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Congresso di Edc in Spagna

Ognuno dei singoli contributi al Congresso sembra costituire il tassello di un mosaico che rivela ciò che può costituire EdC per il lavoro e l'economia di oggi

Congresso EdC in Spagna: in rilievo la maturità del progetto e delle aziende

EdC_Spagna_2009_tavola_rotonda_229 maggio 1991:  Chiara Lubich lancia in Brasile il progetto “Economia di Comunione (EdC)”.
18 anni dopo, il 30 e 31 maggio 2009, quasi come una celebrazione della maggiore età del progetto, si è svolto a Madrid un Congresso a cui hanno partecipato più di un centinaio fra imprenditori, lavoratori, professori di università e… “curiosi”, cioè persone desiderose di conoscere e approfondire questa iniziativa economica che mette l’uomo al centro della sua attività.

E’ stata l’occasione per un bilancio: a che punto si trova il progetto? Successo, impegno, servizio, speranza, aziende migliori per un’economia più fraterna in un mondo senza esclusi… ma anche difficoltà.Edc_Spagna_2009__Sala Più volte è ritornata una frase,  adottata come un motto, che può esprimere bene ciò che oggi vive l’Economia di Comunione e in particolare tutti quelli che da anni fanno parte del progetto: occorre entrare nella “seconda innocenza”, «è il momento della sapienza di chi è capace di “farsi bambino”, di chi vede ciò che è possibile, ma che non c’è ancora, di chi ha il coraggio di fare “pazzie” perché vede ciò che altri non vedono» Di tutto questo si è parlato a lungo nelle due giornate del Congresso.

Il Congresso si è aperto con un luminoso percorso storico sull’origine dell’Economia di Comunione. Particolarmente significativa è sembrata la coincidenza nel tempo tra il lancio del progetto e la pubblicazione dell’enciclica “Centesimus annus”.

EdC_Spagna_2009_tavola_rotonda_3L’attuale crisi economica rivela un profondo bisogno di cambiamenti che riguarda non solo le strutture, ma anche e particolarmente la cultura sulla quale sono state costruite le nostre società. «Ci vuole un cambiamento di paradigma: passare dalla cultura dell’avere alla cultura del dare», ha detto Manuel Ramos, imprenditore, nel tema introduttivo alle sessioni del Congresso, nel quale ha tracciato anche le linee guida delle aziende EdC. Tali linee-guida intendono da una parte orientare ogni aspetto della vita delle aziende affinchè sia un’espressione di fedeltà all’ispirazione da cui è nato il progetto e dal’altra dare visibilità agli effetti che produce la logica della comunione nelle strutture della vita economica.

Tra gli aspetti programmatici dell’EdC si trova quella che Chiara Lubich ha chiamato “formazione di uomini EdC_Spagna_2009_tavola_rotonda_1nuovi”. Di questo ha trattato l’intervento della Dott.sa Rocío Caro Gándara, Prof.sa di Diritto Internazionale Privato (Università di Málaga): la sfida è quella di formare «uomini nuovi capaci di vivere in comunione. Nella mia Università cerchiamo di proporre questa idea di comunione, che alcuni interpretano come comunione sociale e altri come solidarietà inclusiva o come fraternità universale. Logicamente una delle realtà di maggiore valore in questa proposta è l’EdC che si presenta in maniera interdisciplinare ».

Un’altro contributo nell’ambito della riflessione accademica è stato quello di Joaquín Mora, economista, che sta facendo una ricerca post laurea sull’EdC e che ha incoraggiato sopratutto gli imprenditori presenti a «mantenere viva l’essenza del progetto di Chiara Lubich: mettere gli utili in comunione per portare sollievo ai poveri, per mostrare com’è una societa senza poveri».

Il libro “Il prezzo della gratuità”, di Luigino Bruni, edito da Ciudad Nueva, è stato presentato nel Congresso come un contributo culturale dell’EdC che mostra attraverso le sue pagine che i valori della reciprocità, amicizia, felicità, fratellanza, comunione… stanno prendendo spazio anche nell’ambito della teoria economica.

Imprenditori provenienti da Siviglia, Madrid, Valencia, Bilbao, Barcellona… e dai settori più diversi (moda, Edc_Spagna_2009__Expocentri per anziani, consulenze tecniche, produzione di olio, legno…), alcuni vincolati da anni al progetto EdC, hanno raccontato lo sviluppo delle loro aziende: successi e difficoltà, decisioni che spesso sanno di eroicità per il cambiamento di mentalità che esigono.

Uno di essi, direttore di un’azienda di consulenza, descrive così la sua implicazione nel progetto sotto diversi aspetti: «E’ importante che la direzione si mostri al servizio di tutta l’organizzazione. Questo è stato sempre un punto fermo. Cerchiamo di risolvere alcuni aspetti che vanno oltre il nostro lavoro, come la gestione dei viaggi, la ricerca di alloggio per le persone trasferite che ritornano a Madrid, la preparazione di materiali che poi vengono usati da tutti… Il nostro mezzo di vita è la nostra conoscenza e ogni tanto troviamo nelle prime file dei nostri corsi qualche nostro concorrente. Superando la tentazione, ci rendiamo conto che il fatto di condividere la nostra conoscenza, oltre ad essere una pratica cristiana, rappresenta un vantaggio aziendale, giacché ci costringe ad un continuo sviluppo ».

Un’imprenditrice ci racconta un’esperienza simile anche se in un settore totalmente diverso, come quello dei centri diurni per anziani: «Sin dall’inizio abbiamo impostato la nostra strategia di lavoro tenendo presenti i principi dell’Economia di Comunione. Perciò al centro della nostra attività imprenditoriale non c’è il profitto, ma la persona… lo scopo principale è che gli anziani si sentano accolti e valorizzati come persone di piena dignità, al di là della loro situazione fisica  e psichica.  Per questo è fondamentale lavorare in squadra ».

“Storie” come queste e tante altre, che parlano di legalità, eticità, qualità nel lavoro e nei rapporti, comunicazione, atteggiamenti positivi…  e persino di utili in questi tempi di crisi, sono la risposta migliore alla domanda lasciata senza risposta dal Prof. Benedetto Gui, Docente di Economia Polititca all’Università di Padova, nel suo interessante intervento: E’ possibile una cultura della comunione nella vita economica?

EdC_Spagna_2009_Benedetto_e_LeoUn’altra questione posta dal Prof. Gui, è se una cultura della comunione sia utile nella vita economica. La risposta è stata che «nella scienza economica non si parla di comunione, ma oggi si pone molta attenzione a cose che la assomigliano: altruismo, dono, reciprocià, motivazioni intrinseche, beni relazionali... Infatti è sempre più evidente che se questi concetti non vengono introdotti nella scienza economica non si potranno spiegare tanti fenomeni, come la filantropía o il volontariato, che hanno acquistato dimensioni colossali ».

Sulla situazione del progetto hanno parlato sia il Prof. Gui che Leo Andringa (membro della Commissione Internazionale dell’EdC e per anni Direttore regionale della Banca Nazionale olandese). Hanno fornito dati concreti sul numero di aziende che fanno parte del progetto nel mondo, e sulla distribuzione degli utili messi in comune per le tre finalità dell’EdC.

Finale perfetto è stato l’ascolto del discorso di Chiara Lubich al Convengo Internazionale dell’EdC 2004: «L’Economia di Comunione non è una realtà unicamente spirituale. Anzi! E’ una realtà molto concreta, anche se animata da motivi spirituali (…) L’amore vicendevole porterà tutti non solo a comprenderse e stimarsi a vicenda, a far proprie le fatiche e i problemi altrui, ma anche a trovare insieme nuove forme di organizzazione del lavoro, di partecipazione e di gestione. Cristo in mezzo a loro farà “nuove” le loro aziende che diverranno, per tanti, modelli di comunione: “dimore di Dio con gli uomini”, vere anticamere del Paradiso ».

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