Visione sulla Povertà

Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

Una profonda esperienza

tratto dal Rapporto Edc 2010-2011

Terezinha_Gonalves_ridCarissimi collaboratori ed imprenditori EdC, vi scrivo una mia profonda esperienza, vissuta in famiglia. Ho 4 figli meravigliosi, doni di Dio. Tre anni fa mio marito si é separato da noi, e subito dopo sono emerse varie necessità, problemi di salute, il matrimonio di mio figlio più grande, la laurea di mia figlia, e gli altri due che dovevano continuare gli studi all’università. Questo significava anche spese per trasporto, cibo, affitto e tasse universitarie. Quello che mi ha sostenuta e mi sostiene fino ad oggi, non lasciandomi abbattere, è la provvidenza che mai è mancata.

Un giorno abbiamo ricevuto dei solleciti di pagamento delle tasse universitarie arretrate, che mio marito non aveva potuto pagare perché anche lui aveva problemi economici. Mi sono spaventata, ma ho creduto nell’amore di Dio, chiedendo con i miei figli la provvidenza. Mi sono fatta coraggio e ho condiviso la mia situazione con un’amica che vive con me l’economia di comunione. Tornata a casa, con i miei figli abbiamo preso l’impegno di ridurre le spese, economizzando il più possibile.

Esattamente la mattina in cui dovevo fare il pagamento delle tasse arretrate è arrivato l’aiuto dell’EdC. Da quel momento la Provvidenza è arrivata regolarmente attraverso l’EdC e, nel 2010, i miei due figli hanno concluso l’università, grazie all’amore di Dio per noi e alle persone generose che vivono e lavorano per aiutare coloro che sono nel bisogno. Che Dio vi ricompensi a nome nostro.

Terezinha Gonçalves -  Caucaia (Cotia) - Stato San Paolo

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