2018

Economia umiltà MSA ridUmiltà è una parola fondamentale dell’umanesimo occidentale, al centro di ogni processo educativo, che è presente in ogni persona che stimiamo davvero. Ma, come tutte le parole grandi della vita, anche «umiltà» è ambivalente, perché c’è umiltà buona e umiltà cattiva.

Non possiamo dimenticare che, nei secoli passati, in nome del valore dell’umiltà sono state umiliate tante persone, tante donne, tanti poveri. Persone umiliate dai potenti, e magari veniva loro raccomandato di coltivare l’umiltà nella loro umiliazione. Questo uso dell’umiltà e dell’umiliazione è tutt’altro che virtù, e ha generato tanto dolore e ha fatto sfiorire troppe persone. Non è infatti questa umiltà-umiliazione quella che ritroviamo nella Bibbia e nei vangeli, dove invece gli umili vengono «innalzati» (Magnificat), non vengono lasciati umiliati. Nell’umanesimo del Magnificat ciò che si loda è il riscatto di chi è stato umiliato e non lasciato nella sua condizione di vittima.

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La comunità meticcia genera

Più grandi della colpa/12 - Il mestiere di vivere s’impara mettendosi in cammino

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 08/04/2018

Piu grandi della colpa 12 rid«Da bambino, mi è capitato di guardare con simpatia e rispetto infinito il volto mezzo avvizzito di una donna su cui era come se ci fosse scritto: "di qui sono passate la vita e la realtà." Eppure viviamo, e c’è in questo qualcosa di meraviglioso. Chiamalo pure Dio, natura umana o come vuoi, ma c’è qualcosa che non so definire in un sistema anche se è molto vivo e vero, e questo per me è Dio»

Vincent Van Gogh, Lettere, 179, 193

Quando una vocazione è vera e cresce bene, agli "osanna" della folla segue puntuale il tempo della passione. Un periodo sempre cruciale, quando il disegno e il compito di quella persona iniziano a svelarsi con maggiore chiarezza, perché lo sfondo buio degli eventi ne fa risaltare i contorni luminosi. Così Davide, dopo il primo successo alla corte e nel cuore di Saul, la vittoria con Golia, il canto di gloria della donne («Saul ne ha vinti mille, Davide diecimila»), si ritrova ora costretto a fuggire e a nascondersi, perché Saul lo vuole uccidere. Il testo allora ce lo mostra fuggiasco e nomade di città in città, in continuo pericolo di vita, senza fissa dimora, vulnerabile e povero. Come Abramo, come Mosè, come Maria e Giuseppe. Anche lui arameo errante, anche lui in cerca di benevolenza e di ospitalità; come noi, come tutti, che dal giorno in cui veniamo alla luce diventiamo mendicanti di una mano buona che ci accolga e ci ospiti, e non smettiamo più di cercarla, fino alla fine.

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Bruni: Focolari, cercare nuove narrazioni

Il Movimento dei Focolari, 10 anni dopo la partenza di Chiara Lubich, ha preso maggiore coscienza dei suoi limiti. Aurora Nicosia ne parla con l'economista Luigino Bruni.

a cura di Aurora Nicosia

dal CN Extra di Marzo 2018 di Città Nuova

Movimento dei Focolari CN ridDa esperto conoscitore delle Organizzazioni a movente ideale ravvisa nel Movimento dei Focolari elementi che possono far pensare ad una crisi del Movimento stesso?

La crisi è la condizione normale dei movimenti e delle realtà umane ideali collettive, perché essendo in continua evoluzione, la “veste” di ieri diventa presto stretta crescendo. Tutto, o molto, dipende dalla gestione della crisi. Un’immagine efficace della crisi è il seme che nella terra vuole diventare pianticella: forza il suolo, lo crepa, spinge. Ma è solo un segnale che il seme è ancora vivo, e cresce. Il Movimento dei Focolari, con una fondatrice con un talento spirituale e umano enorme, che lo ha guidato con le sue prime compagne e compagni per circa sessant’anni, con una spiritualità cresciuta e sviluppatasi prima del Concilio e del Sessantotto, inevitabilmente deve gestire diverse crisi. La storia e il buon senso ce lo dicono.

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La promessa dell’amico è vera

Più grandi della colpa/11 - L’amore è uno, ma gli amori sono molti: eros, philia, agape…

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 01/04/2018

Piu grandi della colpa 11 B rid«Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [agape]? – Si, Signore, ti amo [philia].
Pietro, tu mi ami [philia]?»

Vangelo di Giovanni 21,15-17

L’amore è uno, ma gli amori sono molti. Amiamo molte persone e molte cose, siamo amati da molti, in modi diversi. Amiamo i genitori, i figli, le fidanzate e le mogli, fratelli e sorelle, maestre, nonni e cugini, poeti e artisti. E amiamo, molto, gli amici e le amiche. L’amore umano non si limita agli esseri umani. Raggiunge gli animali, tocca la natura intera, sfiora Dio. Il mondo greco, per dire amore aveva due parole principali, eros e philia, che non esaurivano le sue molte forme, ma che offrivano un registro semantico più ricco del nostro per declinare questa parola fondamentale della vita. Un lessico che era capace di distinguere il ‘ti voglio bene’ detto alla donna amata dal ‘ti voglio bene detto’ ad un amico, e allo stesso tempo riconoscere che il secondo non era né inferiore né meno vero del primo.

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Il lavoro sa vincere la guerra

Più grandi della colpa/10 - Gli umili strumenti che aggiungono pagine al libro della storia

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 25/03/2018

Piu grandi della colpa 10 rid«Spezzeranno le loro spade e ne faranno aratri, delle loro lance faranno falci;
una nazione non alzerà più la spada
contro un'altra nazione,
non si eserciteranno più nell'arte della guerra»

Isaia 2,4

Nel libro della storia che ci narra di forti e prepotenti vincitori e deboli e poveri che soccombono, si incontrano alcune pagine diverse. Sono quelle dove l’ordine naturale si ribalta, gli umili sono innalzati, i superbi sconfitti. Poche pagine, ma la loro luce folgorante illumina l’intero libro, lo trasforma, ne mutano il senso, fanno la differenza. Altri racconti, che rivelano una seconda legge di movimento dell’umanità. Quella del Magnificat di Anna e di Maria, della profezia dell’Emmanuel, della pietra scartata, del servo sofferente-glorificato, del crocifisso-risorto, di Rosa Park, di quelle cooperative organizzazioni e sindacati che hanno liberato e liberano le vittime dagli imperi e dai faraoni. Pagine che ci dicono che l’ordine gerarchico naturale non è la sola possibilità, che tutto può sempre accadere, che ci è data un’ultima chance quando tutto e tutti dicono che è impossibile. È questa stessa legge fragile e tenace che spiega perché nel frastuono delle voci forti e potenti qualche volta riusciamo ad ascoltare una piccola voce diversa, e la seguiamo; perché quella volta abbiamo saputo credere di più ad una sola piccola ragione per andare avanti e non alle cento ragioni più forti che ci dicevano di arrenderci; o perché di fronte a quel bivio cruciale non abbiamo imboccato la strada del successo e del potere ma quella che sapevamo ci avrebbe resi più piccoli e vulnerabili. Altre pagine, un’altra storia, una legge diversa. Un’altra strada, che prendiamo perché, forse, vi scorgiamo la sola possibilità di una salvezza più vera perché più piccola; o, forse, perché vi siamo docilmente condotti solo dal nostro cuore.

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L’economia della piccolezza

Più grandi della colpa/9 - Il lavoro non è mai di ostacolo alle nostre vocazioni

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/03/2018

Piu grandi della colpa 09 rid«Una volta Rabbi Bunam pregò in una locanda. Più tardi disse ai discepoli: ‘Talvolta si crede di non poter pregare in un luogo e se ne cerca un altro. Ma questa non è la via giusta. Poiché il luogo abbandonato si lagna con lui: “perché non hai voluto fare le tue preghiere su di me? Se c’era qualcosa che ti disturbava questo era proprio il segno che avevi l’obbligo di redimermi”»

Martin Buber, Storie e leggende Chassidiche

Il declino di Saul si interseca con l’ascesa di Davide, stella luminosissima nella Bibbia, forse la più luminosa nell’Antico Testamento. È il personaggio biblico di cui più conosciamo il cuore – una parola che, non a caso, fa la sua comparsa già nel primo racconto della sua vocazione («L’uomo vede l’apparenza, ma il Signore vede il cuore»: 1 Samuele 16,7).

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Cosa direbbe Chiara Lubich a quest'Italia

La fondatrice dei Focolari moriva 10 anni fa. Luigino Bruni: "Aveva capito quanto siano preziosi i corpi intermedi per la vita di un popolo. Invece la nuova politica sogna di poterne fare a meno..."

di Giuseppe Frangi

pubblicato su Vita il 14/03/2018

 Chiara Lubich rid«Chiara mi chiamò nel 1998: voleva che l’aiutassi a dare dignità scientifica alla grande esperienza dell’Economia di comunione». Luigino Bruni rievoca così il suo rapporto con Chiara Lubich, la fondatrice del movimento dei Focolarini, morta il 14 marzo di 10 anni fa. A riviverla oggi quella chiamata ha un grande contenuto profetico: Lubich avvertiva il rischio che una bellissima prassi senza una teoria che la sorreggesse potesse esaurirsi. «È un’attenzione che dice tanto della persona, della sua intelligenza oltre che della sua passione. Ho lavorato con lei sino al 2008, per dare all’Economia di comunione una strutturazione che le permettesse di alimentarsi, grazie ad un’elaborazione di pensiero in cui sono stati coinvolti tanti importanti economisti».

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È il lavoro a fondare la cittadinanza

Editoriali - Il gran dibattito su come usare il reddito per soccorrere deboli e poveri

di  Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 14/03/2018

Reddito Cittadinanza AvvenireIn queste settimane post-elettorali si sta riaccendendo il dibattito sulle diverse proposte di reddito di cittadinanza e sulle sue varianti. Il confronto è giustamente serio e appassionante, perché tocca cose molto importanti come la povertà, il lavoro, il non lavoro.

Ormai in tutti i Paesi occidentali si stanno implementando forme di aiuto economico a chi per qualsiasi ragione non riesce a produrre un reddito sufficiente per sopravvivere in una forma e in modi minimamente decenti. Ed è una buona notizia. Quindi il dibattito serio non deve vertere sul 'se' intervenire, come società politica, in soccorso dei più deboli. Questo dovere etico era ben chiaro ed esplicito già nei primi economisti moderni: «Ogni membro del corpo ha due diritti di esser soccorso dagli altri; il primo de’ quali è quello che gli dà la natura, il secondo quel che nasce da’ patti sociali» (Antonio Genovesi, 1767). L’essere soccorso dagli altri quando si è nel bisogno è insomma, riconosciuto da tempo come un diritto naturale e sociale, e il soccorrere come un dovere.

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Eredi del lembo del mantello

Più grandi della colpa/8 - Siamo cittadini di una terra parziale e incompiuta

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 11/03/2018

Piu grandi della colpa 08 rid«È ben difficile trovare in tutta la Bibbia un solo personaggio, giusto o ingiusto, che non sia stato smentito da Dio, tranne forse Abramo e Gesù. Ma proprio da queste smentite l’uomo di fede impara a dubitare di ogni istituzione che non si lasci contraddire.»

Paolo De Benedetti I profeti del re

Dopo la consacrazione da parte di Samuele, Saul inizia a svolgere la sua missione di re guerriero, un inizio che segna la sua tragica sorte, narrata in pagine tra le più avvincenti e belle di tutta la Bibbia: «I Filistei si radunarono per combattere Israele, con trentamila carri e seimila cavalieri. (...) Saul restava a Gàlgala, e tutto il popolo che era con lui s’impaurì. Aspettò tuttavia sette giorni per l’appuntamento fissato da Samuele. Ma Samuele non arrivava a Gàlgala e il popolo cominciò a disperdersi lontano da lui. Allora Saul diede ordine: "Portatemi l’olocausto e i sacrifici di comunione". Quindi offrì l’olocausto» (1 Samuele 13, 5-10).

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Generatori di mitezza

Le virtù del mercato - Nel mondo del lavoro e nella vita civile non c’è bisogno solo di un linguaggio non-violento (che è già qualcosa), occorre un linguaggio mite.

di Luigino Bruni

pubblicato sul Messaggero di S.Antonio il 05/03/2018

Economia mitezza MSA rid 300C’è una virtù molto scarsa nel mondo dell’impresa del nostro tempo, che, anche per la sua scarsità, sarebbe invece molto preziosa. Questa virtù è la mitezza, la mansuetudine. La mitezza è l’anti-violenza, ma è anche l’anti-ira, un vizio oggi parecchio popolare, che incattivisce le nostre riunioni di lavoro o di condominio, il traffico, le campagne elettorali, e che il tempo dei social ha amplificato.

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I patti sono sangue e carne

Più grandi della colpa/7 - L’Alleanza biblica stabilisce impegno e perdono, reciproci

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 04/03/2018

Piu grandi della colpa 07 rid«Cercherò di aiutarti affinché tu non venga distrutto dentro di me. Una cosa, però, diventa sempre più evidente per me, e cioè che tu non puoi aiutare noi, ma che siamo noi a dover aiutare te … Posso ormai anche perdonare a Dio che la situazione è quella che senz'altro dev'essere. Che uno possa avere tanto amore da poter perdonare Dio!»

Etty Hillesum Diario, 1942

In molti episodi-chiave della vita un solo racconto non basta, è troppo poco. Per dire che cosa è accaduto il giorno in cui ci siamo conosciuti, o in quello quando ci siamo sentiti chiamare per nome, una sola voce non basta. Quei momenti decisivi dobbiamo raccontarli molte volte, devono raccontarli persone diverse, e ognuno a suo modo. Le cose ripetute giovano, a chi racconta e a chi è raccontato. Quando questa bio-diversità manca, è negata o è combattuta, i nostri racconti si impoveriscono, il mistero della vita ci sfugge. La molteplicità delle storie protegge dall’ideologia, che si sviluppa quando ad una sola narrazione viene attribuito il crisma di verità e a tutte le altre quello di eresia. Questa molteplicità e varietà di racconti, in genere disturbano l’uomo moderno in cerca di accordo nei dati storici, ma per lo scrittore biblico è invece un linguaggio per dire la grandezza e l’importanza degli episodi che sta narrando. La non-avarizia e la generosità della Bibbia emergono anche dall’abbondanza con cui accompagna i suoi racconti più belli; come nelle lettere d’amore, dove gli aggettivi si sommano per dire un po’ ciò che non riusciamo a dire - la Bibbia è una lunga e unica lettera d’amore indirizzata a noi, che spesso rimane chiusa dentro la busta. La verità è sinfonica, sempre.

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L’unzione delle periferie

Più grandi della colpa/6 - L’entusiasmo profetico si accende nella vita ordinaria

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 25/02/2018

Piu grandi della colpa 06 c rid«I vostri figli e le vostre figlie profeteranno,
i vostri giovani avranno visioni,
i vostri anziani faranno sogni.»

Libro del profeta Gioele

La consacrazione di Saul, il primo re di Israele, si compie, ancora una volta, all’interno degli affari ordinari della vita. Saul si è allontanato da casa in cerca delle asine smarrite, animali preziosi per l’economia del tempo. Durante questa normale missione di lavoro, lo straordinario fa irruzione nella sua vita. Saul era uscito di casa per andare a lavorare, tornò a casa ‘unto del signore’. Era partito cercando asine che non trovò; trovò, invece, una vocazione, un compito, un destino, che non cercava. È questo uno degli episodi più grandi di serendipità, che non spiega soltanto perché senza andare in carne ed ossa in libreria non scopriremo mai i libri più importanti che non cercavamo che ci attendevano lì accanto a quelli meno importanti che cercavamo, ma che ci fa intuire qualcosa della logica profonda della vita spirituale. I beni più grandi della vita sono quelli che non compriamo perché non sono in vendita, quelli che non cerchiamo perché non sappiamo ancora che esistono, quelli che riceviamo perché siamo, semplicemente, amati.

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I necessari custodi del quasi

Più grandi della colpa/5 - Riconoscere i bivi sbagliati della vita, e riconciliarsi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/02/2018

Piu grandi della colpa 05 rid«Vorrei passare come una tela
su cui lo sguardo crocifisso
spegne gli idoli.»

Heleno Oliveira, Se fosse vera la notte

È molto comune che per descrivere la corruzione morale e spirituale più grande, la Bibbia usi le parole dell’economia. E lo fa perché non c’è nulla di più spirituale e teologico dell’economia, della politica, del diritto. La fede parla soltanto con le parole della vita. E allora non ci sono parole più vere per dire la natura e la qualità della nostra vita spirituale di: salario, profitto, tasse, tangenti, finanza, appalti, lavoro, impresa. Sono le parole più teologiche e spirituali disponibili ‘sotto il sole’, che conferiscono verità anche alle parole della fede. Perché se non sappiamo dire la spiritualità con le parole dell’economia, del diritto, della politica, è molto probabile che quelle parole spirituali siano, di fatto, preghiere agli idoli, anche quando le pronunciamo, devoti, dentro templi, sinagoghe o chiese. Questo la Bibbia e la sua vera laicità lo sapevano molto bene - noi oggi lo sappiamo molto meno, perché abbiamo dimenticato la Bibbia e la laicità.

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Un economista va a votare

Moralia Blog - Nel percorso del blog Moralia verso le elezioni del 4 marzo, è la volta della prospettiva di un economista.

di Luigino Bruni

pubblicato su: Il Regno il 13/02/2018

Mondo Moralia Il Regno ridIn ogni dibattito politico è fin troppo facile scivolare nel «benaltrismo»; quasi inevitabile però cadere in questa tentazione sotto elezioni, quando ogni commentatore aggiunge il suo «ben altro è importante» all’elenco dei desiderata e alle promesse dei vari partiti. Anch’io aggiungo dunque il mio elenco.

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La civiltà del dono omeopatico

Più grandi della colpa/4 - Dio onnipotente e sconfitto insegna la fede che cambia tutto

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 11/02/2018

Piu grandi della colpa 04 rid«Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.
Così, pazzo criminale qual sei
tu detti versi all’umanità,
i versi della riscossa
e le bibliche profezie
e sei fratello a Giona.»

Alda Merini, La Terra Santa

«In quei giorni i Filistei si radunarono per combattere contro Israele. Allora Israele scese in campo contro i Filistei» (4,1b). Dopo la grandiosa splendida notte della vocazione di Samuele, cambia la scena, e su Israele soffiano i venti di guerra. Compare un popolo già noto a Israele, che lo accompagnerà e combatterà per molti secoli, i filistei, un antico popolo del mare, che esercitò il predominio politico e culturale sull’intera regione, associandola al suo nome (Palestina, Philistia: la terra dei filistei). Cambia la scena, forse anche la mano del narratore, ma permangono alcuni elementi di continuità. Tra questi Eli, i suoi figli, e soprattutto l’Arca.

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Economia si scrive con l'acca

Le virtù del mercato - Le virtù del Mercato. Genesi di una parola ricca d'amore

di Luigino Bruni

pubblicato sul Messaggero di S.Antonio il 06/02/2018

Economia mercato MSA ridMilioni di persone ogni giorno si spostano, partono, arrivano. Per visitare amici, per vacanze, ma soprattutto per «lavorare». Qualche volta, guardando i molti tir, cargo, navi mercantili, ci chiediamo: che cosa li muove? Per quale ragione questa gente si alza presto al mattino, si mette in viaggio, scambia e traffica? Per gli interessi, per il profitto, per il denaro: è questa la risposta più semplice e immediata che in genere diamo a quelle domande.

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Meraviglioso mestiere è vivere

Più grandi della colpa/3 - Si può restare giusti da deboli. E ascoltare senza aver udito

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 04/02/2018

Piu grandi della colpa 03 rid«Il Maestro disse:
"Chi fa della virtù
una professione
è la rovina della virtù"»

I detti di Confucio

Sulla terra ci sono molte persone chiamate che rispondono "eccomi" anche se non sanno riconoscere l’autore della voce che li chiama per nome. Ieri, oggi, sempre. Chiamati da voci interiori diverse e sconosciute, che si innalzano dall’amore e dal dolore del mondo. In queste vocazioni, che accadono tutti i giorni in tutti gli ambiti dell’umano, ciò che davvero conta è rispondere. Ma è meraviglioso quando accanto a noi c’è un "Eli" che prima ci rimanda sereni a letto e poi ci svela il nome di chi continua a chiamarci. 

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Già cantori del non-ancora

Più grandi della colpa/2 - Il dono dei figli donati è la grammatica dell’esistenza

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 28/01/2018

Piu grandi della colpa 02 rid«Dammi da mangiare
dammi da bere …
Fame è misterioso
richiamo
alza e abbassa regge lascia
ti reggo mi lascio.
Dammi l’acqua
dammi la mano
che siamo,
nello stesso mondo.»

Chandra Livia Candiani, Dammi da mangiare

Dio ascoltò il grido di Anna e “si ricordò di lei” (1 Samuele, 1,19), come si era ricordato del suo popolo schiavo in Egitto, dopo la prima preghiera collettiva della Bibbia (Esodo 2, 23). Il Dio biblico è un Dio che sa ascoltare, tutti, ma soprattutto le vittime. Gli idoli sono sordi e muti perché sono morti. YHWH è vivo perché ha un ‘orecchio’ e può ascoltare, e può essere risvegliato dal suo sonno, ridestato nella sua disattenzione, mentre siamo sulla barca e c’è tempesta.

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La gran preghiera delle donne

Più grandi della colpa/1 - Le parole senza fiato delle vittime valgono più di tutte

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 21/01/2018

Piu grandi della colpa 01 rid«La Bibbia conosce il lamento. Il lamento è un momento estremamente critico nel rapporto con Dio, finché Dio non consola l’uomo e l’uomo non consola Dio. Profezia e liturgia portano i lamenti avanti e indietro tra il cielo e la terra»

Paolo De Benedetti, La chiamata di Samuele e altre letture

Iniziamo la lettura e il commento dei due Libri di Samuele. E comincia il tempo di una gioia nuova, quella che forse solo il contatto interiore con l’immenso testo biblico riesce, qualche volta, a donare. Soprattutto all’inizio, nel sabato dell’attesa, in quella gioia aurorale che inonda l’anima prima di sapere se e quali parole nasceranno da questo nuovo incontro con le parole in-finite della Bibbia. Prima di sapere se e come saremo capaci di farle diventare un discorso sul nostro tempo, sui nostri regni, pianti, vocazioni, tradimenti, preghiere.

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L'economista. Bruni: «La Bibbia per ridare un corpo concreto all'economia»

Per l'economista Luigino Bruni, in un mondo in cui i beni e gli interessi economici sono sempre più immateriali, il dialogo con le Scritture diventa un bagno di concretezza

di

pubblicato su Avvenire il 13/01/2017

Mondo2 58723852 ridMercato, moneta, debito, profitto: nel grande racconto biblico sono già presenti la maggior parte delle categorie, anche economiche, che hanno fondato la nostra civiltà. A questo codice simbolico dell’Occidente, nel corso dei millenni, hanno attinto a piene mani la poesia, la letteratura e l’arte. Per non parlare della filosofia o della teoria politica. Persino la psicoanalisi, in anni recenti, si è avvalsa della potenza generativa degli archetipi vetero-testamentari allargando il bacino della saggezza greca, per dirla con Charles Moeller, grazie al paradosso cristiano. L’Economia no. Anzi: quello tra Bibbia ed Economia è un incontro per troppo tempo mancato al quale, proprio per questa ragione, Luigino Bruni ha scelto di dedicare, negli ultimissimi anni, una porzione rilevante della sua ricerca. Continua infatti anche nel 2018, al Polo Lionello Bonfanti, l’esperienza iniziata a giugno con la 'Settimana di Economia Biblica': dal 15 al 17 febbraio Bruni interpellerà da economista il libro dell’Esodo, dal 14 al 16 giugno 2018 quello del Profeta Isaia.

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L’infinita mitezza che ci salva

Capitali narrativi/10 - La sfida impedire la trasformazione dell’ideale in ideologia

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 14/01/2018

180114 Capitali narrativi 10 rid«Immagina che [agli uomini legati dentro la caverna] capitasse naturalmente un caso come questo: che uno fosse sciolto, costretto improvvisamente ad alzarsi, a girare attorno il capo, a camminare e levare lo sguardo alla luce. … Credi che invidierebbe quelli che tra i prigionieri avessero onori e potenza? … o preferirebbe patire di tutto piuttosto che avere quelle opinioni e vivere in quel modo? Non sarebbe egli allora oggetto di riso? E chi prendesse a sciogliere e a condurre su quei prigionieri, forse che non l’ucciderebbero?»

Platone La Repubblica

È tipico del pensiero ideologico – di ogni ideologia ma soprattutto di quelle di natura religiosa – dar vita a una rappresentazione del mondo di tipo dicotomico o gnostico. Si esaltano la felicità, la bellezza, la verità, la luce speciale di chi è dentro quell’esperienza, e si svalutano le felicità e le bellezze ordinarie di quelli che sono fuori. L’amicizia, il lavoro, il gioco, l’arte, la vita di tutti non bastano più. C’è bisogno di caricare queste realtà di significati aggiuntivi straordinari e diversi. E presto si finisce per non riuscire più a gioire di rivedere un “amico e basta”, del “lavorare e basta”, di “pregare e basta”, di “dipingere e basta”. Si comincia a credere che la semplice vita non basti per vivere. E mentre ci si convince di vivere più degli altri, si rischia di smettere di vivere veramente.

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L’autenticità non si simula

Capitali narrativi/9 - L’infanzia nello spirito è vertice di una vita adulta

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 07/01/2018

180107 Capitali narrativi 09 rid«Ma c’è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti»

Jacques Brel-Franco Battiato La canzone dei vecchi amanti

Ogni organizzazione e ogni comunità vorrebbe membri che si identificano autenticamente con la loro missione istituzionale, che amano genuinamente le sue narrazioni, che credono veramente in quello che dicono e fanno. Dove questa difficile operazione di sincera identificazione individuale con la missione istituzionale riesce molto bene è nell’ambito delle comunità e delle Organizzazioni a Movente Ideale (OMI), soprattutto quando gli ideali sono talmente alti da bucare il cielo e farci intravvedere il paradiso. Qui si viene a creare una sinergia perfetta tra persona e comunità. Ciascuno crede, spera, ama, desidera le cose di tutti gli altri, senza che questa “socializzazione del cuore” sia vissuta come alienazione e espropriazione del cuore dei singoli.

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Economia a prova di felicità

Economia a 360 gradi - Le virtù del Mercato

di Luigino Bruni

pubblicato sul Messaggero di S.Antonio il 04/01/2018

Messagero Bruni 01 2018 ridNonostante  l’economia e il mercato ci offrano, quotidianamente, uno spettacolo di vizi, l’economia e il mercato sono abitati anche da molte virtù. Perché, semplicemente, l’economia è la vita. E quindi è piena di vizi e di virtù, come lo è la vita. In questo nostro tempo di passaggio d’epoca sono però troppe le parole spese per sottolineare i vizi dell’economia, degli imprenditori, delle banche. C’è quindi un estremo bisogno di nuove «parole buone» sull’economia, sui lavoratori, sulle imprese. C’è bisogno di bene-dizioni, che prendano il posto delle tante male-dizioni che si odono. Se non ricominciamo a parlare bene e a «riconoscere» il lavoro, potremmo immaginare tutti i sistemi incentivanti più perfetti, ma non aumenteremo la gioia di vivere nei luoghi del lavoro. Il vero bonus di cui avrebbero bisogno oggi gli insegnanti in Italia è la stima,  tremendamente  carente in un Paese che, mentre vuole incentivare maestre e professori, li tratta come dei fannulloni incompetenti. Il denaro non è mai stato un buon sostituto della gratitudine, anche se ci ha sempre provato.

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La fraternità ha mani e piedi

Capitali narrativi/8 - Fondare e continuare senza fretta, come gli equilibristi

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 31/12/2017

171230 Capitali narrativi 08 rid«Quando un genio davvero originale fa la sua comparsa nel mondo, gli uomini si affrettano a sbarazzarsene. Per raggiungere lo scopo hanno due metodi. Il primo è la soppressione. In caso di insuccesso, adottano il secondo metodo (che è molto più radicale e obbrobrioso): l’esaltazione, lo mettono su un piedistallo e lo trasformano in un dio»

Lu Xun, Introduzione a I detti di Confucio

Alle origini di molte comunità e movimenti si ritrova un’esperienza d’intensa e profonda prossimità, fra tutti e in primis con i fondatori. Un’intimità allargata che esalta e sviluppa l’intimità di ciascuno. È questo particolarissimo “bene relazionale” che attrae, sazia, affascina non meno del messaggio ideale ricevuto e annunciato. Il contatto dei cuori e dei corpi, la condivisione della stessa tavola dove si consumano pasti preparati insieme, gli abbracci veri ai “lebbrosi” che diventano subito abbracci veri e diversi scambiati l’un l’altro quando si torna a casa. Esperienze radicalmente anti-immunitarie, proprio perché non ci sono ancora le tante forme di mediazione che abbiamo inventato per non toccare la “ferita dell’altro”.

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Le grandi ali della vita

Capitali narrativi/7 - La cattiva cultura scaccia via la buona esistenza

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 24/12/2017

171223 Capitali narrativi 07 ridMa quando Cefa (Pietro) venne ad Antiòchia, mi opposi a lui a viso aperto perché aveva torto… Quando vidi che non si comportavano rettamente secondo la verità del Vangelo, dissi a Cefa in presenza di tutti: «Se tu, che sei Giudeo, vivi come i pagani e non alla maniera dei Giudei, come puoi costringere i pagani a vivere alla maniera dei Giudei?»

Paolo, Lettera ai Galati

La vita ha una sua pienezza che da sola appaga e sazia. La luna, l’aurora, il tramonto, il dolore, l’amore, uno sguardo, un bambino, sono parole incarnate più concrete e vere delle parole che usiamo per descriverle. Se così non fosse non capiremmo come mai la maggior parte delle persone, ieri e oggi, non sanno comporre poesie né saggi di teologia, ma possono toccare la vita alla stessa profondità del poeta e del filosofo. È questo accesso diretto al mistero dell’esistenza che ci fa davvero tutti uguali sotto il sole, prima delle molte diversità e diseguaglianze buone e cattive. E che, forse, ci fa ogni tanto capaci di sentire una vera fraternità universale con gli animali, con le piante, con la terra, che sentiamo vivi, come noi. Ma, come spesso accade, anche questa infinita ricchezza può trasformarsi, in certi casi, in una forma di povertà.

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La nuda libertà degli occhi

Capitali narrativi/6 - Conta riconoscere profeti e cantastorie sbagliati

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 17/12/2017

171217 Capitali narrativi 6 rid«La povertà è la prima virtù ad essere scoperta da tutti i fondatori, e la prima ad essere dimenticata dai loro successori»

Carlo Maria Martini, Per amore, per voi, per sempre

L’ideologia è una malattia molto comune e grave nelle Organizzazioni a Movente Ideale (OMI), che si sviluppa soprattutto durante le crisi di capitale narrativo, quando nella carestia di storie vere da raccontare diventa molto seducente l’offerta di nuove storie artificiali che sembrano rispondere alla fame di senso e di futuro che sta colpendo la comunità. L’ideologia è la nevrosi dell’ideale – come l’idolatria è la nevrosi della fede. Tra le molte forme che assumono le ideologie, una particolarmente frequente e pericolosa è quella suggerita dalla novella El Conde Lucanor dello scrittore spagnolo Don Juan Manuel, che è la fonte medioevale della fiaba I vestiti nuovi dell’imperatore. Ma, a differenza delle sue varie riscritture moderne, nella novella originale troviamo elementi preziosi per aggiungere nuove parole al nostro discorso sui movimenti e sulle comunità che originano da ideali, carismi e motivazioni diverse e più grandi di quelle economiche.

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Editoriali Avvenire di Luigino Bruni

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