Rassegna stampa

Così l’Economia di comunione si fa strada nell’Europa dell’Est

Un resoconto dell'incontro fra tutti gli attori EdC dell'Est Europeo, tenutosi a Bratislava a inizio dicembre

di Antonio Degl'Innocenti

pubblicato su Avvenire il 27/01/2018

171208 10 Bratislava 03 ridL’Economia di comunione prende forma anche nell’Est Europa: una rete d’imprenditori, studiosi e non solo hanno gettato le basi per un confronto ampio e plurale che guardi con attenzione a questa nuova forma di economia. Promotore di tutto un convegno tenutosi a dicembre a Bratislava che ha radunato persone provenienti da Russia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Ungheria, Romania, Macedonia, Ucraina, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Slovacchia e Serbia.

«Papa Francesco, incontrando nell’aula Paolo VI in Vaticano, lo scorso 4 febbraio, un folto gruppo internazionale riunitosi per ricordare gli inizi e gli sviluppi dell’economia di comunione, ne aveva evidenziato storia e scopi - racconta Tanino Minuta che ha seguito l’evento slovacco - precisando come economia e comunione siano due parole che, anche se il pensare comune le separa, nella intuizione di Chiara Lubich sono unite per uno scopo preciso: annullare il divario esistente tra ricchi e poveri educando le aziende a tenere presenti i poveri nella destinazione degli utili. In tal modo l’imprenditore ha la possibilità di diventare un agente di comunione».

Un lavoro importante, quindi, quello sviluppato tra i partecipanti dei vari Paesi distinto in tre ambiti di approfondimento: povertà, impresa e cultura; da qui è stato possibile gettare le basi e delineare un progetto comune ed una collaborazione tra i paesi rappresentati. Dai gruppi è stata rimessa a fuoco la ricerca su quale economia possa essere in grado di annullare la povertà e la solidarietà necessaria per realizzare la profezia di Chiara Lubich, come Papa Francesco aveva ribadito: «Finché l’economia produrrà ancora una vittima e ci sarà una sola persona scartata, la comunione non sarà ancora realizzata, la festa della fraternità universale non sarà piena».

Per raggiungere tali scopi, «proprio nell’area ex-comunista dell’est Europa, è emersa la necessità di creare delle reti di comunione - continua Minuta - con una piattaforma di confronto continuo e di consulenza specializzata, sfruttando i canali virtuali che favoriscano non solo la collaborazione tra i Paesi presenti ma che sappiano annodarli alle realizzazioni internazionali già in atto che creano comunione di talentie progetti. Luigino Bruni, che della profezia di Chiara Lubich è un competente ed entusiasta promotore, con la sua esperienza ventennale ha potuto testimoniare che, in un mondo globalizzato dove le cose cambiano molto rapidamente, affinché un’idea abbia efficacia è determinante saper stare al ritmo del tempo, affidando ai giovani che rappresentano l’oggi, non il futuro, le redini delle imprese e di ogni iniziativa, sostenendoli e valorizzando i talenti manifesti o ancora nascosti e, attraverso la trasmissione dell’esperienza fatta, aiutarli a leggere la vita con gli occhi degli ultimi».

Il progetto dell’economia di comunione prosegue il suo lavoro con un’estensione del suo carisma verso l’est Europa. Un progetto che sembra gettare basi solide per una rivisitazione importante e non secondaria di concepire l’economia ed il futuro. Un tema che non si è sviluppato solo in ambito accademico ma anche in ambito imprenditoriale attivo e produttivo.

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