Rassegna stampa

La Nazione, 07/04/2012

Il polo «Lionello Bonfanti» a Burchio, dove si crea ricchezza per sé e per gli altri, come in una moderna comunità

Dalla comunione nasce la nuova economia

di Antonio Degl'lnnocenti

pubblicato su La Nazione il 07/04/2012

Logo_La_NazioneFu nel lontano 1991 che Chiara Lubich, fondatrice del movimento dei Focolari, rimase particolarmente colpita dalla situazione che la popolazione viveva nei sobborghi di San Paolo in Brasile. La comunione dei beni che il movimento aveva praticato fino ad allora non era sufficiente per sopperire alla necessità di un intero popolo.

«Avevamo visitato più volte la città di San Paolo in Brasile  raccontò lei stessa in occasione dell”inaugurazione del Polo Lionello  ma, un giorno, l'abbiamo vista in quel suo paradosso, che ci ha fortemente impressionato e scandalizzato: una selva di grattacieli con attorno un'infinità di favelas. Una circostanza, un paradosso, attraverso il quale Dio chiamava anche noi a fare qualcosa».

Sospinta dall'urgenza di provvedere cibo, ad un tetto, alle cure mediche e se possibile ad un lavoro, e con in animo l'enciclica di Giovanni Paolo II «Centesimus Annus›› appena pubblicata, aveva lanciato l'Economia di Comunione.

«Qui dovrebbero sorgere delle industrie, delle aziende i cui utili andrebbero messi liberamente in comune con lo stesso scopo della comunità cristiana, prima di tutto per aiutare quelli che sono nel bisogno, offrire loro lavoro, fare in modo insomma che non ci sia alcun indigente. Poi gli utili serviranno anche a sviluppare l'azienda e le strutture della cittadella, perché possa formare uomini nuovi: senza uomini nuovi non si fa una società nuova! Una cittadella cosi, qui in Brasile, con questa piaga del divario tra ricchi e poveri, potrebbe costituire un faro e una speranza».

Nasceva in Brasile l”Economia di Comunione che in Italia è oggi rappresentata dal Polo Lionello Bonfanti. Unica realtà su tutto il territorio nazionale e posta in località Burchio, a Incisa Valdarno, a pochi passi dalla cittadella di Loppiano. Questa nuova realtà economica, incarnata dal Polo, è un progetto che coniuga economia e comunione, efficienza e solidarietà. Le aziende che liberamente aderiscono al progetto si impegnano a suddividere l'utile in tre parti: una per l'azienda, per il suo sviluppo e sostegno; un'altra per formare «uomini nuovi» e diffondere la «cultura del dare» e della reciprocità, senza la quale non è possibile realizzare un' "Economia di Comunione; una terza va a costituire un fondo speciale di solidarietà per aiutare le persone svantaggiate, sovvenendo ai bisogni di prima necessità. Oggi il Polo ospita negozi, laboratori, aziende di produzione e di servizi, studi professionali di consulenza e formazione per un totale di oltre venti imprese, 5700 soci e 9600 mq di superficie. Rappresenta il primo Polo Europeo di convergenza per oltre 200 imprese italiane che aderiscono al progetto di Economia di Comunione. Duecento imprese che vogliono promuovere una nuova forma di economia che, in questo momento di crisi, propone a altri imprenditori una realtà diversa che parla di unità, rete d'impresa e sussidiarietà tra le stesse aziende.

 

L'lntervista: Giorgio Balduzzi è stato tra i primi a credere al nuovo modello imprenditoriale e adesso lavora per allargare la rete

«L'aiuto reciproco fra le aziende è fondamentale in questo momento»

Giorgio Balduzzi è uno di quelli che ha aderito fin dal primo momento all'Economia di Comunione fondando, con altri soci, «Terre di Loppiano››. Una realtà Giorgio_Balduzziimprenditoriale nuova, originale che ha sposato non solo un progetto ambizioso come quello del Polo Lionello, ma ha voluto sottolineare l'alta qualità produttiva delle terre Toscane coniugando, ultimamente, anche antiche tradizioni erboristiche come quella dei Monaci Vallombrosani. L'insieme di un'ideale e di uno sguardo al patrimonio rurale, culturale, storico ed agro alimentare delle nostre terre è per Giorgio una spinta ed una soluzione per uscire dalla crisi.

Come e perché nasce questa azienda?

«Ero a Roma quando venne lanciato il progetto dell'Economia di Comunione. Decisi subito di aderire. E' stata una scelta di vita. Sono nato nel mondo del lavoro, in quella che fu il prodromo di questa nuova economia: la cooperativa Loppiano. Questa scelta rispecchiava a pieno la mia scelta di vita e formazione».

In questo momento di crisi cosa consiglia?

«In questo progetto vi sono alla base tanti valori che devono essere rispettati avendo chiari gli obbiettivi da raggiungere. Detto questo è fondamentale l'aiuto reciproco tra le stesse aziende».

Lei ho avuto modo di sperimentare questo sostegno?

Logo_Terre_di_Loppiano«Due anni fa conobbi un'azienda di Pisa in netta difficoltà. Decidemmo di acquistare una partita di prodotti per un anno. A sua volta, tale ditta, entrò a far parte dell”Economia di Comunione e ancora oggi lavoriamo fianco a fianco››

Cosa vorrebbe dire agli imprenditori del Valdarno?

«Di fare rete. Una comunione di beni ed intenti che deve essere occasione di dialogo e scambio reciproco. Non dobbiamo temere di condividere anche la clientela. Oggi i valori sono fondamentali anche nelle reti commerciali sia per garantire lavoro sia per averne. Dobbiamo creare una rete di economia e di confronto finalizzata alla condivisione ed unità. L'esperienza del Polo ce lo ha insegnato. Con una rete efficace possiamo presentare progetti e proposte anche alle istituzioni cogliendo l'occasione per un ulteriore sviluppo e miglioramento. Uniti possiamo fare molto, soli possiamo bene poco.››

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