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“Senza l’Economia di Comunione non c’è l’ICLIC”

Ad Aracaju-SE, in seguito all'Assemblea Edc,  nasce l'Istituto Chiara Lubich di Inclusione e Comunione (ICLIC)

di Adriana Mendes

Logo_ICLIC_ridIl 07 ottobre scorso, con la partecipazione di 135 persone tra cui 24 fra bambini e ragazzi, si è svolta la I Giornata di Inclusione Comunione e Fraternità nella quale é stato dato il via all'Istituto Chiara Lubich di Inclusione e Comunione. Gli intervenuti appartenevano a diverse confessioni e credi religiosi e rappresentavano diverse istituzioni civili. Molti i ringraziamenti da parte degli organizzatori, fra questi all' INEC - Istituto Nordest Cittadinanza ed a Evilásio Bastos della Mex Comunicazione, che ha realizzato la grafica del materiale per la diffusione dell'evento, tra cui il libretto "COS'È L'ECONOMIA DI COMUNIONE?"

Ecco qui una breve intervista ad Ana Cassiópia, economista, grande promotrice e leader di tutto il processo: 

Quale è lo scopo specifico dell'Istituto?

L'Istituto Chiara Lubich di Inclusione Comunione (ICLIC), costituito l'11 agosto 2011, é una organizzazione della società civile di interesse pubblico (OSCIP) non profit. L'ICLIC adotta il concetto di Economia Civile, per sostenere e promuovere una serie di azioni, rapporti, regole e istituzioni della società che ci tengono alla preservazione dei contratti, senza tralasciare i principi della reciprocità e dell'etica”.

Gli obbiettivi sono descritti in 20 punti. Tra questi la promozione della cultura del dare e quella della comunione; lo stimolo alla promozione del volontariato; il favorire il dialogo tra persone, attori sociali, aziende ed istituzioni a livello locale, regionale nazionale e mondiale; assistenza sociale ai disoccupati delle istituzioni beneficiari; ed esperimenti di nuovi modelli socio produttivi e di sistemi alternativi di produzione, commercio, posti di lavoro e credito.

Come intendete raggiungere tali obiettivi?

La prima grande azione è stata la I Giornata Sergipana di Inclusione, Comunione e Fraternità del 7 ottobre; quest'evento di presentazione ci ha fatto capire la portata della nostra influenza e ci ha fatto vedere chi sono quelli su cui possiamo contare.111007_JornSergInclusao_Aracaju
In seguito, si darà inizio, ancora nel 2011, ad un cammino per eleggere progetti sociali prioritari. Tra questi, vengono in rilievo due enti: Caminho do Saber (una scuola inclusiva) e la AMAS (Associazione degli Amici degli Autisti dello Stato di Sergipe)”.

Cosa vi ha portato a scegliere il nome di Chiara Lubich?

Per spiegare la nostra scelta, vi mando brani della lettera scritta dalla direttoria dell'ICLIC a Maria Emmaus Voce, presidente del Movimento dei Focolari:

"Siamo un gruppo di persone di buona volontà (...). Animati dal recente congresso internazionale che ha festeggiato il ventesimo di EdC, abbiamo proposto un'organizzazione intitolata:"ISTITUTO CHIARA LUBICH DI INCLUSIONE E COMUNIONE - ICLIC".

Sappiamo quanto sia audace da parte nostra ostentare il nome di Chiara Lubich, ma speriamo di lavorare, giorno dopo giorno per essere degni di questo. Sappiamo anche che Chiara Lubich è stata una delle personalità di più rilievo dei XX/XXI sec., perché ha diffuso ideali universali di unità che trovano eco tra persone di varie nazioni e religioni.

L'ICLIC, quindi, possiede ragioni e scopi iniziali, ancora in gestazione, ma che esprimono il pensiero della nostra illustre guida. Ispirato sui principi dell'Economia di Comunione, intende trasformare la comunità e la società brasiliana con le sue disuguaglianze, nel suo contrario, dando un contributo anche in termini mondiali per ottenere una vera rivoluzione sociale e religiosa, perché il nostro desiderio è quello di una società di uguaglianza e fraternità dei diritti e dei doveri.

(...) E che il nome Chiara Lubich sia sorgente di ispirazione e di impegno per non lasciarci vincere dalle difficoltà che sappiamo già che saranno molte, e che in questo modo l'ICLIC possa realizzare le sue mete iniziali e raggiungere i suoi obiettivi a lungo termine, di un mondo novo, per una nuova umanità."

Cosa hanno in comune i membri della direttivo?

“La volontà di fare il bene e di riempire la propria esistenza con il trascendente, ossia, con DIO”.

Avendo conosciuto l'Economia di comunione, quale caratteristica dell'EdC le sembra più in sintonia con l'Istituto? E come pensa che l'Economia di comunione possa contribuire?

L'EdC tutta intera ci serve, anzi l'EdC con tutti i suoi principi (citati e consolidati soprattutto da Luigino Bruni), con la sua chiarezza e semplicità è quello che vogliamo, nell'essenza. Per incominciare dobbiamo ancora studiare, imparare sempre di più con l'EdC, comunque le situazioni ci richiedono interventi tempestivi e concreti, quindi mentre impariamo, mettiamo in atto. Non possiamo capire l'ICLIC senza il progetto mondiale per un'Economia di Comunione, insomma: senza l'EdC non c'è ICLIC. Il nostro desiderio è quello di stare in sintonia con l'EdC sempre”.

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