Notiziario EdC

Economia di Comunione una cultura nuova rivista diretta da Alberto Ferrucci

Periodico quadrimestrale nato per collegare quanti aderiscono al progetto di Chiara Lubich per una economia di comunione nella libertà.

Cover_32Una economia per persone che si realizzano nella relazionalità, anziché nell'egoismo razionale, basata - anziché su una lotta per prevalere - su un "impegno per crescere insieme", rischiando risorse economiche, inventiva e talenti, per condividere la cultura del dare del Vangelo.

Cultura del dare che si dimostra sempre più fondamentale per orientare l'umanità negli anni Duemila, alla ricerca di nuove strade per affrontare la sfida ambientale e scongiurare nuove atrocità tra gli uomini causate dalla globalizazione dell'economia.

EdC n. 32 scarica il notiziario in formato di stampa

vedi anche: documenti PDF/notiziario EdC (archivio PDF, n°20 ad oggi)

I numeri precedenti del Notiziario possono essere scaricati dal sito:
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Una raccolta degli articoli più significativi dei primi 10 anni e 20 numeri del Notiziario "Economia di Comunione - Una cultura nuova" (dal 1994 al 2004) ha costituito il N.1 dei "Quaderni di Economia di Comunione" disponibile adesso online.

Prima Luce, ponte buddista tra cristiani e Hindu

Una giovane imprenditrice giapponese apre un negozio web che vende tessuti indiani, grazie alle persone incontrate durante la Settimana Mondo Unito

N43 pag 10 Kyoko Yoshida Autoredi Kyoko Yoshida

da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.43 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.7 - 2016 - luglio 2016

Ho incontrato il movimento dei focolari a vent’anni, nella cittadella Luminosa, vicino a New York, visitata su suggerimento di un amico buddista del Rissho Kosei Kay: la mia famiglia mi aveva trasmesso la spinta ad aiutare i poveri, così finiti gli studi, prima di cercare un lavoro, ho dedicato dieci mesi ad un volontariato nelle Filippine.

Qui ho imparato a “dare” rispettando la dignità delle persone; tornata a Tokyo, considerando “solo per ricchi” il settore della moda che avevo studiato all’università, ho iniziato a lavorare in una società immobiliare.

Era gestita da una coppia ricca e potente, che ha iniziato ad esigere da me i servizi più diversi fino a trasformarmi quasi in una loro schiava: così ho lasciato quel lavoro per fare una esperienza nella cittadella dei focolari di Loppiano.

Qui durante la manifestazione “LoppianoLab” ho visitato l’esposizione delle aziende EdC e per approfondire la vita che si proponeva ho chiesto di lavorare nel Philocafé, un bar-negozio di filati inserito nel Polo EdC Lionello Bonfanti.

Le difficoltà della lingua e la preoccupazione di vedere il Philocafé gestito da una coppia, proprio come nella mia esperienza precedente, svanivano appena mi rendevo conto che Giuliana e Giovanni trattavano i loro collaboratori in un modo fraterno. Un modo accogliente esteso anche ai clienti, i quali a volte venivano solo per parlare, per riposare o stare con loro: una comunità aperta a tutti.

All’inizio ho dubitato di aver fatto la scelta giusta: non stavo ricevendo la formazione specifica che mi sarei aspettata. Poi ho capito che ero io a dover cambiare mentalità: l’EdC è cultura del dare e finché non si inizia a dare non si ha nulla in cambio. Ho iniziato a dare, e sono grata di quanto ho ricevuto: al Philocafé ho incontrato tante persone vicine al progetto EdC e ho sentito crescere in me la voglia di avviare un’attività economica N43 pag 10 Tessuti indianilegata ai miei studi sui tessuti indiani: ho così iniziato a comprendere il mistero della divina provvidenza, quello che mi ha sempre fatto riflettere.

Tornata a Tokyo, lavorando per tre anni in una sartoria ho imparato a gestire un laboratorio con macchine da taglio, finché non è arrivata la mia opportunità, la “Settimana per un Mondo Unito” che si teneva in India, a Coimbatore: al termine di quell’evento, mi sono trattenuta qualche giorno nel centro del movimento Hindu ghandiano Shanti Ashram che vi aveva partecipato. Qui sono stata accolta come se fossi di famiglia ed aiutata ad organizzare l’importazione nel mio paese dei tessuti che mi erano necessari per aprire il mio negozio web “Prima Luce”, la “prima luce” di Chiara Lubich, in cui vendo sciarpe prodotte con tessuti indiani.

Tutto questo è un dono di Dio: quale buddista sto portando avanti la mia azienda in spirito di unità con i miei fratelli cristiani, aiutata a realizzarlo dai miei fratelli Hindu. Budda utilizza tutti i mezzi per raggiungere l’unità dei popoli, e spero che Prima Luce diventi un ponte tra i popoli. Da quando l’ho avviata, molte persone vicine ad EdC mi stanno aiutando.

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