Notiziario EdC

Economia di Comunione una cultura nuova rivista diretta da Alberto Ferrucci

Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.

Cover_32Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.

Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.

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vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)

I numeri precedenti del Notiziario possono essere scaricati dal sito:
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Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione" disponibile adesso online.

Due sacchi di farina diventano cultura a Daejon

Sessant’anni fa l’azienda Sungsimdang (SSD, “Sacro Cuore”), oggi impresa di ristorazione con 363 dipendenti, inizia come piccola panetteria producendo pane cotto a vapore.

di Kim Mi Jin

da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.43 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.7 - 2016 - luglio 2016N43 Pag 06 07 Kim Mi Jin Amata Autore

1950 Guerra in Corea

La nave militare Vittoria partecipa all’operazione “Evacuazione di Hungnam” durante la guerra coreana. Può contenere solo 60 persone, ma per decisione del capitano ne trasporta 14.000 fino al porto Geoje. È il 26 dicembre 1950. L’episodio è famoso come “miracolo di Natale”.

Il fondatore di SSD è proprietario di un frutteto nel Nord Corea. Coi soldi ricavati dalla vendita di 24 mele riesce a salire sulla Vittoria con tutta la famiglia. Nel 1956 si trasferisce a Daejon. Lì, grazie a due sacchi di farina ricevuti dalla parrocchia, inizia la produzione di pane a vapore. Dopo la guerra, alla stazione si riuniscono gli affamati che non hanno da mangiare.

Nonostante anche lui si trovi nelle stesse condizioni, distribuisce ogni giorno il pane ai poveri. Questa “condivisione” continua per 60 anni, senza saltare neanche un giorno. A poco a poco la storia del pane caldo si diffonde sulla bocca di tutti. Così SSD cresce e si trasferisce dalla stazione alla sede attuale. 60 anni passati… oggi è la cultura di Daejon.

 1980 Il figlio Im Young Jin (Fedes)

N43 pag 06 07 Amata e Fedes ridNel 1980, l’imprenditore Fedes ed io ci sposiamo. Lui prende la direzione dell’azienda mantenendo lo spirito del padre e creando prodotti innovativi come il Soboro fritto e un originale confezionamento di gelato. Ogni mese organizza eventi originali che regalano nuove emozioni ai clienti, e questo aumenta le vendite. Invece che alla moglie, affida l’amministrazione a un impiegato. La gente si preoccupa, perché questo comporta trasparenza nel pagamento delle tasse. Nel 1992 l’azienda è la più grande panetteria artigianale del paese, la prima in Corea ad abbinare ristorante e pasticceria, divulgando la cultura del cibo occidentale. Nonostante questa crescita, sentiamo un certo vuoto dentro. Fedes vuole continuare secondo il principio “impresa-panetteria che fa tanta beneficienza” tramandato dal padre, ma c’è una divergenza di opinioni col personale.

1995 Camminare nel buio

Negli anni ’90 l’esodo della gente verso i nuovi quartieri periferici, la trasformazione del N43 pag 06 07 Sungsimdang 05modo di vivere, l’espansione delle panetterie in franchising, la difficoltà di parcheggiare nella città vecchia... tutto questo fa di SSD un luogo non più attraente, con un forte calo di vendite. I dipendenti cominciano a lasciare l’azienda. Secondo esperti esterni abbiamo troppo personale e c’è troppa varietà di prodotti. Scegliamo invece di lavorare di più e crescere invece di tagliare. Miracolosamente superiamo la crisi.

1999 Incontro con EdC

N43 pag 06 07 Sungsimdang 04Nel 1999 partecipiamo a Tagaytay (Filippine) alla Scuola Internazionale EdC che apre una nuova prospettiva: gestire l’azienda con spirito altruistico per contribuire al bene della società. Il mio cuore batte forte, non sono sicura di farcela tornando nella realtà.
EdC sarà fattibile? In Corea non c’è ancora nessuna impresa EdC, e abbiamo un debito di 30 miliardi di won (225.000 euro). Tuttavia, sentiamo che la vocazione di SSD è di essere un modello, per cui cominciamo a muovere un passo alla volta. Diamo ai poveri 1 milione di won (750 euro), pari allo stipendio mensile di un dipendente. Stabilita la filosofia di gestione “Cercate di compiere il bene davanti a tutti gli uomini”, ci focalizziamo sulla parola “tutti”. Nel settore dei servizi “il cliente è re”. Ma capiamo che tutti quelli che incontriamo sono candidati a vivere la fraternità universale.

2001 Rosso Corporation

Nel 2001, il nome dell’azienda cambia in “Rosso Co. Ltd.” Vediamo insieme ai dipendenti il bilancio, per pagare le tasse onestamente, anche se è difficile perché poi non rimane niente. Abbiamo un sacco di debiti e gli interessi della banca. La gente ci chiede come si può guadagnare pagando le tasse. Noi invece vogliamo dimostrare che si può fare profitto ugualmente.

2005 Incendio

Nell’inverno 2005 scoppia un incendio, per cui arrivo a pensare che SSD non riuscirà a N43 pag 06 07 Sungsimdang 06celebrare i suoi 50 anni, ma sono serena. Il giorno dopo, però, una sorpresa! tutti i dipendenti si presentano per ricostruirla con lo slogan “L’azienda sotto le ceneri, ricostruiamola noi!”: in una sola settimana sforniamo nuovamente il pane! È l’occasione per ripensare la nostra nuova immagine: SSD non deve essere un posto di lusso agli occhi dei poveri, né squallido agli occhi dei benestanti, ma un posto caldo dove ci si sente a casa. Quindi pane caldo e grande. In più, diversamente dal franchising, tutto il pane prodotto in giornata e non venduto va ai poveri. Nonostante questa non sia una strategia di marketing calcolata, porta un aumento del 30% nelle vendite.

2006 Festa dei 50 anni

N43 pag 06 07 Sungsimdang 07Con l’aumento delle vendite condividiamo coi dipendenti il 15% del profitto, e il 20% lo doniamo. Come risultato, iniziano ad arrivare doni, medaglie e riconoscimenti statali inaspettati.

Nel 2011 l’entrata nel Daejeon Lotte Department Store e nel 2012 alla stazione di Daejon cattura l’attenzione di tutto il paese. SSD diventa una marchio nazionale perché i consumatori, spostandosi in treno coi sacchetti di SSD, fanno pubblicità ovunque. Così diveniamo il marchio che rappresenta la città e nel 2014 forniamo il pane durante la visita di Papa Francesco.

Attraverso la fiction TV “Sig. Kim Re del pane”, la storia di SSD è sulla bocca di tutti: i N43 pag 06 07 Sungsimdang 09clienti visitano il locale facendo foto, video, e mettendoli su Facebook, blog, giornali. Cominciano a piovere proposte incredibili, come aprire il panificio nei grandi magazzini di Seoul. La gente ci consiglia “di remare mentre c’è acqua”. Di fronte a queste dolci tentazioni, la scelta non è facile. Alla fine decidiamo di rimanere a Daejon: ogni fine settimana davanti al negozio c’è una fila di clienti provenienti da tutto il paese per comprare il pane. Facciamo un patto con la città, alla quale facciamo pubblicità con i nostri sacchetti del pane.

2015 Coloriamo l’arcobaleno

Cerchiamo di formare una comunità all’interno dell’azienda, in un rapporto di comunione coi dipendenti, interessandoci delle loro condizioni di lavoro, delle vacanze … e mettendo N43 pag 06 07 Sungsimdang 08in rilievo la creatività di ciascuno: vogliamo stabilire un rapporto di amicizia. Oggi stiamo realizzando il “Progetto Rainbow” come piano d’azione concreto nell’azienda. Questa esperienza contagia altri, la scuola, la parrocchia. Per il 60° prepariamo un progetto per rivitalizzare la città vecchia in collaborazione con gli studenti della Daejon University. Da Giappone e Cina ogni anno vengono 500 funzionari dell’industria dolciaria per conoscere la nostra filosofia di gestione. L’anno scorso siamo andati a Shanghai per raccontare il nostro stile di lavoro.

2016 Mia città, mia SSD

Se una piccola panetteria ha potuto fare questo, vuol dire che attraverso il proprio lavoro si può fare tanto per la società. SSD ha iniziato con due sacchi di farina. Il successo non è solo nostro, ma di chi ha bisogno del nostro aiuto. Spero che la cultura della condivisione si diffonda in tutto il mondo.

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