Rassegna stampa

La voce di Pistoia - 04/05/2013

L'economista Luigino Bruni: "Reddito di cittadinanza? Più importante la battaglia per il lavoro"

pubblicato su La Voce di Pistoia, il 4/5/2013

logo lavocedipistoiaPISTOIA -“Oggi la politica ha attratto persone sbagliate”. Sono le parole che l’economista Luigino Bruni ha rivolto questa mattina a una folta platea, nella “cattedrale” ex Breda di Pistoia, in occasione prima della Settimana Sociale dei Cattolici toscani. In sala, insieme ai delegati di tutte le diocesi toscane, anche il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, e altri vescovi toscani.

Secondo Bruni, “Il primo strumento di selezione di qualsiasi organizzazione è il segnale culturale che dà. Se io da decenni do il messaggio che chi fa carriera politica ha privilegi, auto blu etc. chi si candida a fare politica avrà questi obiettivi. Se continua così, la politica attirerà i giovani sbagliati. Finché non vedremo i politici diventare gente come noi sarà difficile vedere dei giovani in gamba attirati dalla politica”.

Bruni ha parlato anche di altri temi di attualità: “Bisogna fare attenzione – ha affermato - sul reddito di cittadinanza: io non sono contrario ma è molto diverso ricevere mille euro dallo Stato o riceverle per il mio lavoro. Se poi il lavoro non c’è abbiamo diritto a non morire di fame: ma il primo diritto è il lavoro perché il lavoro non è solo stipendio. La battaglia per il lavoro è molto più importante di quella per il reddito di cittadinanza”.
 
L'intervento di Bruni ha spaziato anche su altri temi, sempre riguardanti il lavoro.

L'economista ha infatti proposto “un patto sociale per cui ogni cinque anni chi lavora può fare un semestre sabbatico per studiare”: è la proposta dell’economista Luigino Bruni, che stamani ha tenuto la relazione principale alla Settimana Sociale dei Cattolici toscani, alla ex Breda di Pistoia. Secondo Bruni, “Si può studiare la storia dell’arte, la musica, un viaggio.... Poi magari si va in pensione più tardi, ma più colti e meno sfiniti”.

Bruni ha parlato della crisi economica e della mancanza di lavoro: “Un tema fondamentale della crisi – ha detto - è quello delle rendite a scapito dei profitti. Il profitto è molto meglio delle rendite: la rendita è un vivere su ricchezze prodotte in passato. Se un popolo, un’economia ha smesso di produrre profitti e vive sulla rendita si va verso il declino. Gli imprenditori si trasformano in speculatori, le elites diventano caste che difendono i privilegi acquisiti. In Italia si tassa al 43% il lavoro e al 20 la rendita finanziaria: queste non sono leggi di natura ma questioni di potere. Stiamo disegnando un mondo che protegge le rendite e scoraggia i flussi. Se non capiamo questo spostamento di baricentro dal mondo di lavoro, dalla fabbrica, alla rendita, non capiamo la crisi”.

Rivolgendosi al mondo cattolico, Bruni ha invitato a favorire la conoscenza dei temi economici: “oggi conta tantissimo l’economia nelle scelte pubbliche. Servirebbero scuole popolari di economia e finanza nelle parrocchie, come quelle di don Milani. Studiare insieme per essere più liberi”.

Tra le proposte, anche quella e far nascere “luoghi di gioco buono di fronte all’invasione di giochi sbagliati e cattivi, che rovinano le famiglie, come slot machines e scommesse”.

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