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Economia di Comunione

Persone e imprese che attivano processi di comunione.

Idee e pratiche per un agire economico improntato alla reciprocità e all’accoglienza.

Un ambito di dialogo e di azione per chiunque voglia impegnarsi per una civiltà più fraterna guardando il mondo a partire dagli esclusi e dalle vittime.

I sogni si realizzano assieme

170 giovani di 25 Paesi per la prima scuola EdC pan-africana (Nairobi 22-26 maggio 2015)

di Anouk Grevin

da  "Economia di Comunione - una cultura nuova" n.41 - Inserto redazionale allegato a Città Nuova n.13/14 - 2015 - luglio 2015

Da molti segnali si capiva che sarebbe stata una scuola davvero speciale: avevamo visto N41 Pag 10 Anouk Grevin Autore ridaumentare le iscrizioni, senza poter contenere né il numero massimo di partecipanti («nessuno deve perdere una tale opportunità», dicevano), né l’età di chi si iscriveva («in Africa l’età non conta»). Alcuni hanno affrontato fino a quattro giorni di pullman per partecipare. Abbiamo visto arrivare giovani assetati di speranza per le loro terre e desiderosi di formarsi seriamente per diventare a loro volta “apostoli dell’EdC”.
Nonostante il numero dei partecipanti, ci siamo subito sentiti un’unica famiglia. La scuola è diventata un laboratorio, uno spazio di dialogo e di lavoro sui progetti dei giovani e sulle sfide dell’Africa.

Già dal primo giorno, un panel con sette giovani africani ci ha fatti entrare nelle problematiche di questo continente, mettendo in luce potenzialità e ricchezze delle culture africane.

Tre domande hanno accompagnato le nostre giornate: «Qual è il mio sogno, nel grande sogno dell’EdC?»; «Cosa significa fare azienda e vivere seriamente l’EdC?» e «Come affrontare le difficoltà?». In un alternarsi di esperienze, riflessioni in piccoli gruppi, contributi dai docenti, sempre con molto tempo dedicato al dialogo, abbiamo fatto insieme un percorso di crescita personale e collettiva, superando le aspettative iniziali per diventare ciascuno protagonista della società che desideriamo.

N41 Pag 10 Giovani Scuola ridNei workshop del pomeriggio si è lavorato più a fondo sui sogni che ognuno portava nel cuore. Sette gruppi hanno lavorato su progetti di creazione di piccole attività aziendali, tre hanno studiato iniziative a favore delle loro comunità, mentre quattro gruppi di imprenditori o manager condividevano esperienze su vari aspetti della vita aziendale e altri ancora dialogavano sulle prospettive nel campo degli studi o della ricerca.
Quando abbiamo proposto ai giovani di scrivere i propri sogni per appenderli al muro della sala del convegno, cosicché gli imprenditori EdC li potessero conoscere, abbiamo visto fiorire uno dopo l’altro 45 progetti, tutti ispirati a un bisogno specifico della loro comunità. Vendita e produzione di vestiti, prodotti cosmetici e artigianali, olio, vino, banane, frutta secca e spezie, allevamenti di bovini e polli, ma anche centri di formazione per bambini e donne, case per studenti, scuole di musica, fino a progetti orientati alla protezione dell’ambiente, con riciclaggio di rifiuti, decontaminazione degli ospedali, ottimizzazione energetica.

Non mancavano neanche progetti rivolti ad aiutare altri a lanciarsi in attività generative diN41 Pag 10 Giovani Scuola 2 rid reddito, quali incubatori di progetti aziendali, consulenza, formazione professionale, micro-finanza. Spesso i progetti venivano accompagnati da splendidi “sogni”. Così scrive Michel: «È evidente per me che l’EdC è una risposta ai problemi economici di questo secolo, soluzione che vorrei fosse all’avanguardia dell’economia presente e futura, per il suo umanesimo e il suo dinamismo. Sogno un mondo economico dove la sola ragione di intraprendere sia al servizio dell’umano. Sogno un’economia dove tutti gli indicatori di performance siano misurati con la dimensione umana. Sogno una rivoluzione economica portata dai “tralasciati”, un’economia ascendente, un’economia trasformativa e formatrice di uomini nuovi. Sogno che l’EdC sia quotata come la migliore eccellenza al mondo per ogni azienda che intraprende secondo questi principi. Sogno un’economia che doni la gioia di condividere, di vivere insieme, un’economia che serva l’uomo. Sogno… Sogno… Sogno… ci credo, è possibile, sono fiducioso, il mio sogno si realizzerà».

Nuovi progetti nati a Nairobi: l’incubatore Siobhan e il progetto François Neveux

Qualche idea l’avevamo arrivando, ma non riuscivamo a capire quale forma avrebbero preso i progetti che, intuivamo, sarebbero nati in quei giorni. Durante la scuola e il convegno che si è svolto subito dopo, li abbiamo visti emergere sotto i nostri occhi, inaspettatamente.

Prima l’incubatore Siobhan. Oltre a immaginare un incubatore temporaneo di impresa a Loppiano nell’estate 2016 a servizio di tutta l’Europa, è apparso evidente che doveva nascere anche un progetto specifico per l’Africa, qui alla Mariapoli Piero, per sostenere e accompagnare i progetti di nuove aziende. Abbiamo voluto intitolarlo a Siobhan, la giovane scozzese morta nel 1999 nelle Filippine in un incidente aereo con altri dipendenti dell’azienda EdC Ancilla, dove stava formandosi con l’idea di iniziare, con la sua amica Lorna Gold, un progetto di rete per collegare le aziende EdC del mondo. Inizierà in forma temporanea con una sessione di 15 giorni per giovani portatori di un progetto di creazione di azienda, nel gennaio 2017.

N41 Pag 11 Francois NeveuxMa non si poteva aspettare il 2017. In Africa, quando nasce un bambino, è tutta la comunità che si prende cura di farlo crescere. Così doveva essere anche per i progetti nati in questa scuola. L’ultimo giorno, passando in rassegna i progetti, abbiamo visto alzarsi un imprenditore che si è proposto di accompagnarne due, poi un’altra, e un altro. Sui fogli appesi al muro sono fioriti biglietti da visita, commenti come “voglio esserti fratello”, “vorrei sostenere da amica il tuo bel progetto”. Così, inaspettatamente, è nato quello che avevamo sognato di intitolare un giorno a François Neveux (l’imprenditore francese che aveva fatto nascere un’azienda EdC in Brasile con la sua tecnologia): un progetto che colleghi imprenditori di varie parti del mondo, in un aiutarsi a vicenda, da fratelli. Avrà come obiettivo di coinvolgere imprenditori di tutto il mondo nell’accompagnamento di nuovi progetti, in particolare quelli proposti dai giovani accompagnati dagli incubatori EdC. E non solo…

Marzo 2020, Assisi
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