Visione sulla Povertà

Motivo primo della nascita e dell’esistenza dell’Economia di Comunione è la povertà: l’EdC nasce infatti come tentativo di risposta agli stridenti contrasti economici e alle disuguaglianze che caratterizzano la società contemporanea, con l’obiettivo di renderla più equa e fraterna.

L’EdC non intende eliminare la povertà tout court, ma piuttosto contrastare la “miseria”, parola che descrive la forma di povertà “subita” ancora da milioni di persone nel mondo, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da imprenditori, consumatori, cittadini… che decidono di rinunciare a qualcosa di proprio, usare i beni sobriamente, sceglierli responsabilmente, nell’idea che “i beni […] diventano […] strade di felicità solo se condivisi con gli altri” (Bruni 2004)

In questa prospettiva la miseria, derivante dalla mancanza di beni materiali, e la possibilità di una sua risoluzione sono strettamente connesse alla promozione di una serie di altre condizioni (l’istruzione, la salute, il lavoro, una casa…) che permettono ad un essere umano di “fiorire”.

Tra queste condizioni spicca in modo particolare la qualità delle relazioni che si vivono: le relazioni nella visione dell’EdC sono infatti intese come un capitale fondamentale per lo sviluppo umano.

Questa idea implica anche un modo originale di intendere le strategie di contrasto della miseria, attuate nei progetti che l’EdC sostiene e promuove: esse sono disegnate in modo da evitare l’instaurarsi di forme di aiuto asimmetriche, -come spesso nella storia è avvenuto- nelle quali c’è qualcuno, che ha, che dà a qualcuno che non ha, rimarcando uno stato di inferiorità e alimentando spesso dinamiche di dipendenza.

Le strategie di contrasto alla povertà attuate dall’EdC cercano piuttosto di valorizzare dinamiche di reciprocità, dove ognuno può offrire la ricchezza di cui è portatore, ponendo tutti su uno stesso piano di pari dignità: fratelli, membri di una stessa famiglia.

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Nasce l’Ossevatorio sulla Povertà Leo Andringa (OPLA)

Un Osservatorio che guarda alla povertà e allo sviluppo secondo le "lenti" della "reciprocità". Intervista a Luca Crivelli, coordinatore scientifico, e a Licia Paglione, direttrice operativa di OPLA.

Favelas San Paolo 01L’Economia di Comunione (EdC) è stata finora conosciuta soprattutto come proposta di condivisione della ricchezza da parte di imprese per promuovere lo sviluppo di persone in condizioni di povertà. Tuttavia l’EdC ha un obiettivo più ampio: modificare al cuore il sistema economico capitalista, a partire da una delle sue contraddizioni: crescita della ricchezza accanto ad aumento di povertà e disuguaglianze. In uno slogan “farla finita con la povertà”, quella particolare forma di povertà “subita”, attraverso la valorizzazione di un’altra forma di povertà, quella “scelta” da persone, imprenditori in primis, che decidono di condividere con altri più in necessità la ricchezza che producono.

Luca Crivelli, deriva da questa attenzione al fenomeno povertà la decisione di far nascere l’Osservatorio sulla Povertà Leo Andringa (OPLA)?

Sì, Opla nasce proprio dalla necessità di “monitorare” i risultati dell’EdC nel contrasto alla miseria, e questo non solo da un punto di vista materiale, ma anche da un punto di vista Luca Crivelli 01 ridrelazionale, nella capacità che gli utili trasformati in aiuti contro la povertà hanno di produrre relazioni di valore, “beni relazionali”, per coloro che li ricevono. OPLA - Osservatorio sulla Povertà, è un centro di ricerca internazionale, intitolato ad uno degli attori protagonisti dell’EdC recentemente scomparso, Leo Andringa, per l’ attenzione che ne corso della sua vita ha avuto al tema della povertà.

Perché è importante nelle azioni di contrasto alla povertà avere attenzione anche per i “beni relazionali”?

Negli ultimi anni il concetto di povertà è stato visto in modo sempre più complesso, legato anche alla qualità delle relazioni che si vivono. L’EdC ha nel suo DNA questa attenzione nascendo da una visione culturale che mira a creare a livello globale rapporti sociali più fraterni. A partire da questa visione OPLA intende lavorare per mettere in luce nelle dinamiche di utilizzo degli utili delle aziende EdC per progetti di contrasto alla miseria, la presenza degli elementi necessari a creare relazioni di alta qualità, ovvero la presenza di “reciprocità” e la capacità di dare anche in chi riceve, elementi indispensabili per creare “beni relazionali” o relazioni sociali che possano dirsi “fraterne”.

Licia Paglione, quali attività svolgerà l’Osservatorio?

Licia Paglione 03OPLA svilupperà attività di ricerca e di divulgazione scientifica per conoscere e migliorare i risultati delle azioni di contrasto alla povertà sostenute e promosse nell’ambito dell’EdC, e per approfondirne gli aspetti culturali, gestionali, organizzativi maturati in 25 anni di esistenza. Concretamente OPLA lavorerà, in questo primo periodo, per definire un sistema informativo che permetta di monitorare i risultati delle azioni di contrasto alla povertà messe in atto a livello internazionale. Realizzerà poi progetti di ricerca volti ad approfondire specifici temi, quali: gli effetti relazionali degli aiuti, le strategie di aiuto ispirate alla valorizzazione della reciprocità, la definizione di uno “sviluppo di comunione”. Infine diffonderà i risultati del lavoro, curando la realizzazione di convegni e giornate d studio, in dialogo con il mondo scientifico internazionale, specie con studiosi attenti alla componente relazionale.

Vedi anche:

L'Edc lancia l'Osservatorio sulla povertà di Chiara Andreola

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