Visione sulla Povertà

Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

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Brasile: parte la rete per il superamento della povertà SUPERA

Nei giorni scorsi si è svolto presso il Centro Mariapoli Ginetta (Vargem Grande Paulista - San Paolo - Brasile) il primo incontro della rete SUPERA. Una trentina i partecipanti.

170324 26 Ginetta Supera 05 ridSi è svolto dal 24 al 26 marzo scorsi presso il Centro Mariapoli Ginetta (Vargem Grande Paulista - San Paolo - Brasile), un primo incontro di formazione rivolto all'equipe della rete SUPERA, nata nello scorso mese di ottobre. SUPERA -  Superação de Sitação da Vulnerabilidade Economica è composta da 14 persone che in altrettanti Stati del Brasile seguono il processo di aiuto contro la povertà sostenuto dagli utili condivisi dalle imprese di Economia di Comunione. La rete è coordinata da ANPECOM, l'Associazione nazionale per l'Economia di Comunione brasiliana, presente con tutti i membri del comitato direttivo.

Circa 30 i partecipanti alla formazione, che ha approfondito aspetti teorici legati ai 170324 26 Ginetta Supera 03 ridconcetti di povertà e di sviluppo, alla luce della visione culturale maturata nell'EdC, ma anche aspetti organizzativi e "politici", riguardanti la strutturazione del progetto e i criteri di scelta delle priorità su cui lavorare in vista dell'obiettivo di ridurre la povertà. 

Presente anche Licia Paglione di OPLA, il neo nato Osservatorio sulla Povertà "Leo Andringa", che ha condotto parte del programma sul tema dello "sviluppo di comunione", costruendo, in un laboratorio assieme ai partecipanti, un'idea condivisa di cosa sia lo sviluppo secondo la prospettiva di chi lavora contro la povertà nell'EdC, di 170324 26 Ginetta Supera 01. ridjpgquali dimensioni sia composto, quali differenze regionali esistano e quali sia gli aspetti verso cui è più urgente impegnarsi.

Si è trattato della prima tappa di un percorso che proseguirà con momenti formativi a distanza tramite webinar e soprattutto molto lavoro sul campo che porterà i membri dell'equipe del progetto SUPERA a lavorare con cura per far sì che il sogno di una società senza "scarti", per cui l'EdC è nata, diventi sempre più realtà. Buon lavoro a tutti!

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