I primi vent'anni di una "terza via"

L’Economia di Comunione può offrire un futuro sostenibile all’umanità fondato sulla consapevolezza che nell’uomo emerge l’esigenza di una pienezza che si raggiunge solo superando l’egoismo per costruire relazioni fraterne.

I primi vent'anni di una "terza via"

di Alberto Ferrucci

 da "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.33 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2011 - luglio 2011

Alberto_FerrucciVedendo dall’aereo in attesa di atterrare nel 1991 a San Paolo il tappeto di favelas che circondava la selva di grattacieli, Chiara Lubich sentì, in quel periodo in cui dopo la caduta del muro di Berlino trionfava l’ideologia del consumismo, di dover chiedere a Dio, sicura della potenza della preghiera, una “terza via”, capace di offrire, sulle macerie del marxismo e sulle ingiustizie dell’economia di mercato senza regole, un futuro sostenibile all’umanità del terzo millennio. Una “terza via” fondata sulla consapevolezza che l’essere umano non è mosso unicamente dall’interesse personale e che dal profondo del suo animo emerge l’esigenza di una pienezza che si può raggiungere solo superando il proprio egoismo per costruire relazioni fraterne.

Confidando in Dio e nella particolare generosità e capacità di sognare del popolo brasiliano, ella così, venti anni fa, lanciò l’Economia di Comunione, un agire economico che applica anche in terra la logica del cielo, l’amore scambievole.

Quanto questa logica sia prossima all’essere umano lo si vede nell’ambito più intimo, quello della famiglia, in cui tutti si è uguali e si provvede l’un l’altro, pronti, per i più deboli, a qualunque sacrificio.

Il popolo di Chiara rispose al suo invito con entusiasmo, costruendo cittadelle e aziende che operano in economia di mercato, affrontando la sfida di dimostrare che è realizzabile un agire economico nella libertà, nell’uguaglianza e nella fraternità, rispettoso della proprietà privata e dell’iniziativa personale, che porta con sé la gioia del produrre senza escludere nessuno per condividere sino ad essere un cuor solo e un’anima sola.

Chiara con la sua proposta chiese agli esperti in economia e agli imprenditori, di dare tutto: lanciò così una nuova “vocazione laica”, una via attraverso cui farsi santi, operando in economia con l’impegno di crescere assieme, consci che la pienezza si raggiunge non nel possedere o consumare, ma nel vivere nell’amore reciproco.

In questi venti anni l’impegno di chi vi si è dedicato è stato di mostrare ai tanti operatori economici di buona volontà aziende funzionanti, poli produttivi, scuole e università in cui formare uomini nuovi; cioè opere concrete secondo una “terza via” in grado di sciogliere i complessi nodi del mondo di oggi: i nuovi equilibri in una realtà multipolare, la carenza di risorse minerali e di energia per uno sviluppo diffuso, la salvaguardia dell’ambiente e il desiderio dei popoli giovani di vivere una vita degna senza essere obbligati a emigrare.

In occasione dei venti anni di EdC abbiamo sentito opportuno trasformare, ridimensionandola nelle pagine e nel formato, la nostra rivista Economia di comunione – Una cultura nuova. Non più rivolta prevalentemente a imprenditori, studiosi e studenti vicini al progetto, ma un mezzo di comunicazione meno specialistico, in grado di raggiungere invece delle precedenti settemila persone, i duecentomila lettori di Città Nuova, la rivista che è la bandiera del carisma dell’unità in Italia, con le sue 38 edizioni nel mondo.

Una svolta con un duplice obiettivo: far giungere ai lettori di Città Nuova le esperienze di vita e l’impegno teorico degli operatori di EdC e far arrivare ai nostri affezionati lettori che non la conoscessero Città Nuova almeno in occasione della pubblicazione dei nostri numeri, sperando che i nostri lettori siano portati a volerla ricevere regolarmente, sottoscrivendone l’abbonamento.

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