Loppiano Lab

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“Custodire, valorizzare, innovare. Tempo scaduto?"

4-5 ottobre 2019 (Loppiano – FI)

Decima edizione - “Custodire, valorizzare, innovare”. È intorno a queste tre parole chiave che nasce la proposta della decima edizione di Loppianolab, il laboratorio per l’Italia che ritorna, il 4 e 5 ottobre 2019, rinnovato nel format e nei contenuti con focus, laboratori ed esperienze, per approfondire la nostra relazione con la Terra e con l’uomo. Nell’epoca in cui l’umanità sta consumando le risorse terrestri disponibili e il futuro dei nostri giovani, Loppianolab guarda al Pianeta.

Attraverso la consueta formula laboratoriale che contraddistingue l’evento, LoppianoLab raccoglierà interrogativi e problemi, ascolterà la voce di esperti e quella di chi ha saputo innovare, proporrà piste d’azione e sensibilizzazione, buone pratiche, si confronterà con le culture indigene, si farà promotore di una presa di coscienza individuale e collettiva che rimetta al centro dell’economia, del lavoro, della politica, l’essere umano e il Creato.

Vedi il sito di LoppianoLab - Vai al programma complessivo (il programma è ancora in corso di aggiornamento) - Iscriviti a Loppianolab 

Info e prenotazioni alloggi: 055 9051102 - loppianolab.accoglienza@loppiano.it

LoppianoLab è promosso dal Polo imprenditoriale EdC Lionello Bonfanti e dalla Cittadella internazionale di Loppiano in collaborazione con Istituto universitario Sophia e Gruppo editoriale Città Nuova .

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A Loppiano nasce l'assicurazione senza utili

Portato con garbo, ma rappresenta pur sempre un attacco al cuore del capitalismo: la nuova compagnia assicurativa presentata a Loppianolab.

di Paolo Viana

pubblicato su Avvenire il 04/10/2014

141003 05 LoppianoLab Convention Ornella 07 ridSe la tre giorni del movimento fondato da Chiara Lubich si è data l’obiettivo di disegnare una mappa per l’Italia che si ispiri ai principi dell’economia di comunione, la Maec si candida ad essere uno dei suoi punti cardinali, per la carica innovativa (sovversiva, direbbe la "concorrenza") di un’assicurazione che non si prefigge di fare utili a discapito del cliente. «Sarà una mutua – ha rivelato Gianni Fortunati, ideatore e fondatore di Caes, l’incubatore dell’iniziativa – e quindi non avremo clienti ma soci, ai quali proporremo vantaggi non legati soltanto alle tariffe, ma prodotti articolati in un servizio di assistenza che rimette al centro la persona con i suoi bisogni».

Alla base del progetto c’è la convinzione che la liberalizzazione del settore, anche quando è riuscita a ridurre le tariffe assicurative, l’ha fatto a discapito dell’assicurato, a colpi di franchigie, di scoperti e codicilli incomprensibili fino al momento del sinistro. La Caes, una società nata nello stesso mondo di Banca Etica e del circuito equosolidale, garantirà la competitività dei prodotti ma l’impianto è tutto nuovo, e non solo per le caratteristiche mutualistiche.

L’operazione finanziaria punta ad essere una declinazione operativa di un nuovo modo di fare economia dentro il tessuto capitalistico, ristabilendo il primato del capitale delle relazioni: «I meno abbienti, che oggi vengono espulsi dal mercato assicurativo, potranno stipulare polizze a tariffe commisurate alla loro capacità di spesa – spiega infatti Fortunati –, ma questo non sarà un "regalo" perché saranno essi stessi soci della compagnia ed entreranno in un progetto di condivisione».

Che non siano solo parole, che cioè esista un mercato finanziario che tiene già adesso in grande conto queste reti costruite su motivazioni valoriali lo dimostra la fortuna di Caes, che è alimentata dai gruppi di acquisto solidale e dal mondo della cooperazione, e dal fatto che alcune mutue stanno già dialogando con gli ideatori di Maec. Da Loppianolab nessun dato economico ma un timing: due anni di incubazione e uno per il lancio definitivo; l’obiettivo è di essere sul mercato nel 2017.

 

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