Rassegna stampa

Imprese di comunione a confronto in Europa

Il forum - Economia

di Antonio Degl'Innocenti

pubblicato su Avvenire il 08/11/2017

171026 29 Rotselaar 7Congresso Edc 04 ridSi è concluso nei giorni scorsi a Rotselaar, in Belgio, il settimo Congresso Europeo dell’Economia di Comunione. Un forum di due giorni al quale hanno preso parte 87 partecipanti e 14 Paesi europei più alcuni rappresentanti dall’Argentina e dall’Africa.

Si è trattato di una nuova condivisione del progetto Edc che a livello Europeo cerca, attraverso confronti e scambi, una possibile via per dare maggiore rilevanza a questa nuova forma di economia che antepone il rispetto della dignità umana al profitto inteso come unico scopo del lavoro. Al forum è intervenuto, sul tema giustizia, etica ed economia, il filosofo dell’Università di Anversa Henk Opdebeek il quale ha sottolineato, in sintesi, la necessità di una trasformazione dell’economia che, dallo stato attuale, passi ad una forma capace di dare un senso alla «precarietà materiale».

Un contesto complesso, ricco ed articolato quello dove si muove l’economia di comunione e le aziende che hanno deciso di aderire. Da qui non poteva mancare il tema della povertà, una reale piaga dove la nuova forma di economia deve incidere. Il povero è una persona che deve essere amata e guardando proprio a loro, gli ultimi, si scoprono i valori della vita. È proprio sul tema della povertà che l’economista Luigino Bruni ha incalzato i presenti ad una necessità di tornare e capire l’origine del sostegno dell’altro. Non ci sarebbe Edc se nel 1945 non fosse stata Chiara Lubich, la prima a ospitare alla propria tavola, in quel di Trento, i poveri. Senza questo passaggio non potremmo comprendere a fondo la scelta della nascita dell’Edc che diventa in primo luogo incontro.

Bisogna, quindi, tornare a frequentare le periferie esistenziali per incontrare i poveri che hanno una loro competenza specifica: solo vivendo con loro questo si può capire. Se i poveri non sono coinvolti nel discorso sulla povertà, non si può comprendere il 'valore' che essi possono apportare. Tutto questo progetto ha la necessità di essere partecipativo ed inclusivo perché la proposta lanciata da Chiara non può essere concretizzata solo dal Movimento dei Focolari. È per questo che Bruni propone la necessaria condivisione del progetto Edc anche a coloro che ne sono simpatizzanti e non solo. L’analisi di Bruni si sofferma sui punti di debolezza dell’Edc di oggi: il non essere sufficientemente innovativi con gli imprenditori più esigenti; il non aver sviluppato una cultura creativa. «Il capitale della Edc è composto da due parti: una 'carismatica' e un’altra, più comprensibile e aggiunta da noi, che è la reciprocità e la cultura del dono – ha concluso –. Nel mondo è raccontata molto la seconda parte perché è capita di più ma senza la prima non si può arrivare a capire appieno l’Edc. La strada che oggi abbiamo innanzi è quella di raccontare quella prima parte carismatica con un linguaggio nuovo e diverso per farla comprendere a tanti, soprattutto ai giovani».

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