Visione sulla Povertà

Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

Da Recife, la testimonianza di Simone

Da Recife, la testimonianza di Simone

Ho 24 anni e frequento l´Università per diventare Assistente Sociale. Frequento gli incontri promossi dal Movimento dei Focolari da quando avevo nove anni, e questo è stato fondamentale per la mia formazione umana.

Siamo otto figli e la mia famiglia è molto semplice, i nostri genitori ci hanno fatto studiare con grandi sacrifici. Ho sempre studiato in scuole pubbliche, con livelli di insegnamento discutibili e questo ha reso molto difficile il mio ingresso all´università. Ma studiare mi è sempre piaciuto e tre anni fa sono riuscita a realizzare questo sogno.

L’ingresso all’Università per me è stato un regalo di Dio ma ciò ha significato cambiare città. Con l´appoggio della famiglia del Movimento dei Focolari ho potuto fare questo salto. Il problema erano le mie spese in questa nuova situazione. Le risorse della mia famiglia naturale sono limitate e questo mi preoccupava molto. E’ stato allora che mi è stata offerta la possibilità d´essere aiutata tramite l´Economia di Comunione.

Dentro di me una grande gioia con la certezza che Dio non abbandona i suoi figli. E’ questa comunione che permette oggi la mia permanenza all´Università. I fondamenti teorici del corso che frequento sono basati sul marxismo e ad ogni lezione siamo costantemente bombardate dagli stessi enunciati: con il sistema capitalista non ci sará mai la possibilità di una società degna e  nessuna trasformazione sarà possibile in questo sistema. Solo una rivoluzione basata sul  conflitto potrà cambiare la situazione. Molte sono le critiche alle forme di economia solidale.

Tutto ciò mi turbava molto perchè non potevo accettare questa visione senza speranza. Conoscendo e partecipando agli incontri di EdC ho trovato una via e ne sono stata felice. Adesso sono al sesto semestre e ho deciso, con coraggio, fare il mio lavoro di conclusione di corso sull´EdC, non soltanto per presentare una risposta alla visione sulla quale è impostato il mio corso ma anche come forma di ringraziamento per tutto ciò che ricevo: è l`EdC che mi porta ad una cosi sognata emancipazione umana e permette che io espanda questa realtà che non si limita alla solidarietá ma che arriva fino alla fraternità, soluzione anche dei problemi sociali.

In questa dimensione ho creato un bel rapporto con i miei professori ma quando ho presentato mia proposta di tesi per il lavoro finale sono stata discriminata. Come mai una ragazza con la mente cosi aperta crede ancora in queste utopie?  Questa la domanda che in tanti mi hanno fatto. Ho risposto che sono sicura di questo argomento perchè Edc non è solo un argomento per la tesi, ma una nuova proposta, un progetto giá concretizzato: io sono una testimone viva dei benefici di emancipazione umana che questo porta.

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