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Economia di Comunione

Persone e imprese che attivano processi di comunione.

Idee e pratiche per un agire economico improntato alla reciprocità e all’accoglienza.

Un ambito di dialogo e di azione per chiunque voglia impegnarsi per una civiltà più fraterna guardando il mondo a partire dagli esclusi e dalle vittime.

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Make it green: 4 sconosciuti (+2) diventano un gruppo affiatato per amore dell'ambiente

Quando un bellissimo progetto da perseguire diventa l'occasione per sperimentare la forza creativa di un gruppo di lavoro basato sull'ascolto, il rispetto delle opinioni di tutti, la collaborazione ed il “thinking out of the box”. E' una "esperienza per la vita" quella che si portano a casa i 4 ragazzi della Prometeo Summer School, svoltasi nelle scorse settimane a Philadelphia.

di Ilaria Zilio

190718 0809 Philadelphia SS Prometeo 09 ridControlli all’aeroporto superati, cinture di sicurezza allacciate, i partecipanti alla terza Summer School indetta dal progetto “Prometeo” sono pronti per tornare in Italia: chi a Roma o Napoli, chi a Savona o Vicenza. Sono trascorse in un baleno le tre settimane che hanno visto protagonisti Martina Mataldi, Mariano Manzi, Irene Sarà e Ilaria Zilio, che alla Sbarro Health Research Organization di Philadelphia hanno proseguito la progettazione di “Make It Green”. L’iniziativa, nata nel luglio del 2017, è incentrata su un videogioco in realtà virtuale per sensibilizzare gli adolescenti alle tematiche del rispetto ambientale e dell’economia circolare, e in particolare quest’anno il tema cardine è stato il riuso. Infatti, è ormai forte e sentita la tematica del “reuse, reduce, recycle”, in particolare negli Stati Uniti. Il riuso è la pratica che mira a risolvere a monte il problema dell’eccessivo inquinamento causato dalla plastica, spingendo le persone non solo a riciclare in maniera corretta, ma anche ad acquistare prodotti e seguire comportamenti che non producano rifiuti. Quante bottiglie di plastica, quanti bicchieri da caffè, quante buste della spesa utilizziamo ogni giorno, gettandole via una volta che non ci servono più? Quali alternative esistono in commercio, e quante di queste sono alla nostra portata quotidianamente? 

È questa, dunque, la sfida che i ragazzi hanno affrontato, coordinati e supportati da Alessandra Smerilli, economista e docente alla Pontificia Facoltà di Scienze 190718 0809 Philadelphia SS Prometeo 26 riddell’Educazione “Auxilium” e da Andrea Chirico, psicologo e ricercatore.

Make It Green” è un tentativo di cambiare le cose non solo sussurrato, ma dichiarato e gridato a gran voce, attraverso una modalità di gioco che vuole coinvolgere ed educare le nuove generazioni, nella consapevolezza che ognuno di noi è l’unico autore delle proprie scelte. Ma è anche un’esperienza professionale e di vita fondamentale per dei ragazzi così giovani, un’opportunità davvero speciale di crescere e di scoprire. Ce lo raccontano gli stessi Martina, Mariano, Irene e Ilaria, che, sul volo di ritorno da Philadelphia, tra un biscotto al burro d’arachidi e l’altro (è questa una vera dipendenza con cui il team torna in Italia), si scambiano commenti e pareri sull’esperienza appena conclusa.

Siamo tutti concordi sul fatto di aver appreso molto a livello professionale, ognuno nel proprio ambito di studi” – sia chi è agli inizi del suo percorso universitario, sia chi nel libretto accademico ha già completato quasi tutte le caselle – riconosce Mariano.

190718 0809 Philadelphia SS Prometeo 03 ridMa ciò che sicuramente portiamo a casa e che ci resterà più nel cuore è tutto ciò che questa esperienza ci lascia a livello personale”, racconta Martina. “Ci siamo messi in gioco in prima persona, ciascuno con le proprie competenze e abilità, arrivando ad intersecarle per risolvere i problemi vedendoli da prospettive diverse, sia nel lavoro che nella vita quotidiana. Abbiamo sperimentato quanto è arricchente il confronto e quanto sia essenziale far valere le proprie idee, rispettando sempre quelle altrui”. Conferma Mariano: “Ci siamo messi in discussione, abbiamo cercato di non lasciarci sfuggire nessuna occasione, ci siamo dati degli obiettivi e abbiamo fatto di tutto per rispettare le scadenze, ci siamo stretti nei momenti di difficoltà (ad esempio quando computer è andato in crash il giorno prima della presentazione), tenendo sempre “thinking out of the box” come principio guida”.

Ilaria continua: “Abbiamo scoperto quanto è importante mettere il “nostro” lavoro sempre prima del “mio”, perché quando si lavora in team non sono ammesse frasi come190718 0809 Philadelphia SS Prometeo 07 rid “ho sbagliato io” o “è colpa sua”. Abbiamo vissuto fianco a fianco per tre settimane, che in totale sono 504 ore, supportandoci nei reciproci momenti di sconforto, confrontandoci ed esternando quando qualcosa non andava, cercando di risolvere a monte i conflitti che si sarebbero potuti creare”. Irene, infine, afferma: “Abbiamo capito quanto è prezioso vivere a stretto contatto con altre persone con cui si deve portare a termine un progetto, e nonostante questo riuscire ad instaurare una bellissima amicizia. Sì, perché da colleghi siamo diventati amici, e abbiamo scoperto molti aspetti gli uni degli altri: lati caratteriali, abitudini, gusti in fatto di cibo, ecc. Abbiamo imparato a confrontarci e ad abbracciare le differenze: abbiamo imparato non solo a fare gruppo, ma anche ad essere gruppo”.


 La terza edizione della Summer School è stata promossa dalla Fondazione Mario Diana,  dalla Pontificia Facoltà Auxilium, e dal Centro di Ricerca S.H.R.O della Temple University di Philadelphia, avendo come partner S.E.C. – Scuola di Economia Civile e col contributo di Automar Logistic SPA.

Scarica pdf le slide della presentazione di "Make it green" alla Temple University (6.41 MB) - Philadelphia, 8 agosto 2019

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