Asia 2016

EVENTI INTERNAZIONALI

Ucraina: formare giovani leader per il bene comune

Entusiasmo e voglia di fare: protagonisti i giovani in Ucraina

di Marta Pancheva

130521-25 Ucraina 09 Marti ridÈ trascorsa una settimana dalla conclusione di un viaggio in Ucraina per il quale ero partita sperando di poter dare il mio piccolo contributo affinché una prospettiva nuova verso l’economia potesse aprirsi agli studenti che avremmo incontrato. Una settimana che invece mi ha permesso di riflettere maggiormente sul dono grande che io stessa ho ricevuto in questa bellissima occasione di incontro con gente giovane ed entusiasta di lavorare concretamente per lo sviluppo del proprio Paese.

Grazie alla preziosa compagnia e guida di Oleh Luka e Mykhajlo Melnyc i quattro giorni di viaggio ed incontri in università nelle città di Ternopil, Ivano-Frankivsk e Lviv, ci hanno dato la possibilità di entrare all’interno di un Paese nel quale, se le strade tra le diverse città non sono delle migliori, certo non altrettanto si può dire delle “strade” che collegano le persone, ancora solidamente fondate sui valori cristiani. Proprio per l’esistenza di questa ottima base, parlare di un’”economia nuova” che, ad imitazione delle prime comunità cristiane aspiri ad un mondo senza più indigenti, grazie alla comunione che porta a condividere liberamente ed ad accogliere le necessità e carenze gli uni degli altri, spero abbia dato qualche idea utile e  realizzabile prossimamente sia a livello accademico che pratico.  

Durante il viaggio io stessa non potevo non fare un paragone tra il contesto locale ed 130521-25 Ucraina 07 ridquello del mio Paese (la Bulgaria) che, dopo i più di 23 anni di transizione post-comunista ancora risente fortemente dalla mancanza di una società civile pronta e capace di essere protagonista del proprio presente e futuro. Mi ha fatto grande impressione la consapevolezza del bisogno “urgente” di formare dei giovani leader pronti ad operare in vista del bene comune che ho potuto riscontrare qui. (Bene comune e non solo interessi privati … un fatto per il quale, credo, tutti i paesi ex-comunisti in misura diversa hanno sofferto durate gli ultimi due decenni). Fornire quindi i giovani non solo delle competenze tecniche necessarie, ma anche promuovere la loro coscienza morale, stimolandoli a cercare essi stessi la strada di uno sviluppo umanamente sostenibile: questi tutti fattori chiave che sono stati messi in luce durante tutti gli incontri.  

C’è grande voglia di fare: l’abbiamo intravisto nei numerosi progetti che Oleh e Mykhajlo come rappresentanti della Commissione Justitia et Pax in Ucraina, hanno già intrapreso o stanno per intraprendere, nel tempo passato con il gruppo di giovani che dopo l’incontro nell’università a Ternopil si sono fermati per sapere di più di questa “economia nuova”, nell’intenzione dell’Università ad Ivano-Frankivsk di dare vita a dei percorsi formativi in economia di stampo più etico e sociale, nel dialogo svoltosi nell’Università Cattolica di Lviv con il vice-rettore, i responsabili di diversi dipartimenti (nell’area del business, settore non-profit, ecc), ricercatori e docenti.  

130521-25 Ucraina 08 Alberto ridNelle varie presentazioni abbiamo cercato di coniugare i due elementi inseparabili che compongono l’EdC – l’ispirazione culturale sottostante e la vita concreta che la illumina ulteriormente. Abbiamo, perciò, cercato di illustrare con alcuni esempi reali i principi su cui la “terza via” che l’Economia di comunione vuole seguire si basa. A tal proposito, molto preziosa è stata la testimonianza di Alberto Ferrucci, la sua grande esperienza nel mondo imprenditoriale, nonché il forte impegno e protagonismo nel ricercare risposte alle dinamiche perverse nell’ambito economico e finanziario di cui il mondo di oggi risente.

Ventidue anni dopo il 1991 – anno di “nascitasia dell’EdC che dello Stato ucraino indipendente – parlare non di comunismo né di consumismo ma di comunione come via profetica e reale che coniughi una visione diversa dell’economia ed il vivere quotidiano dei suoi principi da parte di imprenditori, lavoratori, consumatori, cittadini, famiglie di tutto il mondo, credo sia un seme da cui possano crescere nuove amicizie, idee e progetti in questo paese non ancora penetrato in profondità dal secolarismo odierno.

Ho grande fiducia nei giovani che abbiamo incontrato: spero che, consapevoli della grande responsabilità che li investe rispetto alla sfide del combiamento che hanno di fronte, abbiano trovato nell’EdC qualcosa per se stessi, qualcosa che gli possa essere di luce lungo il cammino.

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