Luigino Bruni

L’alba della mezzanotte/7 - Gli idoli non intimoriscano né siano alibi di presunzioni

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 04/06/2017

170604 Geremia 7«Come potevo allora unirmi a questo selvaggio idolatra nell’adorazione del suo pezzo di legno? Ma che cos’è adorare? Credi davvero, Ismaele, che il magnanimo Dio del cielo e della terra - pagani e tutti quanti inclusi - possa mai essere geloso di un insignificante pezzo di legno nero? Impossibile! Allora, che cos’è adorare?»

Herman Melville, Moby Dick

La profezia è una radicale critica delle religioni e dei culti. Di ogni religione e di ogni culto, che hanno una intrinseca tendenza a trasformarsi in pratiche idolatriche. Anche e soprattutto della rivelazione biblica, una critica sistematica e tremenda, per evitare che la parola biblica diventi una semplice religione - una fede che diventa solo religione è già culto idolatrico. La Bibbia è molto più di un libro sacro di una religione, anche perché ha accolto e custodito nel suo seno i libri dei profeti, che, insieme a Giobbe e Qohelet, le hanno impedito di diventare un oggetto idolatrico. I profeti, allora, svuotando il mondo religioso dagli idoli, cercano di liberarci il paesaggio dai nostri manufatti religiosi per crearci un ambiente nel quale, forse, possiamo ascoltare solo una nuda voce. Sono i grandi liberatori dagli dèi che riempiono la terra e le nostre anime.

L’alba della mezzanotte/27 – Oltre la seduzione della fede utile e del mutuo consumo

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 22/10/2017

171022 Geremia 27 rid«Un popolo che crede ancora in se stesso ha ancora il suo proprio Dio. Proietta il suo piacere di sé, il suo sentimento di potenza in un essere al quale possa rendere grazie. Chi è ricco vuole offrire; un popolo su-perbo ha bisogno di un Dio per sacrificare… Laddove declina la vo-lontà di potenza, c’è ogni volta anche una involuzione fisiologica, una décadence. La divinità della décadence diventa il Dio dei fisiologica-mente regrediti, dei deboli.»

Friedrich Nietzsche, L’Anticristo

In certi momenti decisivi, la fede e la speranza diventano, di fatto, la stessa cosa. Ciò accade quando la domanda: ‘tu credi?’, ci appare troppo piccola e incapace di cogliere la ricchezza del mistero del nostro cuore. Quando perdiamo la fede semplicemente perché volevamo diventare adulti e la prima fede bambina non è riuscita a crescere insieme al nostro amore e al dolore nostro e degli altri, la fede può ritornare a casa presa per mano dalla speranza. La speranza è più resiliente della fede, perché anche sotto un cielo diventato disabitato possiamo sempre sperare che le parole buone che ci avevano detto che nel mondo c’era un amore più grande, fossero vere - che ne fossero vere alcune, che ne fosse vera almeno una. Anche quando non riusciamo più a credere in Dio possiamo sempre continuare a sperarlo, possiamo sperare che nel giorno in cui abbiamo smesso di pregare abbiamo commesso l’errore più grande, ma quel giorno non potevamo saperlo. E questa speranza, umile e mite, diventa già una nuova preghiera vera, e riempie di vita e di bellezza l’umanissima e inquieta attesa del non-ancora.

Capitali narrativi/4 - Fatti e atti che fondano e salvano non sempre sono eclatanti

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 03/12/2017

171203 Capitali narrativi 4 rid«C’è bisogno di un amore infinito per rinunciare a sé e divenire finito, incarnarsi per amare così l’altro, e l’altro come altro finito»

Jacques Derrida Donare la morte

I capitali narrativi sono plurali. Non tutte le storie di cui si compongono hanno lo stesso valore. Solo alcune sono capaci di portare il peso della nuova costruzione. Il 'grano’ e la ‘zizzania’ si trovano in tutti i campi della terra, compresi quei campi speciali dove crescono i nostri ideali. All’inizio occorre far crescere tutte le piante del campo, perché - come dice la grande metafora evangelica - se i contadini intervenissero per estirpare la zizzania strapperebbero via anche le spighe buone e preziose.

L’alba della mezzanotte/16 – Riconoscere e arricchire la famiglia profetica della terra

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 06/08/2017

170806 Geremia 16 rid«Una volta Rabbi Mosche di Kobryn disse: ‘Vedo che tutte le parole che ho detto non hanno trovato neppure uno che le abbia accolte nel suo cuore. Le parole che vengono dal cuore vanno in verità al cuore; ma se non ne trovano alcuno, allora all’uomo che le ha dette Dio concede la grazia che esse non errino senza dimora, ma ritornino tutte nel cuore da cui sono uscite’… Qualche tempo dopo la sua morte un amico disse: ‘Se egli avesse avuto a chi parlare vivrebbe ancora’»

Martin Buber, Storie e leggende chassidiche

Anche se ogni profeta ha la sua personalità unica e il suo nome proprio, la profezia è un’esperienza collettiva. Forma una comunità, una tradizione, e chi arriva continua la stessa corsa, combatte le stesse battaglie, dà nuove parole alla stessa voce. Ogni profeta vero è generato dai profeti che lo hanno preceduto e nutre i profeti che verranno dopo di lui. Questa catena generativa spirituale è la radice della fedeltà alla parola, perché ogni profeta sa che sta scrivendo un capitolo di un libro che verrà completato da altri/e, e se a quel capitolo mancano parole, o se ne contiene di parziali e di emendate, chi continuerà la scrittura si troverà tra le mani un materiale adulterato, non avrà a disposizione parole necessarie per scrivere le proprie, e il finale sarà più povero e sbagliato.

In occasione del Premio Nobel per l'Economia a Richard H.Thaler, teorico del "Nudge", ripubblichiamo l'articolo di Luigino Bruni sul tema per la Rubrica "Oltre il mercato"

di Luigino Bruni

pubblicato su Città Nuova n.02/2016 di febbraio 2016

Mosca nel gabinetto ridPerché, nonostante tutta l’informazione sull’alimentazione, sugli stili di vita, sulle conseguenze dei nostri comportamenti per il presente e il futuro del pianeta, continuiamo ad inquinare molto con auto e riscaldamenti, ma anche a mangiare male, troppo, e a non fare abbastanza attività fisica? È, infatti, più  semplice capire perché non riusciamo a rinunciare all’aria condizionata e all’auto privata. È un tipico caso dove il beneficio privato (comfort) prevale sul beneficio pubblico (riscaldamento del pianeta).

Intervista su TRS Radio a "Il posto delle parole"

Una casa senza idoli ridSabato 18 novembre nell'ambito della trasmissione di Livio Partiti "Il posto delle parole", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Una casa senza idoli" (Dehoniane, €12,50, 136 p).

Ascolta Intervista:

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Nei momenti di passaggio individuali e collettivi ci sono libri particolarmente preziosi che aiutano a comprendere in profondità la natura delle crisi, danno parole alle emozioni e illuminano zone buie. Qoèlet, vetta altissima della tradizione sapienziale biblica, è uno di questi, e si configura come una profonda ed efficace cura delle due principali malattie di tutte le fedi, religiose e laiche: l’ideologia e la ricerca di facili consolazioni attraverso risposte banali a domande difficili e tremende del vivere.

Intervista su TRS Radio a "Il posto delle parole"

Una casa senza idoli ridSabato 18 novembre nell'ambito della trasmissione di Livio Partiti "Il posto delle parole", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Una casa senza idoli" (Dehoniane, €12,50, 136 p).

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Nei momenti di passaggio individuali e collettivi ci sono libri particolarmente preziosi che aiutano a comprendere in profondità la natura delle crisi, danno parole alle emozioni e illuminano zone buie. Qoèlet, vetta altissima della tradizione sapienziale biblica, è uno di questi, e si configura come una profonda ed efficace cura delle due principali malattie di tutte le fedi, religiose e laiche: l’ideologia e la ricerca di facili consolazioni attraverso risposte banali a domande difficili e tremende del vivere.

Intervento su Radio 1 a "Il cielo sopra S.Pietro"

Logo Giornata Dei Poveri 2017 ridDomenica 19 novembre nell'ambito della trasmissione "Il Cielo sopra San Pietro" si discuteva a proposito della Prima Giornata Mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco: qui riportiamo l'intervento di Luigino Bruni

Ascolta Intervista:

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Intervista su Radio 24 a Economia in pagine

Logo Radio24Sabato 26 agosto nell'ambito della trasmissione di Gianfranco Fabi "Economia in pagine", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Elogio dell'auto-sovverssione" (Città Nuova Editrice, €13,00, 120 p).

La necessità di un continuo cambiamento sia nelle organizzazioni che nella vita di tutti i giorni, ma anche nell'economia. Senza cambiamenti non si progredisce, non si ricostruisce e quindi ci si avvia al declino. Bisogna rigenerare ogni giorno un senso affinché si possa credere nel futuro creando ideali, ma senza sfociare nelle ideologie che soffocano l'ideale e l'organizzazione che nasce da questo ideale. Quando si raggiunge il successo bisogna trovare un modo per rinnovarsi, perché senza spirito di rinnovo il successo finisce in fallimento.

 Ascolta Intervista:

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Intervista su Radio 24 a Economia in pagine

Logo Radio24Sabato 26 agosto nell'ambito della trasmissione di Gianfranco Fabi "Economia in pagine", Luigino Bruni ha presentato il suo libro "Elogio dell'auto-sovverssione" (Città Nuova Editrice, €13,00, 120 p).

La necessità di un continuo cambiamento sia nelle organizzazioni che nella vita di tutti i giorni, ma anche nell'economia. Senza cambiamenti non si progredisce, non si ricostruisce e quindi ci si avvia al declino. Bisogna rigenerare ogni giorno un senso affinché si possa credere nel futuro creando ideali, ma senza sfociare nelle ideologie che soffocano l'ideale e l'organizzazione che nasce da questo ideale. Quando si raggiunge il successo bisogna trovare un modo per rinnovarsi, perché senza spirito di rinnovo il successo finisce in fallimento.

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Loppiano attende la visita di Papa Francesco il prossimo 10 maggio. Intervista di Adriana Masotti a Luigino Bruni. Radio Vaticana - 7 maggio 2017

pubblicato su Radio Vaticana il 07/05/2018

Logo radiovaticanaNata nel 1964, la cittadella internazionale del Movimento dei Focolari conta oggi circa 850 abitanti di 65 nazioni. Ogni anno accoglie migliaia di visitatori ed è divenuta punto d'incontro tra popoli, culture e religioni. La componente internazionale e multiculturale fa di Loppiano un "laboratorio di fraternità" con oltre quarant'anni di esperienza. Prima nata delle 25 cittadelle dei Focolari sparse nel mondo, "Loppiano è un gesto profetico" - dice ai nostri microfoni l'economista Luigino Bruni, membro del Movimento:

Ascolta Intervista:

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Meritocrazia, giustificazione etica della disuguaglianza

 pubblicato su Radio Articolo 1 il 09/04/2019

Intervista a Luigino Bruni nella puntata di "Piazza del Lavoro" del 9 aprile 2019

Affrontiamo con Luigino Bruni, storico del pensiero economico, il tema del talento ridotto a merito, l’oblio di parole come umiltà e mitezza, le ideologie sostituite dalla tecnocrazia. E i divari tra gli strati sociali crescono. Puntata a cura di Simona Ciaramitaro

Ascolta il programma: 

The Economy of Francesco

pubblicato su Vatican News il 14/05/2019

Intervista di Alessandro Di Bussolo a Luigino Bruni sulla genesi dell'evento: dal Papa sostegno totale e la sua presenza fisica

Sono attesi almeno 500 giovani, metà imprenditori sotto i 35 anni e metà studiosi di dottorato nelle università di tutto il mondo, compreso quelle ebraiche – spiega Bruni, sottolineando la presenza di molte donne nel Comitato preparatorio. “Economia è una parola femminile, e le donne hanno uno sguardo diverso su di essa rispetto ai maschi”. A Vatican News il docente della Lumsa Luigino Bruni conferma la genesi dell’evento.

Ascolta l'intervista: 

La terza edizione del prestigioso premio letterario per la sezione "Cultura del fare" è attribuito quest'anno a Luigino Bruni

La foresta e lalbero titolo23 novembre 2016,ore 18.30
Palazzo Altieri
Sala del trono
II piano sede Banco Popolare
Piazza del Gesù, 49
00186  Roma

Il Premio Letterario RES MAGNAE,  “Libri di qualità nello spirito del tempo”, si rivolge ad autori che “si siano particolarmente distinti per rigore analitico, senso introspettivo e slancio creativo, esprimendo un impegno saggistico e narrativo volto alla riflessione sull’uomo contemporaneo, con particolare riguardo alle dinamiche contraddittorie del nostro tempo”.

L’alba della mezzanotte/18 – L’umanità e il potere degli imperi visibili (e no)

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 20/08/2017

170820 Geremia 18 rid«Per i veri sapienti ogni luogo del mondo è un esilio. È immaturo l’uomo che considera dolce soltanto la sua patria. È già più forte colui per il quale ogni terra è come il proprio suolo natio. Ma perfetto è l’uomo per il quale l’intero mondo è come una terra straniera»

Ugo di San Vittore Didascalicon, XII secolo

‘Distruggere e demolire, abbattere e sradicare’, sentì risuonare Geremia il giorno della sua vocazione profetica. Ma insieme a queste parole ne udì altre due, diverse e complementari: ‘edificare e piantare’ (Geremia 1,10). Non basta annunciare scenari cupi di sventura per essere profeti non-falsi, perché la terra è piena di persone che dipingono, a volte persino in buona fede, un presente e un futuro disperati solo per raccogliere il consenso dei tanti disperati che si alimentano di disperazione. Geremia non illude i suoi concittadini promettendo un benessere e una pace immaginari; ma mentre profetizza questa verità amara e scomoda, sa dire parole di speranza vera e sublime.

Un convegno oggi all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede per ricordare Chiara Lubich a 10 anni dalla sua morte

fonte: Ufficio  Informazione Focolari

Chiara Lubich 06 ridSi terrà oggi 3 maggio 2018 all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede il Convegno “Chiara Lubich e l’Economia di Comunione: il percorso di una profezia”, organizzato in collaborazione con il Movimento dei Focolari. Interverranno S.E. Mons. Giovanni Angelo Becciu, Sostituto per gli Affari Generali della Segreteria di Stato di Sua Santità, Maria Voce, Presidente del Movimento dei Focolari, Luigino Bruni, Professore ordinario di Economia all’Università LUMSA di Roma, Leonardo Becchetti, Professore ordinario di Economia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Simona Rizzi, Presidente del Consorzio Tassano Servizi Territoriali. L’incontro sarà moderato da Paola Severini.

L’alba della mezzanotte/29 – Generati per sempre: il mondo non sarà abbandonato

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 05/11/2017

171105 Geremia 29 rid«La Bibbia non è il mio testo sacro, anche se egualmente ne avverto la sacralità, che ricavo dalla sua capacità di assorbire l’urlo del mondo. L’urlo di dolore di Geremia è quasi tutto ululato. Giobbe ulula. Isaia anche. Quindi è uno strano testo sacro fatto di disperazioni, fallimenti e di un’implacabile fede in un Dio che non risponde»

Guido Ceronetti, da un’intervista del 2013

“La parola che il profeta Geremia disse a Baruc, figlio di Neria, quando egli scriveva queste parole in un libro sotto la dettatura di Geremia nel quarto anno di Ioiakìm: «Così YWHW, ha parlato per te, Baruc: ‘Poiché tu hai detto: «Guai a me, poiché il Signore aggiunge tristezza al mio dolore. Sono sfinito a forza di piangere e non riesco a trovare pace». Così ha parlato YHWH: …  Desideri qualcosa di grande per te? Non desiderarlo, poiché io manderò la sventura su ogni uomo. A te farò dono della tua vita come bottino, ovunque tu andrai”. (Geremia 45, 1-5).

L’alba della mezzanotte/9 - Il seme rompe la crosta, i petali colorano l’infiorata

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 18/06/2017

170618 Geremia 9 rid«Quasi tutte le idee lanciate da Geremia a quest’epoca si ricollegano alla legge; quasi tutte le immagini da lui utilizzate sono attinte dallo stesso patrimonio, ormai secolare, della profezia biblica. Tutto questo non è che un esercizio, un apprendimento»

André Neher, Geremia

«Così mi ha parlato YHWH: "Va a comprarti una cintura di lino e mettila attorno ai tuoi fianchi senza immergerla nell’acqua". Allora io comprai la cintura secondo la parola del YHWH e me la misi ai fianchi. Poi mi fu rivolta ancora la parola di YHWH: "Prendi la cintura che hai comprato (…) va all’Eufrate e nascondila là dentro la fenditura di una pietra"» (Geremia 13,1-4).

Capitali narrativi/3 - I grandi ideali collettivi germinano in aree sismiche

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 26/11/2017

171125 Capitali narrativi 3 rid«Ci sono le voci.
Ci accompagnano.
Ci mordono.
Ci sussurrano brevissime consolazioni…
Ci comandano
ci sgridano
quasi mai ci lodano
gridano nelle notti insonni.
Le voci…
Di chi sono queste voci?»

Chandra Livia Candiani, Fatti vivo

Le carestie di capitale narrativo sono tanto più severe quanto più avevamo amato le grandi narrazioni che vediamo svanire. Quando in quella buona novella avevamo messo tutto il cuore, tutta l’anima, tutta la mente, vi avevamo bruciato i desideri impossibili, era diventata il pensiero dominante che non ci faceva dormire la notte perché volevamo sognare ad occhi aperti soltanto il nostro unico sogno vero.

L'esilio e la promessa/3 - Il compito di annunciare la dura prova e di seminare il futuro

di Luigino Bruni

pubblicato su Avvenire il 25/11/2018

Ezechiele 03 rid«Il fatto paradossale è che il sacro si manifesta, e di conseguenza si limita e cessa di essere assoluto. È questo il grande mistero, il mysterium tremendum: il fatto che il sacro accetta di limitarsi»

Mircea Eliade, Miti, sogni e misteri

Siamo cercatori instancabili di consolazioni. Ne abbiamo un tale bisogno che le barattiamo quasi sempre con le illusioni. La profezia è una grande generatrice di consolazioni vere, ma siccome non sono né scontate né in saldo, noi ci mettiamo in coda nei grandi magazzini dove abbondano le illusioni a buon mercato. Le consolazioni non illusorie dei profeti convivono infatti con una esigenza assoluta di verità, arrivano solo dentro questa verità offerta a prezzo-valore pieno.

“Figlio dell'uomo, prendi una tavoletta d'argilla, mettila dinanzi a te, incidici sopra una città, e disponi intorno ad essa l'assedio: rizza torri, costruisci terrapieni, schiera gli accampamenti e colloca intorno gli arieti” (Ezechiele 4,1-2). Dopo le prime visioni, Ezechiele ora riceve il comando di realizzare una sorta di plastico per rappresentare l’assedio di una città. E una volta terminata l’opera sotto gli occhi certamente sorpresi dei suoi connazionali non dice ‘questa è Babilonia’, come forse i suoi compagni esiliati si attendevano e speravano, ma “questa è Gerusalemme” (5,5). È proprio la città santa che sta per essere assediata dai babilonesi. Nessuna consolazione per chi, seguendo gli oracoli dei falsi profeti, voleva credere nella inespugnabilità della città di Davide, perché protetta dal suo Dio diverso.

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Alessandra Smerilli

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